Capitolo 10: Utilizzare le leggi per fini malvagi

Lo Spettro del Comunismo non è scomparso con la disintegrazione del Partito comunista nell'Europa dell'Est


The Epoch Times sta pubblicando il libro Come lo Spettro del Comunismo controlla il nostro mondo, dagli autori del libro Nove commentari sul Partito comunista.


Indice dei contenuti

1. Legge e fede

2. La legge nei regimi comunisti: uno strumento di tirannide
a. Le politiche extralegali di uno Stato di terrore
b. La costante mutevolezza di Bene e Male
c. Come il PCC ha elevato l’illegalità a norma

3. Come il Comunismo distorce le leggi in Occidente, il caso degli Stati Uniti
a. La corruzione dei valori morali posti a fondamento della Legge
b. Prendere il controllo del potere legislativo negli Stati Uniti d’America
c. Passare leggi malvagie
• Vietato rendere gloria a Dio
• La Costituzione americana e la manipolazione dell’interpretazione della fonte primaria del Diritto
• La promozione di materiali osceni nel nome della “libertà”
• La legalizzazione della droga
• La legalizzazione del matrimonio fra persone dello stesso sesso
• Respingere il concetto di responsabilità personale
d. Le restrizioni all’applicazione della legge
e. L’uso di leggi straniere per indebolire la sovranità nazionale

4. La necessità di ricostituire lo spirito della legge

Note bibliografiche


1. Legge e fede

La Legge rappresenta la forza dell’equità e della giustizia che afferma il Bene e punisce il Male. Di conseguenza, è compito di chi scrive le leggi determinare cosa sia bene e cosa sia male. Considerando la questione dal punto di vista della fede, il criterio di discernimento tra Bene e Male è di origine divina: sono le sacre Scritture ad aver fornito la base per le leggi fondamentali che governano la società umana.

La prima legge scritta della Storia dell’Umanità fu il Codice di Hammurabi dell’antica Babilonia. Il Codice è inciso su una pietra, sul cui frontespizio è scolpita una scena di notevole impatto: Shamash, il Dio del Sole e della Giustizia, trasmette le leggi da rispettare al re Hammurabi. Si tratta della raffigurazione di un intervento divino, che dall’alto concede a un sovrano umano l’autorità di governare il proprio popolo, utilizzando la Legge.

I Dieci Comandamenti dell’Antico Testamento allo stesso modo, sono considerati dalla tradizione giudaica una Legge tanto divina quanto secolare e costituiscono le fondamenta della cultura della legalità in tutto l’Occidente: a partire dagli imperatori romani del IV secolo, dall’imperatore d’Oriente Giustiniano I e dai suoi successori fino ad arrivare ad Alfredo il Grande, il primo re anglo-sassone, i diversi sistemi legali hanno preso ispirazione dai Dieci Comandamenti che Mosè ha ricevuto, e dalla dottrina cristiana[1].

I fedeli di ogni religione credono che, affinché una legge possa essere considerata tale in senso proprio, essa debba essere coerente con i principi di Bene e Male stabiliti a livello divino e con gli insegnamenti propri della religione stessa.

Un esempio storico di questo principio, è rappresentato dal pensiero alla base del movimento non violento di disobbedienza civile negli Stati Uniti, le cui origini risiedono nella dottrina paleocristiana: quando l’imperatore di Roma impose ai cristiani di adorare le divinità latine — ordinò anche che venissero erette proprie statue di fronte alle sinagoghe ebraiche — i cristiani preferirono la crocifissione o il rogo, poiché adempiere agli ordini del potere politico avrebbe significato andare contro i primi due Comandamenti. In altri termini: nella tradizione occidentale, la legge umana deve essere subordinata ai Comandamenti divini, che sono sacri e inviolabili.

In generale, i Dieci Comandamenti possono essere suddivisi in due categorie: i primi quattro stabiliscono la relazione tra Dio e l’Uomo, ossia quale sia il modo corretto di rispettare Dio; gli altri sei governano le relazioni tra le persone e vedono rispecchiati i loro valori fondamentali nell’insegnamento di Gesù «ama il prossimo tuo come te stesso».
Nella tradizione giudaico-cristiana, quindi, il rispetto per Dio è un imperativo assoluto, che permette all’Umanità di mantenere intatti i principi di Equità e Giustizia.

Lo stesso è vero anche nella Storia cinese, in cui le leggi sono sempre state promulgate per decreto dell’imperatore. L’imperatore, il Figlio del Cielo, doveva seguire la Provvidenza ed i Principi dei Cieli e della Terra, ossia il “Tao” (la Via) insegnato da Lao Zi e impartito dall’Imperatore Giallo.
Ai tempi della Dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.), Dong Zhongshu disse infatti: «La grandezza del Tao ha origine in Cielo e il Cielo non cambia mai, come non cambia mai il Tao[2]».

È importante sottolineare che, nell’antica accezione cinese, il “Cielo” non è un mero concetto astratto per rappresentare le forze della natura, ma un vero e proprio essere divino di livello estremamente elevato. In Cina la fede nel Tao del Cielo, quindi, ha sempre costituito sia la base morale della cultura presente che del sistema legislativo. Il Tao ha influenzato la società cinese per migliaia di anni.

Venendo ai giorni nostri, Harold J. Berman, un eclettico professore ed esperto  di sistemi legali, riteneva che il ruolo della Legge nella società dovesse sussistere in coerenza con i principi generali di moralità e di fede. Persino in un regime di separazione tra Stato e Chiesa, queste due entità rimangono fra loro interdipendenti. Secondo Berman, infatti, in ogni tipo di società gli autentici concetti di giustizia e legalità devono sempre essere ricondotti al sacro[3].

In altre parole, la Legge deve recare in sé un’autorevolezza che non può che derivare dall’Equità e dalla Giustizia trasmesse agli uomini da Dio. La legge, insomma, non è solo equa e giusta: è soprattutto sacra.

Anche il moderno sistema giuridico conserva numerosi aspetti propri dei rituali religiosi, che danno maggior forza al suo potere.

2. La legge nei regimi comunisti: uno strumento di tirannide 

Tutti i partiti comunisti passati e presenti fanno parte di un culto che va contro il divino: nelle loro concezioni di sistema giuridico, non solo rifiutano senza eccezioni gli insegnamenti retti di provenienza divina, ma mirano a recidere la connessione che ogni organizzazione sociale ha con la propria cultura ancestrale e con i propri valori tradizionali.

Fin da quando prende il potere in un Paese, il partito comunista non ha intenzione di preservare equità e giustizia.

a. Le politiche extralegali di uno Stato di terrore

Nel corso della Storia, le società di matrice cristiana hanno sempre portato in sé il valore fondamentale che una persona benevolente è in grado di amare gli altri. Allo stesso modo, il Confucianesimo insegna che l’uomo benevolente ama gli altri.

In entrambe le culture, con l’espressione “amare” non ci si riferisce solamente alla limitata accezione di amore fra uomo e donna, né all’affetto che esiste fra i membri di una stessa famiglia o fra amici: l’amore racchiude in sé anche la benevolenza, la misericordia, la giustizia, l’altruismo e altre virtù.

Date queste fondamenta culturali, quindi, la Legge non è solo sacra, ma incarna in sé anche il senso ben più ampio di amore proprio di una società.

Nessun sistema giuridico può sperare di essere in grado di poter gestire le diverse e numerose forme di conflitto, pronunciando una sentenza per ognuna di esse. In questo senso, le leggi non possono essere esclusivamente delle specifiche prescrizioni, ma devono anche considerare i punti di vista soggettivi di ognuna delle parti in causa. Il giudice deve insomma seguire lo spirito della legge ed emettere un verdetto che si attenga al principio della Benevolenza.

Nel tempio di Gerusalemme, Gesù rimprovera aspramente i farisei per la loro ipocrisia: pur rispettando strettamente le parole di Mosè, ignorano le virtù richieste nei codici, fra cui la giustizia, la misericordia e il rispetto della verità.

Andando al di là dei significati letterali, infatti, Gesù guariva le persone anche di sabato e sedeva insieme ai non ebrei, perché la cosa per lui più importante era lo spirito di benevolenza insito nella dottrina.

Il Comunismo, all’opposto, affonda le proprie radici nell’odio: non solo odia Dio, ma anche la cultura, lo stile di vita e tutti i valori (tradizionali) che Dio stesso ha stabilito per l’Umanità.

Marx per primo non usava mezzi termini quando esprimeva la propria brama di essere condannato alla rovina, portando con sé il mondo intero: «[…] Scaglierò con disprezzo il mio guanto in faccia al mondo per poi attraversare le macerie da creatore![4]»

Sergej Gennadievič Nečaev, un nichilista rivoluzionario ai tempi della Russia zarista, scrisse assieme a Michail Bakunin un opuscolo dal titolo Catechismo del rivoluzionario, nel quale descrive il ruolo del rivoluzionario: «Ha abbattuto tutti i confini che lo costringevano all’interno dell’ordine sociale del mondo civilizzato, con tutte le sue leggi, i dettami morali, i costumi e tutte le sue convenzioni generalmente accettate». E ancora: «Egli è il loro implacabile nemico  e se continua a viverci insieme è solo per poter distruggere tutto più rapidamente[5]».

