«Realizzare questo dipinto era la mia missione»

Il dipinto è una delle opere finaliste del Concorso internazionale di arti figurative organizzato da Ntd Television

Di Catherine Yang

Il dipinto Unmoved Under Immense Pressure ritrae la commuovente storia di una donna di Pechino che rimane imperturbabile in mezzo alle terribili sevizie perpetratele in un campo di lavoro in Cina. L’autrice dell’opera, Chin Chun Liu, ha raccontato a Epoch Times il processo creativo che l’ha condotta a realizzare questo splendido dipinto a olio di grandi dimensioni.

Tutto è iniziato quando la pittrice ha ascoltato alla radio l’esperienza vissuta in un campo di lavoro cinese da Zhang Yijie, una donna che ha rifiutato di rinunciare alla propria fede anche di fronte alle torture e ai tentativi di lavaggio del cervello.

‘Unmoved Under Immense Pressure’, dipinto ad olio presentato da Chin-Chun Liu al quinto concorso internazionale di arti figurative organizzato da Ntd Television. (Chin-Chun Liu)

L’autrice del quadro, è stata profondamente commossa dalla sua storia: «Non le veniva permesso di dormire, veniva torturata psicologicamente, le venivano lette finte lettere dei suoi familiari che la accusavano, e doveva anche svolgere i lavori forzati […] Ma grazie alla sua fede lei non provava odio, neanche verso le persone che la trattavano in quel modo. Senza una simile fede non è possibile sopravvivere a tanta sofferenza. Ero profondamente commossa. Volevo dipingere la sua storia».

Naturalmente Zhang Yijie non è una criminale; era stata arrestata semplicemente perché praticava il Falun Gong, conosciuto anche come Falun Dafa. Questa pratica spirituale, che è stata introdotta al pubblico nel 1992, consiste di cinque esercizi di meditazione e insegna i principi di verità, compassione e tolleranza. In pochi anni era divenuta molto popolare, e si stima che nel 1999 fosse praticata da oltre 70 milioni di cinesi.

Inizialmente, molteplici enti governativi avevano riconosciuto pubblicamente l’efficacia del Falun Gong nel migliorare la salute e la moralità delle persone, ma l’allora segretario del Partito Comunista Cinese (Pcc) Jiang Zemin era turbato dall’idea che un insegnamento spirituale si diffondesse ampiamente nel Paese – di fatto il regime comunista perseguita ancora oggi cristiani, tibetani e musulmani – così ha deciso di organizzare una repressione su scala nazionale, che continua ancora oggi.

Nel giro di una notte il Pcc ha decretato che la pratica doveva essere sradicata. Le persone che avrebbero continuato a praticare la Falun Dafa dovevano essere arrestate e inviate nei campi di lavoro, di ‘rieducazione’, o nei centri di lavaggio del cervello.

In effetti anche la pittrice Chin-Chun Liu pratica la Falun Dafa, ma può farlo liberamente poiché vive a Taiwan, un’isola non controllata dal Partito Comunista.

«Essendo anche io una praticante, mi sono sentita in dovere di dipingere una storia del genere, della persecuzione. Ero solo un po’ preoccupata di non riuscire a rendere giustizia alla sua storia. Ma tutto sommato, le cose sono andate abbastanza lisce».

Una composizione ricca di contrasti

Liu ha dichiarato di non aver mai dipinto un quadro così grande: «È stata un po’ una svolta, artisticamente parlando», ed ha raccontato di aver impiegato sei mesi per completare l’opera, oltre a un primo mese e mezzo per concepirne il disegno.

«Le circostanze sono molto caotiche. Ci sono tonalità sia chiare che scure, come pure un contrasto tra caldo e freddo che si riflette nelle figure positive e in quelle negative; rappresenta il fatto che non importa quanto sia caotico il mondo esterno, né quali mezzi possano usare queste forze distruttive, una persona con una fede solida resta irremovibile. Non c’è modo di influenzarla».

Liu ha poi spiegato quale è il significato delle figure che circondano Zhang Yijie, l’unica figura ad essere ritratta con colori vivaci e toni caldi.

