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Progressismo regressivo e nuovo Medioevo

New York City, Manhattan. Depositphotos
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Tempo di lettura: 19 Min.
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Per molti, pensare al mondo medievale evoca città sovrappopolate, crimini violenti quotidiani e periodici focolai di pestilenze – conseguenze di condizioni igieniche precarie, cibo avariato, acqua contaminata, fognature a cielo aperto e proliferazione incontrollata di ratti, pulci e pidocchi. Gran parte della giornata veniva trascorsa semplicemente cercando di sopravvivere fino al giorno successivo.
Castelli e mura punteggiavano il paesaggio per riparare i regni dalle tribù predatrici e dagli invasori. Alle porte delle città, al tramonto, si chiudevano i battenti contro i predoni della notte. Le esecuzioni pubbliche richiamavano folle immense. E gli scismi religiosi, con frequenza inquietante, finivano nel sangue.
Castelli e mura punteggiavano il paesaggio per riparare i regni dalle tribù predatrici e dagli invasori. Alle porte delle città, al tramonto, si chiudevano i battenti contro i predoni della notte. Le esecuzioni pubbliche richiamavano folle immense. E gli scismi religiosi, con frequenza inquietante, finivano nel sangue.
In definitiva, per molti aspetti, quello scenario non è del tutto estraneo al mondo come si presenta oggi.
Eppure, a quel tempo, la scienza avanzava silenziosamente tra le vere élite, nelle università, nelle corti, nei monasteri, producendo mulini a vento, orologi meccanici, occhiali. Si fabbricavano in grande quantità balestre sofisticate, si varavano navi da guerra a più alberi capaci di attraversare i mari.
Dalle menti medievali sono usciti capolavori della letteratura occidentale: la Divina Commedia di Dante, i Racconti di Canterbury di Chaucer, la Summa Theologiae di san Tommaso d’Aquino. Ancora oggi contempliamo con meraviglia il genio architettonico e la bellezza delle cattedrali di Colonia, Firenze, Milano, Parigi, Roma e Siviglia. Santa Sofia, eretta alle soglie di quell’epoca, per un millennio non ha avuto eguali in maestosità. Tutti quei capolavori sono stati creati senza computer, senza laboratori chimici, straordinari o permessi edilizi.
Eppure, dopo il crollo del mondo classico, intorno al 500 d.C., la civiltà occidentale ha impiegato un millennio per recuperare anche soltanto parte della conoscenza e della tecnica perdute. Sono trascorsi secoli prima che il Rinascimento riportasse i principi igienici nelle fognature, negli acquedotti e nello smaltimento dei rifiuti, per non parlare delle competenze di medici e scienziati di formazione classica.
Oggi l’Occidente, in bilico tra progresso e regresso, sta tornando a somigliare al Medioevo, con una differenza fondamentale: dopo secoli di preteso «progresso» dovremmo saperne di più. Cumuli di immondizia urbana, strade insicure, riemergere di malattie fanno da contraltare a straordinarie rivoluzioni nell’intelligenza artificiale, nell’ingegneria biologica, nella robotica, nei satelliti, nel volo spaziale e nella ricerca sul cancro. A differenza dei loro omologhi del feudalesimo, infatti, i nostri amministratori sanno come fermare epidemie, crimini e degrado ma, evidentemente scelgono di non farlo, per un’incuria che nasce da un’ideologia malata, che divide il mondo in «oppressori» colpevoli e «oppressi» innocenti.
La vittima, l’oppresso, ha sempre ragione e va difesa, da lontano – chiaramente – o almeno finché non si presenta puzzolente sulla soglia di casa.
La vittima, l’oppresso, ha sempre ragione e va difesa, da lontano – chiaramente – o almeno finché non si presenta puzzolente sulla soglia di casa.
Abbiamo visto, non molto tempo fa, un’invasione tribale di milioni di stranieri indigenti riversarsi attraverso il nostro confine meridionale fino a quando non sono ripresi, seppure tardivamente, i lavori al muro di confine – in stile appunto medievale – e i dispiegamenti delle tanto detestate pattuglie che tentano con coraggio di fermarli.
