Capitolo 8 (Parte I): Il Comunismo semina il caos nella politica

Lo Spettro del Comunismo non è scomparso con la disintegrazione del Partito comunista nell'Europa dell'Est


The Epoch Times sta pubblicando un capitolo la settimana della traduzione del libro Come lo Spettro del Comunismo controlla il nostro mondo, dagli autori del libro Nove commentari sul Partito comunista.


Indice dei contenuti

Introduzione

1. Il Comunismo come strumento politico finalizzato alla distruzione dell’Umanità
a. I regimi comunisti usano il potere dello Stato per perpetrare epurazioni e genocidi
b. Il successo dell’ideologia socialista in Europa e negli Stati Uniti
c. La Sinistra mira al controllo di partiti politici, parlamenti, governi e magistratura
d. Come le amministrazioni di Sinistra promuovono il Socialismo e politiche perverse

2. La politica moderna è intrisa del culto del Comunismo
a. La convergenza della politica e della religione nel culto del Partito Comunista Cinese
b. Il carattere religioso del Liberalismo e del Progressismo
c. Liberalismo contemporaneo e Progressismo: le nuove varianti del Comunismo
• La ribellione contro il Liberalismo classico
• L’essenza del Progressismo è la perversione morale
• Il Liberalismo e la corrente socialista del Progressismo

3. Incitare all’odio e provocare conflitti è la costante di ogni politica comunista

Note bibliografiche


Introduzione

Nel nostro mondo moderno praticamente qualsiasi aspetto è in qualche modo collegato alla politica. Una singola scelta politica, una legge, un caso politico o uno scandalo hanno ciascuno la capacità di creare uno sconvolgimento generale. Per questo, anche l’elezione del premier di una nazione può attirare l’attenzione di tutto il mondo.

La maggior parte degli occidentali associa esclusivamente  le politiche “comuniste” ai Paesi dominati da un governo comunista, pensando che anche quei Paesi, in fondo, non siano più comunisti in fin dei conti. In realtà, il Comunismo si è mascherato sotto varie forme; ad esempio il Socialismo, il Neoliberalismo e il Progressismo. A un attento esame, quindi, è possibile vedere come lo Spettro stia controllando il Mondo intero.

In apparenza, il Mondo libero sembra aver compreso i danni causati dal Comunismo. Tuttavia, nei 170 anni trascorsi dalla pubblicazione del Manifesto del partito comunista, i governi di tutto il mondo sono stati influenzati, più o meno esplicitamente, dalle teorie marxiste; quando si è trattato di mettere in pratica il marxismo, il mondo libero sotto certi aspetti ha inaspettatamente superato i Paesi dichiaratamente comunisti.

Gli Stati Uniti d’America, ad esempio, sono la nazione leader del Mondo libero e da sempre una roccaforte anticomunista ma, nelle elezioni del 2016, un candidato apertamente socialista è giunto alle fasi finali delle votazioni per la presidenza. Nei sondaggi, oltre la metà dei giovani americani di genere maschile ha dichiarato di essere a favore del Socialismo[1].

In Europa il Socialismo è la forza politica prevalente: il tedesco Joschka Fischer dei Verdi in un’occasione ha infatti dichiarato: «Oggi c’è una combinazione di democrazia, Stato di diritto e Stato assistenziale, io direi che la stragrande maggioranza degli europei la difende – il Partito Conservatore [inglese] non può toccare il servizio sanitario nazionale senza finire decapitato»[2].

Nei Paesi comunisti, lo Spettro gode di un potere politico assoluto; usa l’apparato statale come strumento per portare avanti omicidi, la distruzione della cultura tradizionale locale, l’annientamento dei valori morali e la repressione di chi segue realmente le religioni rette.

Nell’Europa dell’Est l’ideologia comunista persiste malgrado la caduta dei regimi comunisti. Nonostante la Guerra fredda sia ufficialmente terminata, il Comunismo è dilagato su tutto il pianeta, assumendo forme diverse.

Sebbene lo Spettro non sia riuscito a sottomettere l’Occidente al suo diretto controllo, ha nei fatti sovvertito i sistemi di governo delle nazioni occidentali, facendo in modo che queste introducano politiche sociali ed economiche socialiste, istigando alla violenza, indebolendo la morale tradizionale e causando disordini di ogni genere in seno alla società. Dato il ruolo vitale che gli Stati Uniti d’America svolgono, in quanto nazione guida del Mondo libero, questo capitolo si focalizza sulla situazione americana.