Una persona tiene in mano una lettera apparentemente scritta dalla famiglia della donna, che attribuisce a lei la colpa della persecuzione perché non ha rinunciato alla sua fede per tornare a casa. Il poliziotto in divisa stringe tra le mani una cintura con cui la sta frustando, mentre accovacciata per terra c’è una donna che ride di lei. La figura con il libro sta leggendo una sorta di manuale sulle torture ed è pronta a implementare sulla donna le tecniche che ha appreso; tutti questi dettagli sono tratti direttamente dalla vera storia di Zhang Yijie.

Liu ha dichiarato che sebbene nella realtà la persecuzione non si sia svolta esattamente con queste modalità – con la medesima disposizione dinamica e simultanea dei persecutori – tutti questi metodi di tortura sono stati impiegati contro Zhang Yijie, così come contro moltissime altre persone. In un certo modo, rappresenta non soltanto la storia di Zhang Yijie, ma la persecuzione dei praticanti della Falun Dafa in tutta la Cina comunista.

«Ho continuato ad ascoltare la sua storia per tutto il tempo; volevo immergermi nella sua mentalità per comprenderla in profondità», ha dichiarato Liu. «Penso che per un pittore sia necessario comprendere profondamente il soggetto del proprio dipinto, in modo da poterlo trasmettere agli osservatori».

La svolta artistica

Liu ha raccontato che il processo creativo dietro questa opera – nonché il suo percorso di artista in senso generale – è stato un processo di miglioramento sia spirituale che artistico.

La pittrice ha iniziato ad apprendere l’arte del disegno e della pittura in tenera età, sebbene all’epoca si trattasse solo di scarabocchi e graffiti. Dal liceo in poi ha ricevuto una formazione artistica classica e ha studiato per 10 anni a Taiwan, sotto la guida del pluripremiato artista Li Yuan.

Il realismo classico, spiega Liu, non riguarda solo le tecniche di superficie; in altre parole, non basta che i soggetti raffigurati abbiano un aspetto reale. Questi sono solo gli standard più basilari per la composizione di un’opera d’arte: «L’arte classica ha molteplici requisiti connotativi, come l’equilibrio, il ritmo e l’armonia». È un atto di creazione che richiede un lungo processo di apprendimento, oltre alla visione artistica.

Liu ha raccontato come una svolta artistica non avvenga mai senza una svolta spirituale: «Sono inseparabili. Deve avvenire un miglioramento spirituale, affinché tale sentimento possa riflettersi nella pittura».

«La bellezza classica consiste nel perfezionarsi continuamente, fino ad esprimere il divino. L’arte viene dalla vita, ma in un certo senso dovrebbe trascenderla».

Liu ha dichiarato che i suoi pittori preferiti sono i giganti del periodo neoclassico, come anche l’accademista francese Bouguereau, che ha dipinto sia semplici contadini che divinità gloriose con una tecnica raffinatissima. Secondo Liu, «alcuni dei suoi dipinti sono molto sacri, emanano una luce e un grado di raffinatezza divini, mentre la tecnica è molto realistica. Sembra quasi di poter sentire la consistenza della pelle».

«Sento che i pittori classici avevano una forte sensibilità visiva e una grande capacità di espressione artistica. L’arte ha lo scopo di toccare le persone, e tutti loro hanno creato modi per riuscirci».

Liu, finalista del quinto Concorso Internazionale di Arti Figurative organizzato da Ntd Television, si augura che anche la sua opera possa raggiungere lo stesso risultato.

«Spero che chi vede il quadro sia toccato, commosso e che possa sentire qualcosa di significativo».

L’esposizione dei dipinti finalisti del quinto Concorso internazionale di arti figurative organizzato da Ntd Television sarà aperta al pubblico dal 24 al 30 novembre presso il Salmagundi Art Club di Manhattan. La premiazione si svolgerà invece il 26 novembre, e l’asta pubblica delle opere il 30 novembre.

Per maggiori informazioni si prega di consultare oilpainting.ntdtv.com

 

Articolo in inglese: Chin-Chun Liu: ‘It Was My Mission to Paint This’

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