La magia di Shen Yun agli Arcimboldi di Milano

La magia di Shen Yun agli Arcimboldi di Milano

Il ballerino Fabio Rossi con la sua collega Elena (Mary Man / Epoch Times)

2016/03/31

Mercoledì 30 marzo, per il terzo anno consecutivo, torna a esibirsi al Teatro degli Aricimboldi di Milano la compagnia di danza tradizionale cinese Shen Yun Performing Arts. Come sempre, coreografie e scenografie sono orginali e inedite. E, come sempre, è un gran successo di pubblico.

Altra costante di Shen Yun, oltre alle musiche dal vivo di commovente poesia e bellezza, sono le straordinarie capacità tecniche dei ballerini, che – senza tema di smentite – possono essere definiti unici al mondo, e che ogni anno incantano il pubblico.

A colpire con maggiore evidenza in Shen Yun, è infatti la danza classica cinese: fra le più espressive forme d’arte al mondo, con suoi incredibili salti mortali e piroette e la sua delicata eleganza (i ballerini volteggiano sul palco con una tale delicata eleganza che sembrano letteralmente galleggiare nell’aria), sbalordisce anche gli addetti ai lavori.
Tra gli spettatori, infatti, il ballerino Fabio Rossi è rimasto particolarmente colpito dalla naturalezza dei ballerini di Shen Yun: «Io sono un ballerino di danza moderna e non vedo minimamente sforzo da parte loro. Sembra quasi normale quello che fanno […] Ed è assurdo. Però è bello, è bello questo», ha commentato dopo lo spettacolo.
I ballerini di Shen Yun, continua Fabio Rossi «camminano sui talloni, sembra che abbiano le rotelle ai piedi. Invece noi [ballerini occidentali, ndr] siamo abituati a camminare sulle punte. Però l’effetto che danno è forse più armonico. Non avrei pensato che col tallone fosse più armonico che sulla punta… Strano! Noi quando corriamo sembra proprio che corriamo, mentre loro sembra che stiano ballando anche quando camminano. Fa la differenza, è una bella sfumatura!».

La danza classica cinese è in effetti caratterizzata da particolari metodi di allenamento per consolidare le tecniche di base e richiede una preparazione molto rigida per sviluppare un’espressività fisica e le posture specifiche. Comprende anche l’apprendimento di salti, giravolte, piroette e altre tecniche in volo. Molte delle tecniche acrobatiche della ginnastica derivano dalla danza classica cinese.

«Sicuramente la devozione alla loro arte passa. Sembra che con la concentrazione possano fare questi salti mortali. Che sia una concentrazione, che sia un messaggio divino, che sia una costanza loro, non lo so capire», Fabio Rossi conclude osservando di sentirsi più leggero dopo aver visto Shen Yun: «Poi quando sarò io in sala prove mi sentirò più pesante in confronto a loro. Però ora mi sento più leggero!».