Nečaev dimostrava il proprio odio per il mondo in modo chiaro. Vedeva sé stesso al di sopra della Legge e usava il termine “catechismo” per descrivere la propria visione che disprezza il mondo umano: «Se ha in sé una qualche forma di compassione per questo mondo, non è un rivoluzionario».

Anche Lenin si esprimeva in termini simili: «La dittatura è un potere che poggia direttamente sulla violenza e non è vincolato da nessuna legge. La dittatura rivoluzionaria del proletariato è un potere conquistato e sostenuto dalla violenza del proletariato contro la borghesia, un potere non vincolato da nessuna legge[6]».

L’esercizio del potere per torturare, uccidere e infliggere punizioni collettive in assenza di limiti legali non è altro che la realizzazione di uno Stato di terrore. Questo genere di spietata brutalità è da sempre il primo atto di dominio di tutti i regimi comunisti.

Nel corso della feroce guerra politica scoppiata durante il mese successivo al colpo di Stato bolscevico del 1917, furono infatti uccise centinaia di migliaia di persone: i bolscevichi istituirono la famigerata Čeka, la Commissione Straordinaria. La Čeka aveva il potere di decidere esecuzioni sommarie; il risultato fu che dal dal 1918 al 1922, almeno 2 milioni di persone vennero uccise senza processo[7].

Alexander Nikolaevich Yakovlev, ricoprì svariati ruoli nella Russia sovietica: ex ministro della propaganda, membro del Politburo del Comitato centrale e della segreteria del Partito Comunista Sovietico. nella prefazione del suo libro Calice Amaro del 1994 scrive: «Solo in questo secolo, in Russia sono morte 60 milioni di persone come conseguenza di guerra, fame e repressione». Consultando gli archivi pubblici, Yakovlev stimò il numero di persone uccise dalle campagne di persecuzione sovietiche fra i 20 e i 30 milioni.

Nel 1987 il Politburo del PCUS incaricò una commissione, di cui Yakovlev era membro, di riesaminare gli “errori giudiziari” verificatisi durante il dominio sovietico. Dopo aver esaminato migliaia di fascicoli, Yakovlev scrisse: «C’è una sensazione da cui non sono ancora riuscito a liberarmi: sembra che i colpevoli di queste atrocità siano un gruppo di malati di mente, ma temo che con una simile spiegazione si corra il rischio di banalizzare il problema[8]».

In sostanza, Yakovlev capì come le atrocità commesse durante il periodo comunista non fossero originate da pensieri o impulsi umani “normali”, ma, piuttosto, fossero state accuratamente pianificate.

Quei crimini non erano stati commessi in nome di un qualche ideale che potesse portare al bene collettivo universale, ma semplicemente sulla spinta di un profondo odio nei confronti della vita stessa. I massimi esponenti del Comunismo non commettono mai le loro atrocità inconsapevolmente, bensì intenzionalmente.

Successivamente alla creazione dell’Unione Sovietica, Cina, Corea del Nord e Cambogia furono a loro volta trasformati in Stati del terrore.

Il Partito Comunista Cinese, precedentemente all’attuale periodo di “apertura”, ha causato la morte di un numero compreso tra i 60 e gli 80 milioni di persone, una cifra in grado di superare il numero di morti avvenuti durante la Prima e la Seconda guerra mondiale messe assieme[9].

b. La costante mutevolezza di Bene e Male 

Il Comunismo non riconosce alcun genere di legalità, al fine di perseguire gli obiettivi propri del terrorismo di Stato; ma davanti ai Paesi occidentali fa di tutto per mostrarsi come un paladino dello Stato di diritto: lo scopo è di stabilire dei buoni rapporti con le democrazie occidentali così da potersi infiltrare al loro interno. L’obiettivo finale è di sovvertire gli assetti sociali, facendo leva sugli accordi economici di libero scambio, sugli scambi culturali e sugli accordi di politica estera.

Un esempio: nel 1979 iniziarono le riforme per “aprire” la Cina; il PCC varò un nuovo “codice penale” ostentando l’intenzione di rafforzare la magistratura. Un qualcosa che è rimasta di fatto lettera morta.

Secondo Marx la Legge è un prodotto delle contraddizioni causate dall’esistenza delle classi sociali e uno strumento di realizzazione della volontà della classe al potere. Nei Paesi controllati dai regimi comunisti, le leggi presenti non hanno una provenienza divina, nè hanno origine da una sincera compassione nei confronti del popolo, né dalla volontà che la società sia amministrata con equità e giustizia. Gli interessi del partito comunista al potere sono tutto ciò che conta: non appena gli obiettivi e gli interessi del partito cambiano, cambiano anche le leggi presenti nel Paese.

Quando il Partito Comunista Cinese prese il potere nel 1949, impose la lotta di classe, depredò letteralmente l’intera popolazione dei suoi beni e varò una serie di leggi contro il cosiddetto reato di “attività controrivoluzionaria”: chiunque si opponesse alla nuova politica di furto istituzionalizzato del PCC veniva incarcerato o fucilato.

Al termine di questo processo, una vera e propria rapina di massa, divenne necessario legalizzare in qualche modo la “proprietà pubblica”, ossia le proprietà che il PCC aveva rubato al popolo cinese. A quel punto, il Partito Comunista Cinese annuncio che la priorità sarebbe stata lo sviluppo economico del Paese e varò una serie di leggi a tutela della proprietà privata.

Norme il cui unico significato, di fatto, era quello di legittimare gli interessi dei membri del PCC; il comune cittadino cinese era, ed è, ben lontano dal poter godere delle stesse tutele garantita agli alti ranghi del Partito, il cui disprezzo del diritto alla proprietà privata è esemplificato dalle incessanti demolizioni di abitazioni private inflitte con la violenza ai cittadini cinesi al fine di fare spazio a nuove opere edilizie.

Nella storia della Cina comunista vi sono altri esempi di illegalità e violenza di Stato: all’inizio del 1999 il PCC proclamava la necessità di governare il Paese nel rispetto della Legge[10]; pochi mesi dopo il regime lanciava una campagna di repressione in tutta la Cina per colpire i praticanti del Falun Gong. La loro unica “colpa” era quella di seguire una disciplina spirituale basata sui principi universali di verità, compassione e tolleranza.

Il PCC creò appositamente una versione cinese della Gestapo nazista per portare avanti questa spietata persecuzione: una struttura extralegale chiamata Ufficio 6-10, con l’autorità di violare qualunque legge e ignorare ogni regolare procedura giudiziaria. L’Ufficio 6-10 è quindi in grado manipolare a piacimento gli apparati di pubblica sicurezza e della magistratura, per raggiungere lo scopo di distruggere il Falun Gong.

Il PCC è “costretto” a inventare continuamente nuovi nemici dai quali “difendersi”, per mantenere la popolazione in uno stato costante di terrore e coprire i crimini compiuti in precedenza. Il tutto è necessario per il mantenimento del proprio potere.
Modalità e obiettivi delle varie campagne di repressione sono sempre diversi: dagli attacchi contro chiunque detenesse capitali o beni immobili, al massacro degli studenti in piazza Tienanmen nel 1989, fino alla persecuzione dei praticanti del Falun Gong e degli avvocati per i diritti umani, attualmente in corso.

Le leggi devono perciò essere di volta in volta “aggiornate”: nei settant’anni di potere il Partito Comunista Cinese ha promulgato quattro Costituzioni; l’ultima è entrata in vigore nel 1982 è ha avuto ben quattro revisioni. Il PCC sa come usare le leggi per giustificare e nascondere le proprie intenzioni e azioni.

c. Come il PCC ha elevato l’illegalità a norma

Il Partito Comunista Cinese ha l’abitudine di riempire i propri testi costituzionali di formule volutamente verbose, nel tentativo di dimostrarsi devoto alle regole dello Stato di diritto e alle norme internazionale delle società evolute. Nella pratica la Costituzione cinese non viene effettivamente rispettata, i diritti più essenziali, come la libertà di parola, di credo e di associazione, non vengono realmente tutelati dallo Stato.

Secondo la teoria marxista, la Legge rispecchia la volontà della classe dominante ed è uno degli strumenti che utilizza per mantenere il controllo della società. Ogni partito comunista quindi sente la necessità di approvare e modificare le norme, al fine di eliminare i propri nemici: non è altro che ordinaria amministrazione.

In un sistema del genere, chiunque osi sfidare “la volontà della classe dirigente” – ossia chiunque si opponga agli interessi del partito – è legalmente perseguibile quale nemico di classe, si tratti di lavoratori disoccupati, militari in congedo, contadini a cui è stata espropriata la terra, avvocati dei diritti umani o semplicemente persone che faticano ogni giorno per sbarcare il lunario.

