Le 10 cose vietate in Cina più sorprendenti

Il regime cinese è conosciuto per il suo controllo su tutti gli aspetti della società. Ecco un elenco delle cose più sorprendenti che sono vietate in Cina. 

1 ‘BIG BANG THEORY’ 

Nel mese di aprile 2014, l’Amministrazione di Stato della Stampa, Pubblicazione, Radio, Film e Televisione della Cina ha rimosso le serie tv The Big bang theory, The Good Wife, Ncis e The Practice dai siti di streaming on-line, secondo un articolo del Global Times

Gli appassionati di questi programmi hanno espresso indignazione dal momento che non mostrano un contenuto sovversivo, violento o illegale. L’amministrazione ha detto che gli spettacoli sono stati banditi per preoccupazioni inerenti al copyright o per aver violato un regolamento contro i programmi con contenuti che «danneggiano la sovranità della Nazione e l’integrità territoriale», «inducono minori a commettere crimini», o «provocano culti e credenze superstiziose». 

2 BRAD PITT 

(Jason Merritt/Getty Images) 

Il celebre attore americano è stato in passato escluso dalla Cina dopo essere stato protagonista nel 1997 del film Sette anni in Tibet, in cui impersonava un insegnante austriaco del Dalai Lama. (La restrizione è stata allentata recentemente dopo aver fatto una tranquilla visita a Shanghai con sua Angelina Jolie, che stava promuovendo il suo nuovo film Maleficent). La Cina ha anche interdetto Harrison Ford e Richard Gere per il loro sostegno all’indipendenza del Tibet. Anche registi come Martin Scorsese e Khashyar Darvich sono stati aggiunti alla lista nera per le loro immagini positive sul Dalai Lama, rispettivamente nei film Kundun e Dalai Lama Renaissance

3 FACEBOOK 

(Veluben/Wikimedia Commons) 

Le autorità cinesi hanno bloccato Facebook dal 2009 e il motivo è probabilmente dovuto ai disordini scoppiati nel luglio di quell’anno tra la popolazione Uigura e l’etnia cinese Han, nella regione nord-occidentale dello Xinjiang, secondo quanto ha riportato la Cnn. Solo i social come Sina Weibo, che sono soggetti alla censura sistematica del regime cinese, possano fiorire in Cina. Tuttavia molti utenti utilizzano le reti private virtuali (vpn) per aggirare il Grande Firewall. 

La Cina ha anche vietato Instagram subito dopo le proteste pro-democrazia di Hong Kong del 2014: ciò ha messo in luce la paura del regime di mostrare in rete i fatti relativi ai disordini. 

4 TWITTER 

(Bethany Clarke/Getty Images) 

Esattamente come Facebook, Twitter nel 2009 è stato inserito nel lungo elenco dei siti web censurati in Cina. 

Alla fine del 2010 l’Accademia cinese delle Scienze sociali ha dichiarato che c’erano il 41 per cento, in meno di siti web accessibili rispetto alla fine del 2009, equivalenti a 1,3 milioni, ha riportato la BBC. C’è un sito che si chiama Blocked in China che permette alle persone al di fuori della Cina di sapere in tempo reale se un sito è bloccato in Cina. 

5 AVATAR IN 2D 

Un ragazzo guarda un manifesto del film Avatar in un cinema di Pechino il 21 gennaio 2010. (LIU JIN/AFP/Getty Images) 

Anche se ha avuto un grande successo al botteghino cinese, la censura ha vietato la versione 2D di Avatar (la Cina ha pochi teatri 3D, quindi il divieto della versione 2D avrebbe evitato efficacemente la visione di massa) a causa delle sfumature politiche nel film che possono essere interpretate come un incoraggiamento a fare confronti tra i materialisti, gli invasori umani di Pandora e l’ascesa al potere comunista nel 1949. 

In realtà, i cinesi non possono vedere legalmente la maggior parte dei successi di Hollywood, considerato che solo 34 grandi film stranieri vengono rilasciati ogni anno, in base a un articolo del Guardian. E anche dopo l’approvazione, il Partito elimina qualsiasi contenuto ritenuto sgradevole o sovversivo. 

6. FIORE JASMINE 

(????????/Wikimedia Commons) 

Dopo la Rivoluzione dei Gelsomini avvenuta nel 2010 in Tunisia, il regime cinese ha censurato la parola gelsomini da internet e ha vietato la vendita del fiore in diversi mercati di Pechino, secondo un articolo del New York Times. Questo è stato fatto a causa della sua potenziale capacità di destabilizzare la società cinese per una svolta democratica. 

7 VIAGGI NEL TEMPO

(Jeff J Mitchell/Getty Images) 

Il regime cinese ha bandito i film sui viaggi nel tempo per la loro «frivola» e irrispettosa rappresentazione della storia, come riportato da The New Yorker. Questa affermazione, che giunge dal Partito Comunista Cinese, sembra un po’ ironica, considerando che ha distrutto sistematicamente cimeli storici e culturali nel suo processo di revisionismo storico come parte del suo rimodellamento ideologico. 

8 REINCARNAZIONE 

(Christopher Furlong/Getty Images) 

Nel 2007 la Cina ha dichiarato fuorilegge il fatto che i monaci buddisti tibetani si reincarnino senza l’approvazione del regime. La legge è stata emanata dall’Amministrazione statale per gli affari religiosi. Secondo la popolare rivista Newsweek, la mossa ha lo scopo di limitare l’influenza del Dalai Lama, il leader buddista tibetano la cui anima tradizionalmente si reincarna in un nuovo essere umano, per continuare la sua opera di alleviamento delle sofferenze. 

Nel marzo di quest’anno il Time Magazine ha riferito che il governo cinese e il Dalai Lama hanno nuovamente avuto una controversia: il Dalai Lama ha detto che il regime cinese non ha il diritto di scegliere il suo successore e né può decidere di non farlo reincarnare. 

9 FRATELLI 

(Kevin Frayer/Getty Images) 

A causa della politica del figlio unico in Cina, i fratelli non sono generalmente ammessi in Cina (con l’eccezione di due gemelli e dei trigemini). Questa misura di controllo della popolazione mira soprattutto ai grandi centri urbani e le donne incinte per la seconda volta devono abortire o in alcune aree pagare una multa salatissima. La politica del figlio unico ha prodotto squilibri sociali poiché i genitori abortiscono o abbandonano le bambine a causa della loro preferenza per i figli maschi. 

10 GOOGLE 

(Schermata/google.com) 

Il popolo cinese non può usare google quando deve cercare informazioni. Anche YouTube e Gmail, prodotti associati a Google, sono bloccati. 

I motori di ricerca autorizzati dall’autorità sono soggetti a severe restrizioni. Ad esempio la ricerca dei termini ‘la protesta di piazza Tiananmen’, che fa riferimento alla manifestazione pro-democrazia da parte degli studenti a Pechino nel 1989 e che ha visto il massacro di centinaia o migliaia di civili da parte delle forze militari del regime, non dà alcun risultato. 

Anche digitando Falun Gong, una disciplina spirituale brutalmente perseguitata dal Pcc dal 1999, non si ottiene alcun risultato, costringendo gli utenti cinesi a costruire nomi in codice alternativi per avvicinarsi a questi argomenti. 

Articolo in inglese: ‘Top 10 Most Surprising Things Banned in China‘ 

 
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