Nelle strade delle città occidentali servirebbe l’esercito per combattere la criminalità che invece continua spesso incontrollata perché è vietato ai militari collaborare con la polizia. Accamparsi sui marciapiedi pubblici o sulla proprietà altrui è illegale, secondo il Codice, salvo che lo si faccia in numero tale da paralizzare i sindaci, i quali quindi fingono di ignorare.
Defecare, urinare, fornicare e iniettarsi droga sono ormai spettacoli ordinari per chi attraversa, in tutta fretta, i marciapiedi: se Los Angeles o Berkeley lasciano che strade e marciapiedi tornino all’epoca medievale, dovremmo poi stupirci per focolai di tifo e leptospirosi – malattie da Medioevo, appunto – o per il fatto che i tombini delle acque piovane diventino fogne?
Oggi i sindaci non combattono la proliferazione dei ratti, ma alcuni funzionari pubblici – da ultimo a Los Angeles, per esempio – propongono «gabinetti igienici per il sollievo sessuale» finanziati dai contribuenti, destinati a offrire ai senzatetto «un sollievo sessuale privato attraverso la masturbazione».
A New York, alcuni tra gli uomini più ricchi del pianeta aggirano lungo le strade cumuli putridi di rifiuti infestati dai ratti. A San Francisco e a Chicago alcuni tra i più grandi ricercatori sul cancro al mondo si controllano le scarpe, in cerca di escrementi umani, prima di entrare nei loro laboratori da era spaziale.
Ancora più incredibile: l’Occidente è diventato al tempo stesso la civiltà più regolamentata del pianeta e quella più lontana dalla Legge. Gli ispettori ambientali statali visitano le industrie per controllare che gli scarichi non contengano nemmeno una parte per miliardo di qualche sostanza tossica. E autorità statali e federali, con dozzine di titoli accademici, esaminano ogni giorno tracce microscopiche di veleni nelle vasche ribollenti degli impianti di depurazione.
Eppure, nel buio della notte, i netturbini con maschere, tute protettive, stivali di gomma e guanti, con idranti ad alta pressione sparano nei tombini escrementi, urina, sangue e residui di droga – il tutto in modo “politicamente corretto”. Queste meraviglie moderne trasportano tutto il luridume fino all’Oceano – che si sbandiera incontaminato – là dove un pescatore può essere multato di una cifra esorbitante per aver gettato in quell’acqua fetida una lattina vuota e inerte.
Nell’Occidente di oggi, un miliardesimo di diserbante Roundup è una minaccia per la civiltà, le tonnellate di feci sui marciapiedi no. La teoria è semplice: quanto più si sorveglia il cittadino rispettoso della Legge fino all’ultima virgola, tanto più la società deve sopportare che i fuorilegge facciano ciò che vogliono.
Questo è lo “strano” incrocio postmoderno e medievale tra barbarie e civiltà…
Questo è lo “strano” incrocio postmoderno e medievale tra barbarie e civiltà…
OPPRESSI CHE OPPRIMONO
In California, un secolo di studi sulla sicurezza stradale e sulla pubblica sicurezza aveva fissato regole severe per il rilascio delle patenti ai conducenti di camion a doppio rimorchio sulle autostrade nazionali congestionate; Tir enormi tra minuscole utilitarie. I conducenti, secondo il nostro rigido sistema giuridico, devono essere altamente qualificati e certificati prima di mettersi alla guida di quei mezzi potenzialmente pericolosi: devono avere 21 anni, una patente californiana valida, superare la visita del ministero dei Trasporti, i controlli sui precedenti penali e i test antidroga, poi ottenere almeno l’80 percento in un esame teorico di 50 domande e, infine, affrontare una prova di guida di due ore.
Fantastico, in teoria. Non nella realtà.
Per paura che qualcuno, da qualche parte, in qualche momento, possa sentirsi a “disagio” per queste norme pensate per proteggere il pubblico, quasi ventimila immigrati irregolari hanno ottenuto patenti commerciali da uno Stato californiano compiacente, senza nemmeno dover dimostrare una conoscenza elementare dell’inglese: liberi di sfruttare scappatoie, avvalersi di esenzioni ed eludere i controlli sui precedenti penali.
Fantastico, in teoria. Non nella realtà.