In una nazione comunista i testi delle leggi danno sempre ampio spazio alle fattispecie concrete, almeno sulla carta. Cosa succede quando un avvocato tenta di citare il dettame di una norma, al fine di ottenere l’applicazione della norma stessa? Sia il giudice che la pubblica accusa lo zittiscono, opponendo un non meglio precisato “spirito” della norma in oggetto; non mancano i casi in cui arrivano ad ammettere apertamente che il tribunale risponde al partito comunista, e che le decisioni sono prese in ottemperanza alle direttive del medesimo.

A prescindere da come la pensino sul piano personale, le parole di questi magistrati rispecchiano regolarmente lo “spirito” di interpretazione della “legge”, proprio di ogni regime comunista.

Diventa perciò chiaro per quale motivo, nel corso delle udienze in cui vengono inquisiti i praticanti del Falun Gong, i giudici possano pronunciare frasi come:

Per quale ragione cita la legge?
A me interessa solo la politica.
Il Partito non permette alcuna difesa.
Le parole del Leader sono legge.
Il partito comunista presiede questo tribunale, perciò dobbiamo seguire le sue direttive.
Per le questioni riguardanti il Falun Gong non è necessario il rispetto di alcuna procedura legale.
Non venga a parlare a me di coscienza[11].

Il filosofo inglese Francis Bacon una volta disse: «Una frase corrotta fa più danni di tante azioni corrotte, poiché queste ultime inquinano la corrente, mentre la prima inquina la fonte[12]».

Le leggi del PCC – sempre aggiustabili e applicate in maniera selettiva – non portano in sé alcuna sacralità che ne legittimi l’autorità. Nel corso del XX secolo, lo “spirito della legge” che governa il sistema legale del regime comunista cinese, ha causato un numero incalcolabile di ingiustizie e determinato la morte di 100 milioni di persone inermi. Un debito di sangue che nessun esponente della causa comunista potrà mai espiare.

«Occhio per occhio, dente per dente» recitava l’antica legge del Taglione. Se mai il Partito Comunista Cinese dovesse realmente applicare la legge, si troverebbe ad essere contemporaneamente inquisitore ed inquisito, a causa della suo passato macchiato di sangue.

3. Come il Comunismo distorce le leggi in Occidente, il caso degli Stati Uniti

Nei Paesi comunisti lo Spettro manipola la legge, usandola come strumento di conservazione del proprio potere, di rafforzamento della propria ideologia e di repressione del dissenso. Nei Paesi del Mondo libero il suo obiettivo è invece quello di sovvertire la fede e i valori morali, per distorcere la corretta percezione di Bene e Male e impossessarsi sia del potere legislativo che di quello giudiziario, così da poter mettere in pratica le proprie norme di origine demoniaca.

La legge è strettamente connessa alla politica, alla religione, all’istruzione e ad altri settori. Gli Stati Uniti d’America sono da lungo tempo il pilastro dello Stato di diritto, ma oggi il Comunismo si è infiltrato ovunque, e nemmeno l’Occidente è libero dalla sua influenza e dalle sue azioni sovversive.

Di seguito si analizzano il danno subito dalle istituzioni giuridiche statunitensi.

a. La corruzione dei valori morali posti a fondamento della Legge

La legge basata sulla religione e la fede è caratterizzata da sacralità. La conseguenza della diffusione dell’Ateismo e della Teoria dell’evoluzione in tutto il mondo — da parte del  partiti comunisti e dai loro sostenitori — è che la connessione tra Dio e le leggi umani è stata recisa. Attualmente, quindi, la legge è spesso ridotta a strumento per ottenere vendetta, raggiungere compromessi, tirare sul prezzo e concedere benefici.

In sostanza, l’attacco alla natura divina della Legge ha causato il decadimento del suo spirito, trasformandone il ruolo nella società umana: da punto di riferimento di equità e giustizia, a mera espressione della mentalità e dei desideri popolari.

Questo ha aperto la porta allo Spettro, portando i Parlamenti ad approvare leggi con elementi comunisti, corrompendo le diverse società nella direzione dei suoi nefasti propositi.

Un esempio viene dagli Stati Uniti d’America: l’influenza comunista negli ambiti della giustizia sociale e del moderno liberalismo, ha preso il controllo dei concetti di giustizia, progresso e tolleranza. Gli elementi comunisti hanno distorto lo stato della moralità collettiva e, di conseguenza, stanno distruggendo il pilastro fondamentale su cui si basa la Legge: la moralità.

Un’altra conseguenza è l’influenza esercitata sul processo legislativo — quali leggi verranno approvate (e quali respinte) — e sull’operato della magistratura, come le leggi verranno interpretate dai giudici nelle fattispecie concrete.

Una dimostrazione pratica in tal senso riguarda il matrimonio: da sempre considerato da tutte le fedi religiose come un’istituzione sacra e costituita dall’unione di marito e moglie. Al giorno d’oggi questi valori sono stati violati. Ad esempio le norme sull’unione coniugale sono state riviste per permettere i matrimoni fra persone dello stesso sesso.

D’altra parte, se le persone rispettassero i Comandamenti e sostenessero gli standard stabiliti dalle proprie fedi spirituali, lo stato della moralità di una società non degraderebbe; le leggi umane – in quanto basate sui principi stabiliti a livello divino – resterebbero immutate: Dio ha stabilito come immorale per gli esseri un determinato comportamento 2000 anni fa, non vi è alcuna ragione per cui tale condotta non dovrebbe continuare ad essere immorale ancora oggi.

Il Liberalismo, tuttavia, rifiuta in blocco ogni credenza che risalga alla tradizione di un popolo, insieme al discernimento tra bene e male basato su dei valori morali, perché considera la moralità come parte di una sorta di patto sociale che può quindi cambiare a seconda dello “sviluppo” di una società. È dunque evidente perché il matrimonio venga considerato un semplice “contratto” tra due persone, che si dicono d’accordo sullo stare assieme.

In quest’ottica, il riconoscimento del matrimonio tra individui dello stesso sesso viene spacciato come un presupposto di libertà e progresso; un presupposto adattabile, a seconda delle “esigenze” che emergono a causa del degrado della condotta morale della società e delle leggi che dovrebbero regolarla.

Liberalismo e Progressismo hanno causato la separazione tra moralità e giustizia. Un chiaro esempio proviene da un caso di aborto del 1992, che raggiunse la Corte Suprema degli Stati Uniti. Tre giudici dichiararono: «Alcuni di noi, sul piano individuale, ritengono l’aborto offensivo dei nostri più basilari principi di moralità, ma questo non può determinare la nostra decisione: è nostro obbligo definire la libertà di tutti, non imporre il nostro codice morale[13]».

In altre parole, i magistrati intendevano affermare due principi. Il primo è che la legge stabilisce la superiorità della libertà sulla moralità, il secondo è che i valori di libertà e moralità sono separati. Due concetti in piena contraddizione con il principio di libertà stabilito dai padri fondatori della repubblica americana, per i quali la libertà è un principio «auto-evidente» e un dono del divino; secondo i termini usati nella Dichiarazione di Indipendenza americana, un dono del Creatore.

Rifiutare gli standard universali stabiliti dal Creatore, al fine di incrementare sempre di più la cosiddetta “libertà” individuale, è uno dei sistemi usati dallo Spettro del Comunismo per distorcere il senso della Legge e indurre l’Umanità all’autodistruzione.

b. Prendere il controllo del potere legislativo negli Stati Uniti d’America

In ogni democrazia occidentale, prima che una nuova legge entri in vigore si passa attraverso un certo iter: la bozza del testo, il consenso politico, verifiche di legalità, costituzionalità ed applicabilità concreta del dispositivo della norma in lavorazione. Un processo in cui si fondono insieme procedure ufficiali/formali e consuetudini, durante il quale intellettuali, ambienti del mondo accademico, mezzi di informazione, associazioni giuridiche e persino esponenti del mondo dello spettacolo, “dicono la loro” influenzando la formazione e l’approvazione della nuova legge.

In questo articolato quadro, lo Spettro del Comunismo introduce i propri agenti in ogni ambiente, e riesce a prendere il controllo del processo di approvazione delle nuove norme. Negli Stati Uniti numerose lobby operano per inserire persone di Sinistra negli uffici governativi e nella pubblica amministrazione, magistratura inclusa. Gli agenti dello Spettro diventano giudici, pubblici ministeri e dirigenti del dipartimento della Giustizia.

Restando all’esempio americano, appare chiaro che un presidente degli Stati Uniti di orientamento liberal farà tutto quello che è in proprio potere per avere alla Corte Suprema giudici che gli siano “affini”; essi potranno poi esercitare la loro influenza per “aggiustare” le leggi; il Presidente stesso potrà usare le prerogative relative al potere Esecutivo, per aggirare le norme in vigore.

Un esempio: storicamente i presidenti liberal hanno concesso più condoni di pena per i carcerati. Nel corso dell’amministrazione Obama le sentenze commutate dal Presidente sono state 1.937 e i condoni 212, i numeri più alti dai tempi di Harry Truman[14] (presidente dal 1945 al 1953). Gran parte delle persone graziate da Barack Obama erano detenute per reati non violenti connessi alla droga, con l’eccezione di Chelsea Manning, condannato in seguito alla diffusione di 700 mila documenti coperti da segreto militare, che grazie alla clemenza del Presidente ha visto ridurre la sua pena, da 35 anni di reclusione a cinque[15].

