Ma Putin continua a dimostrare di non essere interessato alla pace
Delegazione ucraina a Washington
Gli Stati Uniti stanno assumendo «un atteggiamento costruttivo» nei colloqui di pace. Lo ha dichiarato ieri, 29 novembre, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky mentre una delegazione partiva da Kiev alla volta di Washington

Gli inviati speciali degli Stati Uniti Jared Kushner e Steve Witkoff, Marco Rubio e il segretario all'Esercito americano Daniel Driscoll prima delle discussioni a porte chiuse con il capo dell’Ufficio del presidente dell’Ucraina Andriy Yermak a Ginevra, 23 novembre 2025. foto REUTERS/Emma Farge.
Gli Stati Uniti stanno assumendo «un atteggiamento costruttivo» nei colloqui di pace. Lo ha dichiarato ieri, 29 novembre, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky mentre una delegazione partiva da Kiev alla volta di Washington.
La delegazione ucraina in America è guidata dal segretario del Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa, Rustem Umerov, e dal capo dell’intelligence militare, Kyrylo Budanov, e ha l’obiettivo di proseguire il confronto sulla più recente proposta di pace prodotta dall’amministrazione Trump.
I colloqui proseguiranno sulla base delle discussioni recentemente tenute a Ginevra, dove rappresentanti statunitensi, ucraini ed europei hanno esaminato una versione aggiornata dell’iniziale Piano di 28 punti fortemente accusato da più parti di essere filo-russo. La proposta originaria prevedeva infatti che l’Ucraina rinunciasse a diverse parti del proprio territorio, mettesse un tetto massimo alle forze armate e accantonasse la prospettiva di adesione alla Nato. In cambio, la Russia avrebbe beneficiato di un graduale allentamento delle sanzioni, mentre una parte dei suoi beni congelati sarebbe stata destinata alla ricostruzione ucraina.
I colloqui proseguiranno sulla base delle discussioni recentemente tenute a Ginevra, dove rappresentanti statunitensi, ucraini ed europei hanno esaminato una versione aggiornata dell’iniziale Piano di 28 punti fortemente accusato da più parti di essere filo-russo. La proposta originaria prevedeva infatti che l’Ucraina rinunciasse a diverse parti del proprio territorio, mettesse un tetto massimo alle forze armate e accantonasse la prospettiva di adesione alla Nato. In cambio, la Russia avrebbe beneficiato di un graduale allentamento delle sanzioni, mentre una parte dei suoi beni congelati sarebbe stata destinata alla ricostruzione ucraina.
La delegazione statunitense presente a Ginevra comprendeva il ministro degli Esteri Marco Rubio, il segretario dell’Esercito Daniel P. Driscoll, gli inviati speciali del presidente Steve Witkoff e Jared Kushner e l’ambasciatrice degli Stati Uniti in Ucraina Julie Davis. Non è ancora chiaro se tutti prenderanno parte anche ai nuovi colloqui previsti negli Stati Uniti. Secondo quanto riferito da Reuters, Rubio, Witkoff e Kushner dovrebbero incontrare la delegazione ucraina in Florida.
Finora, sia Washington sia Kiev definiscono questo ultimo giro di negoziati in corso come produttivo. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha affermato che vi sono «alcuni punti delicati, ma non insormontabili da chiarire», e anche Zelensky si è mostrato ottimista commentando: «i collaboratori del presidente Trump ci stanno ascoltando».
Nel suo discorso serale del 29 novembre, il presidente ucraino ha ribadito la fiducia nel fatto che la via diplomatica possa porre fine a una guerra ormai giunta alle soglie del suo quarto anno. «La diplomazia resta attiva. Da parte americana si dimostra un approccio costruttivo, e nei prossimi giorni sarà possibile definire i passaggi che indicheranno come condurre la guerra a una conclusione dignitosa» ha dichiarato Zelensky, aggiungendo: «la delegazione ucraina dispone delle istruzioni necessarie, e io mi aspetto che i nostri rappresentanti agiscano in linea con le priorità nazionali».
Nel suo discorso serale del 29 novembre, il presidente ucraino ha ribadito la fiducia nel fatto che la via diplomatica possa porre fine a una guerra ormai giunta alle soglie del suo quarto anno. «La diplomazia resta attiva. Da parte americana si dimostra un approccio costruttivo, e nei prossimi giorni sarà possibile definire i passaggi che indicheranno come condurre la guerra a una conclusione dignitosa» ha dichiarato Zelensky, aggiungendo: «la delegazione ucraina dispone delle istruzioni necessarie, e io mi aspetto che i nostri rappresentanti agiscano in linea con le priorità nazionali».
I colloqui si inseriscono in un quadro interno complicato per Kiev: Zelensky è destabilizzato da un nuovo scandalo di corruzione che sta toccando diversi suoi collaboratori, sospettati di essere coinvolti in un sistema corruttivo ai danni di più aziende energetiche pubbliche, mentre vaste aree dell’Ucraina continuano a subire lunghi blackout a causa dei bombardamenti russi.
In questo contesto a dir poco teso, Rustem Umerov ha assunto la guida della delegazione dopo le dimissioni presentate due giorni fa da Andrij Jermak, ex capo di Gabinetto del presidente Zelensky e principale negoziatore, che ha lasciato l’incarico poche ore dopo la perquisizione della sua abitazione da parte degli investigatori dell’Anticorruzione ucraina.
Altri due alti funzionari, anch’essi coinvolti nello scandalo – il ministro della Giustizia Herman Halushchenko e il ministro dell’Energia Svitlana Hrynchuk – avevano presentato le dimissioni già il 12 novembre.
In questo contesto a dir poco teso, Rustem Umerov ha assunto la guida della delegazione dopo le dimissioni presentate due giorni fa da Andrij Jermak, ex capo di Gabinetto del presidente Zelensky e principale negoziatore, che ha lasciato l’incarico poche ore dopo la perquisizione della sua abitazione da parte degli investigatori dell’Anticorruzione ucraina.
Altri due alti funzionari, anch’essi coinvolti nello scandalo – il ministro della Giustizia Herman Halushchenko e il ministro dell’Energia Svitlana Hrynchuk – avevano presentato le dimissioni già il 12 novembre.
Quanto alla nazione che ha iniziato la guerra invadendo l’Ucraina, la Russia continua a dimostrare scarso interesse per la pace. Il nuovo appiglio di Vladimir Putin, ora, è il fatto che Zelensky sarebbe delegittimato per via della sospensione delle elezioni in Ucraina: “dimenticando” il fatto che in Ucraina vige la legge marziale – che prevede la sospensione delle elezioni in caso di guerra – Putin ha infatti dichiarato via Tass che il presidente ucraino avrebbe «esaurito il proprio mandato» poiché Kiev ha sospeso le elezioni presidenziali che avrebbero dovuto tenersi nel 2024.