Per paura che qualcuno, da qualche parte, in qualche momento, possa sentirsi a “disagio” per queste norme pensate per proteggere il pubblico, quasi ventimila immigrati irregolari hanno ottenuto patenti commerciali da uno Stato californiano compiacente, senza nemmeno dover dimostrare una conoscenza elementare dell’inglese: liberi di sfruttare scappatoie, avvalersi di esenzioni ed eludere i controlli sui precedenti penali.
Il risultato? Il nuovo sistema della Sinistra ha messo in strada migliaia di conducenti incompetenti, molti non distinguono un segnale di precedenza da uno stop, la maggior parte non sa leggere una parola di inglese. Guidano come pare a loro, sfrecciando, sbandando e sterzando bruscamente, con un rimorchio da 40 tonnellate che oscilla dietro di loro. Sono diventati i padroni delle autostrade stile Far West, così che le élite possano sentirsi moralmente superiori ai semplici automobilisti-cavie su cui sperimentano. Gli artefici di tali normative, of course, si fanno accompagnare in limousine, Suv e cortei di auto, oppure volano su jet privati.
L’Occidente ha quasi completamente abolito le esecuzioni pubbliche da circa un secolo. Ma prima di compiacersi della distanza dal mondo medievale, conviene osservare che la Sinistra “terapeutica” oggi non impicca gli assassini: li canonizza. Che cosa è più medievale, impiccare un omicida o romanticizzare un noto assassino?
Nel dicembre 2024 Luigi Mangione ha ucciso in un agguato Brian Robert Thompson, amministratore delegato di United-Healthcare, dichiarandosi infine colpevole delle accuse federali di omicidio. È stato mitizzato da schiere di giovani donne di Sinistra, che vanno in estasi per il bell’aspetto del rampollo di una famiglia benestante e per la sua violenza politicamente corretta. Le ammiratrici hanno persino messo in scena un musical sul presunto eroico assassinio del dirigente della Sanità.
Un anno fa, Charlie Kirk è stato brutalmente assassinato in diretta durante un evento pubblico e, per mesi, alcuni esponenti della sinistra hanno esultato per quell’uccisione deridendo chi lo piangeva. Quando Lindsay Clancy ha strangolato con un elastico da ginnastica i suoi tre bambini piccoli, donne di Sinistra non si sono limitate a invocare come attenuante una presunta “depressione” post partum: l’hanno elevata a simbolo di «comune donna» vittimizzata, quasi senza una parola per le tre vite spezzate prima ancora di poter crescere con colei che, da che mondo è mondo, si ritiene debba proteggere più di chiunque altro: la madre.
I nuovi rivoluzionari laici sanno che la loro “città sulla collina” (citazione dal Sermone della Montagna di Gesù – nella politica degli Stati Uniti si riferisce all’America che rappresenta un “faro di speranza nel mondo”) non funziona, crollerà e andrà in fiamme se anche i conservatori si mettono a divinizzare l’assassino di un podcaster marxista e populista. Che farebbero se – occhio per occhio – i conservatori si unissero a esaltare l’affascinante assassino di un attivista socialista di successo? Che accadrebbe se un reduce di guerra sterminasse i propri figli creandosi così un seguito di ammiratori convinti che il Disturbo post traumatico da stress garantisca l’impunità? E che avrebbero detto se i servizi di sicurezza, in quattro diverse occasioni, avessero sparato su potenziali assassini di destra di Obama?
Oggi, la moderna e sofisticata medicina è in grado di salvare la maggior parte dei prematuri a 23-24 settimane. Ma nel Massachusetts, in stile pre-civilizzazione e col plauso di femministe «illuminate» sono state approvate norme che consentono l’aborto fino al momento del parto – con lo schiacciamento del cranio del neonato e l’aspirazione del suo contenuto. I media hanno salutato questa licenza di uccidere un bambino che sta per venire al mondo come un «rafforzamento dell’assistenza all’aborto». In questa crudele giustapposizione tra vita e morte, tra moderno e antico, investiamo milioni per salvare un prematuro di sei mesi e destiniamo pochi dollari per uccidere un nascituro.