Il presidente americano ha, naturalmente, fra le proprie prerogative costituzionali la concessione di commutazioni di pena e può concedere la grazia. Un uso eccessivo di questo potere si traduce in un danno nei confronti della Legge, che ha la funzione di punire i reati e tutelare i cittadini onesti.

Le interferenze del potere esecutivo nei confronti di quello legislativo possono però assumere le più diverse forme: restando agli Stati Uniti, nel 1954 l’allora senatore Lyndon B. Johnson (che sarebbe successivamente diventato il 36° presidente, dopo l’assassinio di John F. Kennedy) introdusse nella normativa fiscale l’emendamento Johnson, che proibisce alle organizzazioni no-profit (incluse quelle religiose) di impegnarsi in determinate attività, pena la perdita delle esenzioni fiscali garantite dal governo. Intimoriti da questo provvedimento, le diverse chiese diedero ordine ai propri sacerdoti di evitare durante le loro omelie determinati argomenti di carattere politico o sociale, come l’aborto, l’omosessualità, l’eutanasia, la ricerca sulle cellule staminali e altro ancora.

Negli Stati Uniti, lo Spettro del comunismo riesce a manipolare, attraverso lo strumento elettorale, le organizzazioni politiche nel tentativo di cambiare l’applicazione della legge da parte dei procuratori distrettuali. In un caso, un procuratore capo ha licenziato 31 pubblici ministeri nel corso della sua prima settimana di servizio; affermando di voler porre fine alle carcerazioni di massa, ha ordinato ai pubblici ministeri, risparmiati dall’ondata di licenziamenti, di non incriminare per il reato di possesso di marijuana.

Casi simili anche in altri Stati americani, al punto che il presidente dell’associazione dei procuratori ha dichiarato che l’effetto di simili politiche è quello di lasciare alla discrezionalità del singolo pubblico ministero quali siano le leggi da applicare. È un fenomeno estremamente preoccupante, quando viene chiesto a dei funzionari eletti dal popolo di scegliere se applicare o meno le leggi che hanno giurato di difendere[16] [negli Stati Uniti non esiste una magistratura inquirente analoga a quella italiana: in estrema sintesi, nella maggior parte degli Stati dell’Unione, l’equivalente del procuratore capo della repubblica – c.d. district attorney – non è un “giudice” di carriera bensì un avvocato, sottoposto alla vigilanza dell’Ordine professionale e nominato a rappresentare la pubblica accusa in seguito ad elezione popolare NdT].

I giudici, inoltre, hanno il potere di annullare direttive provenienti da altri uffici amministrativi. La legge sull’immigrazione USA, ad esempio, in situazioni di emergenza conferisce al Presidente (che in America è anche il capo del governo) la prerogativa di negare l’ingresso nel Paese agli stranieri ma, ciononostante, alcuni giudici influenzati dall’ideologia liberal hanno interpretato un recente divieto di entrata negli Stati Uniti emesso dall’attuale Presidente come una discriminazione religiosa, ritardando con le loro decisioni l’applicazione del divieto della Casa Bianca di oltre quattro mesi, finché la decisione dell’Esecutivo non è stata confermata dalla Corte Suprema.

In America, nazione universalmente considerata “patria del Capitalismo” e leader del “Mondo libero”, gli avvocati hanno un enorme potere sulle decisioni dei tribunali. Le tendenze politiche di un’associazione di avvocati possono avere un diretto impatto sull’applicazione effettiva della legge. Il fondatore di una delle maggiori associazioni di questo genere era un socialista dichiarato che credeva fermamente nella proprietà pubblica e che si era posto come obiettivo di vita la realizzazione del Comunismo negli Stati Uniti[17]. Questa associazione conta tutt’oggi decine di migliaia di membri in tutti gli Stati Uniti, ha un budget annuale di centinaia di milioni di dollari. Il uso campo di azione è principalmente quello di  presenta denunce per sostenere cause per i “diritti civili”, quali matrimoni tra persone dello stesso sesso, diritti degli omosessuali ad adottare bambini, diritto di abortire, sostenere la “lotta alla discriminazione” contro omosessuali e bisessuali.

La Sinistra liberale e progressista occupa posizioni chiave a livello politico persino negli Stati Uniti, così come influenza fortemente gli ambienti accademici, i mezzi di comunicazione e i movimenti della società civile. Un dominio che ha permesso allo Spettro del Comunismo di esercitare un potere senza precedenti sul processo legislativo e sull’applicazione della giustizia.

c. Passare leggi malvagie

• Vietato rendere gloria a Dio

La presenza di Dio è particolarmente forte nella vita degli americani, a partire dal motto della nazione: “In God We Trust”, quel “Crediamo in Dio” presente persino sulle banconote. La Dichiarazione di Indipendenza americana riconosce Dio come il Creatore, e afferma come i diritti umani siano parte di ciò che il Creatore ha trasmesso all’Umanità.

Tutti i funzionari pubblici statunitensi – a partire dal Presidente e con inclusione dei giudici – durante la cerimonia di assunzione dell’incarico, concludono la formula di giuramento di fedeltà pronunciando le parole: «Con l’aiuto di Dio».

Normalmente, ogni discorso del Presidente termina con l’augurio: «Che Dio benedica l’America». La formula di impegno di fedeltà alla patria recitata in tutte le scuole pubbliche descrive gli Stati Uniti come «Una nazione unica e sottoposta a Dio».

Alcune di queste tradizioni durano da oltre secoli e sono vecchie quanto gli Stati Uniti stessi. A partire dagli anni ’50 del XX secolo, tuttavia, sono state sottoposte a ripetute attacchi da parte della Sinistra e degli agenti dello Spettro.

Tornando all’influenza delle associazioni degli avvocati, ad esempio, una di esse si è posta come obiettivo la rimozione dai luoghi pubblici dei Dieci Comandamenti. Il caso più noto è quello verificatosi a Montgomery, una città dell’Alabama, quando questa organizzazione ha richiesto la rimozione di una lastra di pietra su cui erano incisi i Dieci Comandamenti, posizionata all’interno del palazzo di giustizia dello Stato. A giudicare il caso vi era un giudice di nomina (presidenziale) democratica, il quale accolse la richiesta di rimozione della lastra di pietra, motivando la sentenza con ben settantasei pagine di scritto. Alcune parti rasentano il ridicolo: secondo il giudice, l’atmosfera solenne del salone centrale e gli affreschi presenti e un quadro raffigurante una cascata costituivano un motivo sufficiente alla rimozione dei Dieci Comandamenti. Nel documento il giudice aggiunge che la lastra di pietra, riproducendo una Bibbia aperta, dava motivo di ritenere che lo «Stato dell’Alabama anteponesse, appoggiasse, favorisse o preferisse la religione cristiana[18]».

Quello dell’Alabama non è un caso isolato: all’inizio degli anni ’80, la Corte Suprema americana aveva già proibito l’esposizione dei Dieci Comandamenti nelle scuole pubbliche; una decisione che scatenò un movimento che chiedeva in tutta la nazione la rimozione dei Dieci Comandamenti da ogni luogo pubblico. Nello Utah, l’American Civil Liberties Union [una lobby attiva nel campo delle “libertà civili” come diritti degli omosessuali di adottare bambini e l’aborto NdT],

offriva una ricompensa a chiunque segnalasse placche o incisioni di genere reglioso ancora non rimosse dagli edifici pubblici[19]. Nel 2002, una corte d’Appello federale ha stabilito il divieto di giuramento nelle scuole pubbliche, sempre perché parte della formula chiede di dire «sottoposta a Dio». Una decisione poi ribaltata dalla Corte Suprema nel 2004[20].

Si tratta insomma di una guerra “legale”: l’inno nazionale americano, il motto del Paese, il giuramento di fedeltà, le preghiere a scuola e qualunque altra pratica affine, sono costantemente sotto assedio dagli attacchi delle formazioni ateiste e di sinistra.

È importante sottolineare che, in questo contesto, il termine “Dio” è sempre utilizzato quale espressione generica per indicare l’aspetto divino, o il Creatore nominato nella Dichiarazione di Indipendenza: tutte le religioni, naturalmente, hanno proprie comprensioni e modalità di rapportarsi al Creatore e di riconoscerlo come tale. Quindi, la parola “Dio” di per sé stessa non promuove in alcun modo nessuna religione in particolare, né vìola in nessuna parte la Costituzione americana.

Diventa quindi evidente come, in una nazione caratterizzata fin dalla propria nascita da una profonda fede, il sorgere di movimenti estremisti che tentano in ogni modo di proibire – sul piano legale – alle persone ogni pubblica esternazione della propria fede in Dio, rifletta quanto il potere dello Spettro sia riuscito a penetrare nel sistema giuridico della nazione stessa.

