Calderone sui flussi migratori: livello di garanzie dei nostri contratti non ha uguali in Europa

Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone
Photo: foto di repertorio ANSA/FABIO CIMAGLIA.
Sul tema immigrazione e fabbisogno lavorativo, il ministro del Lavoro, Marina Calderone, intervenuta presso il Centro Congressi della Fiera di Cagliari, all’evento di avvio delle celebrazioni del Centenario della Confindustria Sardegna Meridionale con il convegno «100 anni per le imprese – Produciamo futuro in Sardegna», ha ricordato il cambio di metodo rispetto al passato: «Quando siamo arrivati, i decreti flussi erano annuali e il click day si apriva sul decreto dell’anno precedente». Per questo il Governo ha introdotto la programmazione triennale: «Ci serve per avere la mappatura dei fabbisogni delle aziende». Il ministro ha spiegato che resta un margine di miglioramento: «Dobbiamo anticipare le domande e i controlli», perché spesso «il lavoratore arriva in Italia troppo tardi rispetto alle necessità dell’azienda». Ha citato i progetti già attivi con Tunisia, Marocco e Ghana e ha spiegato che il sistema Sisl ora permette «la mappatura delle competenze di chi ha un permesso per studio o lavoro stagionale». Obiettivo dichiarato: convertire i permessi e far rimanere in Italia chi entra regolarmente, non farli scomparire».
Calderone ha poi ammonito sul valore del modello italiano: «Il livello di garanzie dei nostri contratti non ha uguali in Europa». E ha aggiunto: «Il differenziale positivo non è solo salariale, ma di tutele e qualità delle relazioni industriali».
Calderone ha poi ammonito sul valore del modello italiano: «Il livello di garanzie dei nostri contratti non ha uguali in Europa». E ha aggiunto: «Il differenziale positivo non è solo salariale, ma di tutele e qualità delle relazioni industriali».
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