Pagamenti NoiPA, sul conto possono arrivare due accrediti
Sullo stesso conto possono confluire lo stipendio e una seconda somma, ma i due accrediti seguono tempi e percorsi differenti. Il passaggio successivo si riflette direttamente sul cedolino

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Due accrediti possono arrivare sullo stesso conto corrente: il primo riguarda lo stipendio, il secondo può dipendere da un finanziamento già richiesto. La scheda Inps sul Piccolo prestito agli iscritti alla Gestione Unitaria, aggiornata il 10 luglio 2025, distingue infatti l’erogazione del finanziamento dal pagamento ordinario gestito da NoiPA. Le due somme, a prima vista, rischiano di essere confuse con arretrati o competenze aggiuntive.
Il primo accredito segue una formula obbligata: è la retribuzione. I dati principali sono disponibili nell’area personale NoiPA. Attraverso il servizio “Consultazione pagamenti”, il dipendente può controllare l’importo netto e la data di esigibilità, cioè il giorno stimato per la disponibilità dello stipendio.
Nei fatti, il secondo accredito riguarda soltanto chi ha presentato domanda per il Piccolo prestito e ha ricevuto l’accoglimento dall’Inps. L’importo concesso viene versato sull’Iban indicato dal richiedente e non segue il calendario delle emissioni stipendiali.
Il Regolamento Inps prevede l’erogazione entro il secondo mese successivo a quello in cui la domanda è stata accolta. Il denaro del prestito può quindi arrivare prima o dopo lo stipendio, anche quando entrambi i pagamenti confluiscono sul medesimo conto.
La richiesta può essere presentata dai dipendenti pubblici e dai pensionati iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Per i lavoratori in servizio servono almeno un anno di servizio utile, una retribuzione fissa e continuativa e un contratto a tempo indeterminato oppure a termine di almeno tre anni.
Si possono richiedere da una a quattro mensilità nette, da rimborsare rispettivamente in 12, 24, 36 o 48 rate. In assenza di altre trattenute sullo stipendio o sulla pensione, l’importo può raddoppiare, fino a raggiungere otto mensilità nel prestito quadriennale, fermo restando per i pensionati il limite del quinto cedibile.
Il secondo accredito non è quindi una maggiorazione dello stipendio, né un arretrato o un conguaglio. C’è però da mettere in conto il passaggio successivo: dal secondo mese dopo l’erogazione comincia la restituzione, con la rata trattenuta direttamente in busta paga.


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