La Costituzione americana e la manipolazione dell’interpretazione della fonte primaria del Diritto

I Padri fondatori della repubblica federale degli Stati Uniti – analogamente ai Padri costituenti della repubblica italiana – applicarono il principio della separazione dei poteri caratterizzante tutte le democrazie occidentali. Il potere Giudiziario, all’inizio aveva un potere inferiore rispetto sia al Legislativo (il Parlamento/Congresso, responsabile dell’effettiva “produzione” delle leggi) che all’Esecutivo (il Presidente e il Governo). La magistratura era responsabile dell’effettiva “messa in pratica” delle leggi varate dal Parlamento, poiché priva del diritto sia di legiferare che di governare.

Questa premessa tecnica è fondamentale per inquadrare in modo corretto quanto accaduto in occasione di una sentenza della Corte Suprema, riguardante il Giuramento di fedeltà: i sondaggi indicavano che il 90 per cento degli americani erano favorevoli al mantenimento dell’espressione «sottoposta a Dio»; alla Camera dei deputati i voti a favore del mantenimento furono 416, i contrari 3[21]; al Senato, i voti a favore erano 99 e nessuno contrario[22]. Il Parlamento, quindi, rispecchiava fedelmente il volere del popolo americano.

Tornando per un momento agli aspetti tecnici, in qualità di eletti dal popolo i deputati e il Presidente (negli USA) restano in carica per periodi diversi, col risultato che – a seconda dei casi – possono passare dai due ai sei anni prima della successiva consultazione elettorale.

Questa caratteristica del sistema politico americano, è pienamente rappresentativa ai fini della presente analisi: finché la “classe dirigente” del Paese e la popolazione nel suo insieme sono guidati da standard morali di provenienza divina, la possibilità che il Presidente e/o i parlamentari possano deviare sulla strada dei (dis)valori propri della Sinistra è limitata.

Esempio: quando la classe dirigente si dice contraria ai matrimoni fra persone dello stesso sesso, sarà molto difficile che un deputato o un senatore siano a favore di essi, poiché saprebbero di andare contro l’opinione pubblica e rischierebbero di non essere rieletti.

D’altra parte, la Corte Suprema – in quanto potere giudiziario – non deve rendere conto all’opinione pubblica, specialmente negli Stati Uniti. I giudici restano in carica a vita e, una volta nominati, possono esercitare le proprie funzioni per decenni. Da aggiungere che i giudici della Corte Suprema sono solo nove: un aspetto che rende questa istituzione relativamente più facile da influenzare, rispetto allo sforzo necessario per alterare il modo di pensare di un’intera opinione pubblica.

In un vero sistema democratico, la magistratura applica le leggi. Tali leggi vengono approvate o abrogate sulla base della Costituzione. Quindi, per cambiare la società nel suo insieme è indispensabile cambiare la Costituzione, un processo articolato che, negli Stati Uniti, comporta la maggioranza dei due terzi della Camera e dei tre quarti degli Stati, rendendo di fatto quasi impossibile un cambiamento immediato del dettato costituzionale. In Italia è possibile apportare variazioni alla Costituzione esclusivamente con doppia votazione, sia alla Camera che al Senato, a maggioranza assoluta dei componenti nella seconda votazione e con successivo referendum popolare confermativo, nel caso in cui la maggioranza non sia dei due terzi dei componenti.

La strategia dei “progressisti”, perciò, non è quella di emendare direttamente ed apertamente il testo costituzionale, quanto piuttosto di reinterpretare e stravolgere il significato del testo originale. Manipolando le parole cambiano di fatto quanto vi è scritto. È così che la Sinistra influenza le leggi ordinarie: considera la Costituzione un documento “vivo” e “in continua evoluzione”, da applicare sulla base dei precedenti stabiliti dalla Corte Suprema ed esercitando, in questo modo, un potere indirette sulla Costituzione, arrivando a sconvolgerla.

I Dieci Comandamenti non sono più considerati i principi supremi della Legge fondamentale. La Costituzione americana ha subìto notevoli attacchi, inferti dai giudici liberal, in seno alla Corte Suprema. Dato che le sentenze emesse dalla Corte sono di carattere finale, arrivano a vincolare anche l’operato del Presidente. Al giorno d’oggi il potere giudiziario in America sta acquisendo sempre maggior forza, a discapito del potere legislativo e di quello esecutivo, danneggiando gravemente la suddivisione dei tre Poteri, riconosciuta dai Padri Fondatori americani, tra gli altri, come il fondamento della nazione democratica.

Se si osservano le decisioni della Corte Suprema americana, si può notare che le conseguenze sono dannose per la società e difficilmente rimediabili; le cause sono da ritrovarsi nell’ideologia liberal, che influenza alcuni dei giudici.

Nella vita reale, infatti, le sentenze della Corte Suprema possono ordinare la rimozione del testo dei Dieci Comandamenti dalle scuole e dalle aree pubbliche; “riscrivere” intere parti del codice di procedura penale; aumentare le tasse; riconoscere il diritto all’aborto e ai matrimoni tra persone dello stesso sesso; permettere la pubblicazione e l’esposizione in pubblico di materiale pornografico.

Negli Stati Uniti d’America, la crescente supremazia del potere giudiziario, combinata con le decisioni liberali della Corte Suprema, ha dato quindi allo Spettro del Comunismo un efficace strumento per realizzare il proprio progetto.

La promozione di materiali osceni nel nome della “libertà”

Gli anni ‘60 sono stati un’epoca di profonda trasformazione per la società americana e per tutto l’Occidente: gli studenti di estrema sinistra erano alla testa del movimento pacifista, la musica rock, la cultura hippie, il femminismo, la liberazione sessuale e altre correnti antitetiche e ostili alla tradizione si diffusero rapidamente.

Il presidente della Corte Suprema degli Stati Uniti in quel periodo era Earl Warren, un giudice sotto la cui guida la Corte emanò delle sentenze di notevole impatto, come la proibizione della preghiera nelle scuole pubbliche[23] e l’autorizzazione alla pubblicazione di riviste a contenuto sessuale esplicito[24]. Phyllis Schlafly, accademica di diritto costituzionale e avvocatessa, fornisce delle statistiche all’operato della Corte Suprema nel periodo 1966-70, nel suo libro The Tyranny of Judges and How to Stop It, [La tirannia dei giudici e come fermarla]. In quegli anni la Corte Suprema emise ben trentaquattro sentenze che ribaltavano le decisioni di diversi tribunali di grado inferiore, riguardanti la proibizione di pubblicazione di materiale osceno[25]. Le sentenze non erano firmate e la maggior parte di esse consistevano di poche parole, appena una o due righe di testo. Persino i giudici stessi non si presero la briga di argomentare su un piano razionale le proprie decisioni.

Negli stessi anni gli studios di Hollywood iniziarono a essere sempre meno rigidi riguardo ai contenuti osceni nei propri film.cUn gran numero di opere dai contenuti sessualmente espliciti furono prodotte e distribuite nelle sale; il livello di saturazione e degenerazione odierna, presente in ogni ambito della società, ne è una conseguenza.

Il Primo emendamento della Costituzione americana garantisce, tra le altre cose, il diritto alla libertà di espressione. Era inteso in termini di opinioni politiche, non certo alla produzione e diffusione di materiale osceno o pornografico.

La legalizzazione della droga

Il 31 dicembre 2017, quando il mondo si preparava a festeggiare il nuovo anno, la CNN mandava in onda un servizio in cui la giornalista fumava marijuana davanti alle telecamere, apparendo disorientata e incapace di capire quello che le accadeva attorno. Un pezzo di “giornalismo” che ha poi ricevuto aspre critiche da più parti[26].

Nel 1996 la California è stato il primo degli Stati americani a legalizzare l’uso della marijuana a scopo terapeutico; altri Stati hanno seguito questo esempio, come il Colorado e Washington, che nel 2012 l’hanno legalizzata per “uso ricreativo”, rendendo legale anche la coltivazione, la trasformazione e la vendita.

Nel giugno del 2018, anche il governo canadese ha annunciato la legalizzazione della marijuana in tutta la nazione, avvenuta a Ottobre 2018.

Da una parte non è un mistero che, al di là dei gravi danni fisici, le droghe provochino anche una dipendenza psicologica: chi ne è dipendente è portato ad abbandonare le limitazione di ordine morale, pur di procurarsi una nuova dose.

Dall’altra parte, chi sostiene la legalizzazione della marijuana è convinto che sia il passo giusto da compiere per colpire i narcotrafficanti, creare una serie di norme restrittive per tenere i più giovani al sicuro, ridurre il numero di reati ”leggeri” connessi alla droga alleggerendo così il carico di lavoro di polizia e magistrati.

Un altro aspetto considerato positivo è che numerosi governi prevedono di fare cassa grazie alla legalizzazione della droga, nell’ordine di miliardi di dollari. Il rovescio della medaglia è piuttosto semplice da capire; un aumento delle persone dipendenti da una sostanza stupefacente porterebbe a una diminuzione della produttività sul lavoro, oltre che a un aumento dei problemi di salute che andrebbero a gravare sul sistema sanitario.