BARBARIE ALLA MODA
Queste contraddizioni, questi universi paralleli del moderno Occidente medievale, sono ben diversi dal Medioevo, anni tra il 500 e il 1400. Come minimo, c’era la fiducia di acquisire, gradualmente, le conoscenze per superare le secolari paure dell’uomo e della natura, in un progresso sfociato nel Rinascimento, nell’Illuminismo, nella Rivoluzione industriale fino all’attuale benessere e libertà dell’Occidente. Ma il mondo contemporaneo, retrogrado, sa come prevenire le malattie antiche, padroneggia la scienza del controllo e del trattamento delle acque reflue, cerca di regolamentare la maggior parte dei pericoli derivanti dalle macchine. E un secolo di studi giuridici provano che la presenza della polizia e l’applicazione della legge dissuadono il crimine.
Eppure il marxismo reazionario, l’uguaglianza imposta in nome del socialismo e l’utopismo autoritario da Paradiso in Terra – che vanno oltre gli eccessi stessi della Chiesa medievale – muovono guerra al progresso della civiltà. Queste ideologie non nascono dal timore di Dio né dalla paura di violare costumi e tradizioni antiche, ma da un compiaciuto narcisismo morale, con un corollario: gli odierni santi atei non devono mai pagare per i danni della loro ideologia distruttiva.
Non a caso, sui prati dei famosi filantropi di Malibu non ci sono senzatetto, mentre la sicurezza privata abbonda per quegli stessi progressisti che hanno tolto i fondi alla polizia nelle città prede della criminalità. Gli attivisti umanitari della bella isola del Massachusetts Martha’s Vineyard hanno infamato gli agenti dell’Ice come sgherri della Gestapo, mentre preparavano pacchi di aiuti per gli immigrati illegali scaricati nel loro centro comunitario – ma solo dopo aver ordinato autobus per trasferire gli “estranei” il più lontano possibile. Hasan Piker, sostenitore della redistribuzione e socialista-marxista, avverte gli ebrei – con toni che richiamano i pogrom medievali – che il loro futuro in America è fosco, poi sfreccia via sulla sua Porsche Taycan Turbo S elettrica da duecentomila dollari, «vettura del popolo».
Dunque, che cos’è questa peste del Medioevo moderno? È una malattia dell’Occidente del XXI secolo, in cui centinaia di milioni di persone non hanno più il problema di come sopravvivere e godono della libertà e dell’abbondanza illimitata del capitalismo democratico di mercato.
In un mondo in cui riteniamo sia un diritto innato morire nel sonno a 90 anni, non ci preoccupiamo di chi fatica a produrre il nostro cibo, costruire le nostre case, fornirci il carburante o a sconfiggere le malattie. Ci importa soltanto che lo facciano su richiesta. Così, automaticamente, siamo liberi di tatuarci e forarci per i piercing, di restare incollati agli Iphone e persino di valutare una «transizione» di sesso e intanto ci affanniamo su questioni cosmiche, come la necessità di osannare un assassino o di dare fuoco a un commissariato.
I progressisti, i socialisti e i marxisti ci hanno regalato la «solidarietà» universale, dando vita a una santità puritana, a un’ipocrisia narcisistica che decreta accettabile, come danno collaterale, lo stupro subito da una vittima per mano di un immigrato irregolare: un prezzo lecito, purché quel clandestino resti libero di entrare nel Paese senza controlli né domande.
Ai poveri ratti portatori di tifo che scorrazzano lungo i marciapiedi pubblici non si deve negare il terreno di riproduzione tra le coperte sporche e infette ma santificate dei senzatetto.
Ai poveri ratti portatori di tifo che scorrazzano lungo i marciapiedi pubblici non si deve negare il terreno di riproduzione tra le coperte sporche e infette ma santificate dei senzatetto.
Il medievalista moderno esige che il reduce con trent’anni di guerre alle spalle sia cacciato dall’esercito come nemico del popolo per aver rifiutato il vaccino sperimentale mRna, non altrettanto vuole si cacci l’immigrato illegale infetto da Covid e non vaccinato che, in piena stagione di blocchi, attraversa tranquillamente il Rio Grande, senza che i nostri santi laici dicano una parola.
L’ostentazione di riguardi verso il nichilista – a spese di qualcun altro – è il nuovo credo nazionale. E Decarlos Brown – la «vittima», l’assassino razzista già collezionista di arresti e condanne, ora giudicato «incapace di sostenere un processo» – che affila il coltello per tagliare la gola alla rifugiata ucraina di 23 anni Iryna Zarutska, seduta ignara in un vagone davanti a lui, è l’immagine stessa del nostro Medioevo moderno.
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