Guardando la cosa da un’altra prospettiva, emettere un giudizio su cosa sia giusto o sbagliato non può essere basato su di una mera valutazione economica, bensì sugli standard di Bene e Male, stabiliti da Dio. I valori tradizionali dell’Umanità, infatti, concepiscono la forma umana come sacra e creata da Dio a Sua immagine e somiglianza: le religioni occidentali credono che il corpo umano sia “il tempio dello Spirito Santo”, mentre in Oriente era diffuso il pensiero che il corpo potesse evolversi per effetto della coltivazione spirituale, fino a divenire un Budda o un Tao. In questo senso, quindi, l’abuso di droghe è un atto sacrilego.

Secondo un’inchiesta del Los Angeles Times, una delle maggiori personalità a favore della legalizzazione della marijuana negli Stati Uniti è rappresentata da un ricco esponente di Sinistra[27]. Nel marzo 2017, sei senatori hanno scritto al ministero degli Esteri americano, richiedendo che questo individuo venisse sottoposto ad indagine. L’accusa era che avesse utilizzato la fondazione da lui creata allo scopo di promuovere il Progressismo e attività volte a rovesciare i governi conservatori all’estero[28].

La legalizzazione delle droghe costituisce un passo ulteriore nella direzione del rendere gli individui amorali, attraverso la dissoluzione dei vincoli inibitori propri dell’essere umano e arrivando a recidere il collegamento con il divino. Una società dilaniata da subbugli e crisi economiche rappresenta un terreno fertile affinché il Comunismo possa piantare i propri semi e far crescere le radici del proprio potere politico.

La legalizzazione del matrimonio fra persone dello stesso sesso

Il Libro della Genesi, primo tomo della Bibbia cristiana, descrive la distruzione di Sodoma: uno dei vari crimini commessi dagli abitanti della città dannata era l’omosessualità (da cui il termine “sodomia”, a indicare il rapporto sessuale fra uomini). D’altra parte, chiunque abbia una conoscenza della Bibbia anche a livello elementare, sa che l’omosessualità va contro il volere di Dio.

Nel giugno 2015, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha sentenziato – con cinque giudici a favore su nove – che il matrimonio fra persone dello stesso sesso dovesse essere considerato un diritto costituzionalmente riconosciuto[29]. Per l’occasione, l’allora presidente degli Stati Uniti sostituì la bandiera a stelle e strisce sul proprio profilo Twitter ufficiale con la “bandiera arcobaleno”, al giorno d’oggi simbolo del movimento LGBT.

La sentenza della Corte Suprema proibiva ai quattordici Stati americani in cui vigeva il divieto di matrimonio fra persone dello stesso sesso di applicare tale legge. Nell’agosto 2015, un’impiegata pubblica della contea di Rowan (nello Stato del Kentucky) si rifiutò di emettere i certificati di matrimonio a coppie dello stesso sesso, esercitando il proprio diritto all’obiezione di coscienza. La donna venne condannata a cinque giorni di reclusione con l’accusa di essersi opposta all’ordine di un tribunale federale che le imponeva di rilasciare i documenti[30]. Il tribunale aveva violato un suo diritto costituzionalmente tutelato, la libertà di credo.

Mike Huckabee, ex governatore dell’Arkansas ed ex candidato repubblicano alla presidenza, definì la decisione della Corte Suprema una «tirannia giudiziaria[31]».

Phyllis Schlafly elenca nove metodi che i giudici possono utilizzare per danneggiare la moralità della società statunitense: riscrivono di fatto la Costituzione; censurano il riconoscimento dell’esistenza di Dio; ridefiniscono il concetto di matrimonio; metto in pericolo la sovranità nazionale;  promuovono la pornografia; si schierano a favore delle attività femministe; limitano l’applicazione della legge; interferiscono con le elezioni; impongono nuove tasse[32].

Al giugno 2019 i Paesi che avevano riconosciuto ufficialmente il matrimonio fra persone del medesimo sesso erano trenta. Fra questi ve ne sono molti che fanno parte dei Paesi occidentali sviluppati; oltre gli Stati Uniti troviamo infatti Canada, Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna, Norvegia, Danimarca, Irlanda, Finlandia, Svezia, Australia, Nuova Zelanda.

Una situazione obiettivamente inquietante: la legge ha sia il potere di rinsaldare la moralità di un popolo che di influenzarne la deviazione. Legalizzare comportamenti che deviano rispetto ai valori morali tradizionali, equivale ad avere un governo e una legislazione che spingono i propri popoli a tradire la moralità stessa, e a disobbedire ai comandamenti di Dio.

Sotto l’influenza degli attuali “ideali” del politicamente corretto, ogni critica — da parte di individui, associazioni o gruppi religiosi — al caos in cui versano attualmente le società occidentali, viene subito portata a un livello di scontro, non solo politico ma anche giudiziario. Il risultato è la limitazione del diritto di libertà di parola, se non di altri provvedimenti restrittivi.

Un paradosso della legalizzazione di certi comportamenti immorali è che ogni genere di opinione contrastante — se non un semplice commento —  può costituire un reato (tipicamente di discriminazione sessuale).

La legge, in sostanza, ha subìto una manipolazione tale per cui spesso viene interpretata ed usata in modo contorto, al fine di inibire le persone nella loro capacità di discernimento morale. In questo senso, le norme più “moderne” e progressiste non fanno altro che promuovere l’omosessualità all’interno della società ed incoraggiare i cittadini ad indulgere in una perversa forma di edonismo privo di ogni limite.

Respingere il concetto di responsabilità personale

Le religioni tradizionali enfatizzano tutte l’importanza dell’affidabilità della persona. Nella Bibbia, ad esempio, il libro di Ezechiele contiene la parabola del padre e del figlio. Viene utilizzata per mostrare comportamenti positivi e negativi: nonostante si tratti di padre e figlio, entrambi pagano le conseguenze delle rispettive condotte e non sono responsabili delle azioni dell’altro («ciò che l’uomo semina, quello pure raccoglierà», Galati 6:7). Secondo lo stesso principio, i cinesi tradizionalmente hanno sempre creduto che agire bene porterà ricompense, mentre il male verrà punito.

Libertà significa responsabilità. Ogni persona ha il diritto e la libertà di scegliere le proprie idee, parole ed azioni. Scelte che implicano necessariamente una responsabilità.

Secondo uno dei più basilari principi di giustizia, quando un individuo commette un crimine deve essere punito in proporzione alla gravità di quest’ultimo. Ma i giudici influenzati dall’ideologia liberal incoraggiano di fatto le persone a sfuggire alle proprie responsabilità. Tali giudici “spostano” la colpa su situazioni sociali personali (ad esempio la condizione economica o l’etnia di appartenenza), sulla condizione sanitaria (salute fisica o mentale); o culturale (il grado di istruzione ricevuta). Il risultato? Può accadere che dei criminali sfuggano alle conseguenze dei reati che hanno commessi, adducendo tali giustificazioni.

d. Le restrizioni all’applicazione della legge

Sotto l’influenza dell’ideologia liberal, numerosi giudici e personale dell’apparato legislativo degli Stati Uniti limitano deliberatamente l’effettivo potere di applicazione della legge, chiudendo di fatto un occhio di fronte a determinati reati.

Si tratta di un aspetto della strategia dello Spettro del Comunismo. Colpendo l’applicazione della legge, mira alla paralisi degli apparati dello Stato. L’obiettivo finale è incrementare i disordini sociali, così che si possa arrivare ad espandere “legalmente” il ruolo del governo nella società, o si arrivi a far accettare alla popolazione un golpe rivoluzionario.

Diversi Stati americani hanno infatti varato leggi di estrema Sinistra; un tipico esempio sono i provvedimenti attuati dalle cosiddette “città santuario”: in sintesi, si tratta di aree dove le normative federali sull’immigrazione clandestina non vengono rispettate, in modo più o meno esteso; i funzionari pubblici delle “città santuario” possono arrivare anche all’ostruzionismo, fermando gli agenti federali dal porre in stato di arresto immigrati irregolari nelle strutture detentive locali, così come vietare alle forze di polizia locali di cooperare con gli agenti federali. Tutto questo anche nel caso che l’immigrato irregolare abbia un mandato di cattura pendente. I potenziali rischi in termini di pubblica sicurezza sono evidenti.

Un episodio significativo: luglio 2015, nella “città santuario” di San Francisco: un immigrato irregolare di nome Jose Ines Garcia Zarate uccide a colpi di arma da fuoco una giovane che passeggia sul famoso Fisherman’s Wharf. L’omicida aveva una lunga fedina penale: sette denunce per reati penali, tra le quali spaccio di stupefacenti, rapina e possesso illegale di arma da fuoco; era stato deportato dagli Stati Uniti per ben cinque volte, riuscendo a rientrare illegalmente nel Paese volta dopo volta. Zarate si trovava in libertà da quando l’amministrazione della città di San Francisco aveva approvato la normativa che l’aveva resa una “città santuario”: Zarate era stato quindi scarcerato dalle autorità locali, oltrepassando l’autorità federale che ne chiedeva da tempo la deportazione, per la sesta volta.

Quando un individuo incriminato di un reato penale è sotto processo, negli Stati Uniti la pubblica accusa è sottoposta a procedure rigorose.

Naturalmente vi è la giusta necessità di tutelare i diritti legalmente riconosciuti all’imputato, ma resta a valutare se il risultato è quello di permettere ai criminali di approfittare dei limiti della legge e delle scappatoie legali.

Imputati che godono di status sociali particolari, coloro che conoscono le leggi in modo approfondito e sanno come malleare a piacimento, chi si può permettere di avere un avvocato di alto livello, sono tutti casi nei quali il processo può essere rimandato all’infinito. Il sistema giudiziario ne soffre — la struttura è oberata di lavoro e i costi salgono in modo astronomico — al punto che persino un imputato che si è detto colpevole può risultare estremamente difficile da condannare.

Un esempio di quanto gravi e profonde possano essere queste conseguenze si può vedere dai verdetti nei casi di abusi sessuali. Le teorie sulla “liberazione sessuale” vengono citate durante le sentenze, presentando questo o quello studio più o meno recente, per dichiarare che i danni causati dagli abusi sarebbero minimi o nulli. Il risultato è che le condanne nei confronti dei criminali riconosciuti colpevoli di reati a sfondo sessuale vengono considerevolmente mitigate[33].

Secondo la stessa politica, numerosi criminali di altro genere hanno visto ridursi le proprie condanne, per motivi che spaziano dalle carenze finanziarie dell’Amministrazione fino ai più variegati “diritti” riconosciuti a vario titolo ai carcerati.

In realtà, le vere motivazioni di questa debolezza nell’applicazione delle leggi esistenti sono da ricercare nello scopo del “politicamente corretto”: indebolire la legge, disturbare l’ordine sociale ed aprire la strada a un crescente intervento dello Stato nella vita dei cittadini.

Affinché una legge sia veramente “giusta”, essa deve comportare le punizioni più severe per chi commette i crimini più efferati. Fin dall’antichità, l’omicidio è sempre stato punito con la pena di morte, mentre oggi in numerosi Paesi la pena capitale è stata abolita, sulla base di supposti valori di umanità, tolleranza e rispetto per la vita.

Influenzate dai disvalori del Liberalismo e del Progressismo molte persone tendono a dare un ingiustificato peso ai diritti dei carcerati, a prescindere dalla gravità del reato commesso. Allo stesso tempo rimangono stranamente freddi rispetto alla condizione della vittima: nel momento in cui un detenuto viene mantenuto con vitto e alloggio pagato dai contribuenti, la perdita della sua libertà difficilmente può controbilanciare la morte della sua vittima, e il trauma subito da familiari e amici di chi è stato ucciso.

Contrariamente a un’opinione alquanto diffusa, diversi ricercatori americani hanno scoperto come la pena capitale sia un deterrente efficace nel limitare il crimine. Nel 2007 David Muhlhausen, analista politico per la Heritage Foundation, rese la sua deposizione di fronte alla Commissione Giustizia del Senato degli Stati Uniti, spiegando come la pena di morte sia un efficace deterrente, e possa quindi portare a salvare vite umane.

Andando più indietro, negli anni ‘90 tre professori, fra i quali Paul Rubin della Emory University, analizzarono venti anni di statistiche criminali di 3000 città sparse in tutti gli Stati Uniti. La loro conclusione fu che «ogni esecuzione risulta mediamente in diciotto omicidi in meno[34]».

L’evidenza dei numeri è tale per cui persino gli accademici contrari alla pena capitale devono ammetterne l’effetto deterrente.

L’azione dello Spettro del Comunismo in questo senso è stata tale per cui, spingendo i concetti di libertà e legalità all’estremo, esso ha ottenuto una distorsione del senso stesso della legge, privandola allo stesso tempo della sua componente sacra.

e. L’uso di leggi straniere per indebolire la sovranità nazionale

Quei giudici che sono vittime dell’influenza degli ideali di stampo socialista arrivano persino a basare le proprie posizioni sulle leggi varate in altre nazioni, quando non riescono a trovare sostegno alle proprie tesi nella Costituzione .

Negli Stati Uniti è esemplare in questo senso il caso del 2003 Lawrence contro lo Stato del Texas. Il caso arrivò alla Corte Suprema, che dichiarò incostituzionale la normativa del Texas secondo cui sono «vietati atti sessuali fra adulti omosessuali consenzienti». I giudici, non trovando alcun fondamento alla propria interpretazione nel testo della costituzione americana, si rifecero a una certa «autorevole agenzia» al di fuori degli USA, secondo la quale l’omosessualità sarebbe considerata «parte integrante della libertà di espressione umana in numerosi Paesi».

Questo precedente portò a decisioni simili in altri tredici Stati americani, dove la sodomia era un reato.

L’ideologia comunista si è diffusa in tutto il mondo nelle forme più diverse: la tendenza al Socialismo in Asia ed Europa è del tutto evidente, e arriva a estendere la propria influenza anche in ’Africa e in America Latina; nazioni come lo Zimbabwe e il Venezuela sono socialiste in tutto e per tutto, tranne che nel nome. Persino il Canada non è immune all’influenza del Socialismo.

Gli scambi commerciali internazionale e il processo di globalizzazione hanno avvicinato gli Stati Uniti agli altri Paesi. I giudici influenzati dal Socialismo possono quindi servirsi della necessità di conformarsi alle convenzioni internazionali, come pretesto per introdurre gli elementi del Comunismo nella giurisprudenza, al fine di cambiare lo spirito con cui si interpreta la Costituzione.

In qualità di nazione leader del Mondo libero, se nemmeno gli Stati Uniti riescono a mantenere i propri standard tradizionali essenziali, il mondo intero è destinato a finire sotto il totale controllo dello Spettro del Comunismo.

4. La necessità di ricostituire lo spirito della legge

Da quanto sopra esposto, risulta evidente come attualmente la legge sia stata rigirata per andare contro gli insegnamenti divini che l’hanno originariamente ispirata: la legalità è divenuta il metodo utilizzato dallo Spettro del Comunismo per calpestare le fondamenta morali della società umana, che in questo modo è stata portata sull’orlo della distruzione.

L’approvazione e l’interpretazione di norme in senso antitetico, rispetto alla millenaria tradizione della convivenza umana, hanno indebolito la capacità della legge di mantenere l’ordine sociale, al punto che l’espansione del potere statale risulta essere l’unica “soluzione” al malessere in cui versano, più o meno, tutte le società del mondo.

Il pensatore francese Alexis De Tocqueville metteva in guardia dal fatto che, in una società priva di una fede spirituale, la dittatura sarebbe stata l’unico modo in cui un potere politico avrebbe potuto tenere insieme un popolo. In effetti, l’odierno uso perverso della legge sta erodendo tutte le credenze tradizionali dell’essere umano, portando la società verso la tirannia.

Se lo Spettro del Comunismo dovesse riuscire a ottenere un pieno controllo della legge, avrebbe una potente arma con cui corrompere definitivamente l’Umanità; si creerebbe una situazione in cui all’individuo rimarrebbero solo due alternative: rifiutare di agire secondo quanto imposto dal potere costituito, oppure tradire il proprio senso morale e agire secondo delle leggi moralmente degenerate.

Nel primo caso si avrebbe di fatto la distruzione della legge stessa, poiché, come sostiene anche il giurista statunitense Harold Berman, «è necessario credere nella legge, altrimenti essa sussiste solo come lettera morta». Nel secondo caso, la conseguenza inevitabile sarebbe un declino morale inarrestabile: una spirale perversa in cui la legge e la società si troverebbero a competere in una folle gara per arrivare a toccare il fondo.

In entrambi i casi la società nel suo insieme non avrebbe alcuna via di scampo dal vortice demoniaco in cui verrebbe risucchiata.

Nel libro The Naked Communist [Il comunista nudo], pubblicato nel 1958, troviamo un elenco di quarantacinque obiettivi che il partito comunista ha posto in essere di raggiungere per infiltrarsi all’interno delle istituzioni e della società degli Stati Uniti. Lo scopo è di distruggere la società americana dall’interno. Sette di questi obiettivi riguardano il sistema legale[37]:

  • Obiettivo 16: usare le decisioni “tecniche” dei tribunali per indebolire le maggiori istituzioni della nazione, sostenendo che l’azione di queste istituzioni rappresenti una prevaricazione di specifici diritti collettivi;
  • Obiettivo 24: abolire tutte le leggi che limitano la pubblicazione di materiale indecente, rappresentando tali leggi come censura che infrange la libertà di parola ed espressione;
  • Obiettivo 29: impugnare la Costituzione sulla base di presunte “imperfezioni”, oppure attaccandola direttamente con la scusa di essere “obsoleta” e “inadeguata” sul piano dei rapporti internazionali;
  • Obiettivo 33esimo: abolire tutte le leggi che interferiscano con le operazioni del partito comunista;
  • Obiettivo 38: legalizzare gli arresti eseguiti da individui non appartenenti alle Forze dell’Ordine; affidare la gestione di tutti i “problemi di tipo “comportamentale” agli operatori di salute mentale.
  • Obiettivo 39: ottenere il controllo totale del settore della psichiatria; imporre l’applicazione di normative relative alla salute mentale a chiunque non accetti gli obiettivi del Comunismo;
  • Obiettivo 45: abolire l’Emendamento Connally, una norma che antepone la legislazione statunitense alle decisioni dei tribunali stranieri. Scopo di quest’ultimo obiettivo, è quello di impedire alle istituzioni statunitensi di preservare la propria sovranità nazionale, permettendo così a determinati organismi internazionali (come la Corte Internazionale di Giustizia) di emettere sentenze vincolanti per il sistema giudiziario degli Stati Uniti.

Se si confronta quanto qui sopra esposto con quello che è già stato posto in essere, risulta evidente come il Comunismo sia già ben inserito in tutti i sistemi occidentali e come continui ad attaccare e distorcere sia il potere legislativo che quello giudiziario.

L’obiettivo finale è colpire lo spirito della legge, che in ultima istanza è il rispetto dei valori tradizionali di moralità di origine divina. Lo Spettro può usare sia politiche di odio portate avanti dallo Stato — nei Paesi controllati da un regime comunista — o normative approvate “legalmente” — nei Paesi occidentali — dalle istituzioni preposte alla produzione e alla difesa delle leggi, ma che sono state avvelenate dall’ideologia comunista.

La connessione tra valori morali e legge appare chiara: come società dobbiamo essere in grado di mantenere un livello morale in linea con gli standard stabiliti dai comandamenti divini, così da saper riconoscere il Bene dal Male. Se così non è siamo condannati a perdere l’indipendenza del sistema giudiziario, a vantaggio dello Spettro del Comunismo.

Gli agenti dello Spettro, consapevoli o meno del condizionamento subìto, useranno la legge come strumento di repressione dei valori retti, e come veicolo per promuovere quelli malvagi. Anche se inconsapevoli, eseguiranno i piani dello Spettro del Comunismo, per arrivare alla distruzione dell’Umanità.


Note bibliografiche

[1] Harold J. Berman, The Interaction of Law and Religion (Nashville: Abingdon Press, 1974), 51–55.

[2] Ban Gu, The Book of Han: Chronicle of Dong Zhongshu [班固,《漢書·董仲舒傳》]

[3] Berman, The Interaction of Law and Religion.

[4] W. Cleon Skousen, The Naked Communist (Salt Lake City: Izzard Ink Publishing, 1958, 2014).

[5] Sergey Nechayev, The Revolutionary Catechism, 1869. https://www.marxists.org/subject/anarchism/nechayev/catechism.htm.

[6] Vladimir Lenin, The Proletarian Revolution and the Renegade Kautsky,  https://www.marxists.org/archive/lenin/works/1918/prrk/common_liberal.htm.

[7] Li Yuzhen, Work of Inssurection: 20th-Century Russian History, (Yanhuang Chunqiu, Tenth edition of 2010 ) [ 李玉貞, 〈一部顛覆性著作:《二十世紀俄國史》〉,《炎黃春秋》2010年第十期。]

[8] A. N. Yakovlev, “To Chinese Readers (Preface to the Chinese Edition),” Bitter Cup: Russian Bolshevism and Reform Movement, trans. Xu Kui et. al., (Beijing: Xinhua chubanshe, 1999), 10.

[9] “Commentary Seven: On the Communist Party’s History of Killing,” Nine Commentaries on the Communist Party, The Epoch Times, http://www.ninecommentaries.com/english-7.

[10] On March 15, 1999, the “Amendment of the Constitution of the People’s Republic of China” adopted at the Second Session of the Ninth National People’s Congress inserted in Article 5 of the Constitution: “The People’s Republic of China implements the rule of law and builds a socialist country ruled by law.” See An Linxian, “Constitutional Principles and Governing the Country by Law,” www.people.com.cn, November 2, 2006, http://legal.people.com.cn/GB/43027/73487/73490/4990833.html.

[11] Ouyang Fei, “Red Nonsense”, Minghui.org, January 8, 2015 [歐陽非:〈紅色荒唐言論〉,明慧網,2015年1月8日,http://www.minghui.org/mh/articles/2015/1/8/302850.html.]

[12] Francis Bacon, “Of Judicature,” Essays, Civil and Moral, http://www.notable-quotes.com/b/bacon_francis_viii.html.

[13] Planned Parenthood of Southeastern Pennsylvania v. Casey (Nos. 91–744, 91–902).

Quoted in “The Supreme Court; Excerpts From the Justices’ Decision in the Pennsylvania Case,” The New York Times, June 30, 1992,

https://www.nytimes.com/1992/06/30/us/the-supreme-court-excerpts-from-the-justices-decision-in-the-pennsylvania-case.html.

[14] Tom Murse, “Number of Pardons by President,” ThoughtCo, March 09, 2018, https://www.thoughtco.com/number-of-pardons-by-president-3367600.

[15] Gregory Korte, “Obama Commutes Sentence of Chelsea Manning in Last-Minute Clemency Push,” USA TODAY, January 17, 2017, https://www.usatoday.com/story/news/politics/2017/01/17/obama-commutes-sentence-chelsea-manning/96678814/.

[16] Paige St. John and Abbie Vansickle, “Here’s Why George Soros, Liberal Groups Are Spending Big to Help Decide Who’s Your Next D.A.,” Los Angeles Times, May 23, 2018, http://www.latimes.com/local/california/la-me-prosecutor-campaign-20180523-story.html.

[17] Affidavit of Roger N. Baldwin, December 31, 1938, Investigation of Un-American Propaganda Activities in the United States. Hearings before a Special Committee on Un-American Activities, House of Representatives, 75th–78th Congress, 3081–3082.

[18] Phyllis Schlafly, The Supremacists: The Tyranny of Judges and How to Stop It (Minneapolis, MN: Richard Vigilante Books, 2006), 26–27.

[19] Phyllis Schlafly, “Pots of Gold Behind Crosses and Ten Commandments,” The Eagle Forum Report, June 4, 2004, http://eagleforum.org/column/2004/june04/04-06-23.html.

[20] “The U.S. Pledge of Allegiance: Circuit Court Decision, Reactions, etc.,” Religious Tolerance, http://www.religioustolerance.org/nat_pled3.htm.

[21] Passed/agreed to in House: On Motion to Suspend the Rules and Agree to the Resolution Agreed to by the Yeas and Nays: (2/3 required): 416 – 3, 11 Present (Roll no. 273) https://www.congress.gov/bill/107th-congress/house-resolution/459.

[22] Submitted in the Senate, Considered, and Agreed to without Amendment by Yea–Nay, 99–0, June 26, 2002, https://www.congress.gov/bill/107th-congress/senate-resolution/292.

[23] Schlafly, The Supremacists: The Tyranny of Judges and How to Stop It, 30.

[24] Ibid., 58.

[25] Ibid., 60–61.

[26] “CNN Revels in Pot Smoke during New Year’s Eve Report from Denver,” Fox News, January 1, 2018,  http://www.foxnews.com/entertainment/2018/01/01/cnn-revels-in-pot-smoke-during-new-years-eve-report-from-denver.html.

[27] Patrick McGreevy, “Billionaire Activists like Sean Parker and George Soros Are Fueling the Campaign to Legalize Pot,” Los Angeles Times, November 2, 2016,  http://www.latimes.com/politics/la-pol-ca-proposition64-cash-snap-20161102-story.html.

[28] Adam Shaw, “GOP Senators Ask Tillerson to Probe US Funding of Soros Groups abroad,” Fox News, March 15, 2017, http://www.foxnews.com/politics/2017/03/15/gop-senators-ask-tillerson-to-probe-us-funding-soros-groups-abroad.html.

[29] Ariane de Vogue and Jeremy Diamond, “Supreme Court Rules in Favor of Same-sex Marriage Nationwide,” CNN News, June 27, 2015, https://www.cnn.com/2015/06/26/politics/supreme-court-same-sex-marriage-ruling/index.html.

[30] Todd Starnes, “Kentucky Clerk: ‘This is a fight worth fighting,” Fox News, September 3, 2015, http://www.foxnews.com/opinion/2015/09/03/kentucky-clerk-am-prepared-to-go-to-jail.html.

[31] “Attorney for Kim Davis Speaks out, Huckabee Blasts ‘Judicial Overreach’ in Case,” Fox News, September 8, 2015, http://www.foxnews.com/transcript/2015/09/08/attorney-for-kim-davis-speaks-out-huckabee-blasts-judicial-overreach-in-case.html.

[32] Schlafly, The Supremacists: The Tyranny of Judges and How to Stop It (Minneapolis, MN: Richard Vigilante Books, 2006).

[33] The Stop the Kinsey Institute Coalition, “Kinsey Helped Undermine Laws Protecting Women & Children,” http://stopthekinseyinstitute.org/more/undermining-laws/.

[34] Cao Changqing, “Capital Punishment Should Absolutely Not Be Abolished”, China Report Weekly, June 7, 2015 [曹長青:〈絕不應廢除死刑〉,《中國報導周刊》,2015年6月7日, http://www.china-week.com/html/6405.htm。]

[35] Schlafly, The Supremacists: The Tyranny of Judges and How to Stop It, 49.

[36] Berman, The Interaction of Law and Religion.

[37] Skousen, The Naked Communist.

 
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