1. Il Comunismo come strumento politico finalizzato alla distruzione dell’Umanità

Le politiche comuniste non sono circoscritte al Totalitarismo praticato nei Paesi canonicamente annoverati come “comunisti”.

Come si è più volte avuto modo di sottolineare in quest’opera, il Comunismo, nella realtà, è un essere intelligente (uno Spettro come Karl Marx stesso indicava) con poteri soprannaturali, che da una parte manipola i pensieri di chi agisce in maniera malvagia e, dall’altra, induce gli ingenui ad agire come suoi agenti nel mondo umano. Adottando forme diverse, lo Spettro del Comunismo ha assunto il controllo del processo politico anche delle nazioni “libere” in Occidente.

a. I regimi comunisti usano il potere dello Stato per perpetrare epurazioni e genocidi

In diversi Paesi dell’Est, il Comunismo ha preso il potere direttamente tramite la violenza, mettendo l’intero sistema politico sotto il proprio controllo.

Attraverso genocidi, sovversione dei principi tradizionali, lotte ed epurazioni interne al partito stesso, i suoi obiettivi sul piano strettamente “politico” sono il mantenimento permanente del potere e l’espansione continua della propria influenza. I regimi comunisti utilizzano le risorse dell’intero Stato —  incluso l’esercito, le forze dell’ordine, la magistratura, il sistema carcerario, l’istruzione, i mezzi di informazione — per assassinare e perseguitare i dissidenti, mentre al tempo stesso stravolge, manipola e distrugge i principi morali ad ogni livello del tessuto sociale.

Il Totalitarismo comunista mantiene dunque un controllo assoluto sul Paese che occupa, sferrando campagne di repressione di massa di ogni genere: dai gulag (i famigerati campi di concentramento sovietici) alle epurazioni e alle lotte intestine del partito.

I massacri dei regimi comunisti, a volte indiscriminati altre specificamente mirati,  sono tutt’altro che storia passata, come dimostra la più recente delle persecuzioni rosse: quella contro i praticanti della disciplina spirituale del Falun Gong in Cina. L’ex leader del PCC Jiang Zemin ha sperperato almeno il 25 %delle risorse finanziarie dello Stato cinese per mantenere attiva la persecuzione del Falun Gong.

Gli esponenti dei diversi partiti comunisti nel mondo sono ben consapevoli del fatto che il potere sia il fine ultimo di ogni politica comunista. Non è quindi un caso che Marx ed Engels, i “padri fondatori” del Comunismo, abbiano stilato una lista delle lezioni da trarre dal fallimento della Comune di Parigi, indicando la necessità di realizzare la “dittatura del proletariato”. Lenin seguì questa indicazione alla lettera e fece largo uso della violenza per costruire la prima dittatura comunista della Storia. Pochi decenni dopo, Stalin e Mao raffinarono la tecnica aggiungendo menzogne e censura, propaganda e cospirazione.

b. Il successo dell’ideologia socialista in Europa e negli Stati Uniti

L’Europa è sotto il controllo dell’ideologia e delle politiche socialiste, mentre gli Stati Uniti, in questo senso, sono in una situazione che possiamo definire speciale. Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, quando il movimento comunista dilagava in tutta Europa, l’impatto negli Stati Uniti fu infatti limitato. Nel 1906, lo studioso tedesco Werner Sombart scrisse un libro sull’argomento, intitolato Perché negli Stati Uniti non c’è il Socialismo?[3]

Tuttavia, la situazione nell’ultimo secolo è cambiata radicalmente. Nel 2016, il candidato di un importante partito politico americano sosteneva apertamente il Socialismo nella sua campagna elettorale per la corsa alla presidenza degli Stati Uniti.

Nell’ambito dell’ideologia comunista, il Socialismo rappresenta solo il primo passo verso l’instaurazione del Comunismo vero e proprio; eppure il “Comunismo” in senso stretto è un qualcosa da sempre disprezzato dalla maggior parte degli americani. Nonostante questo candidato abbia ammesso che in America siano in molti a non apprezzare il Socialismo, è riuscito a diventare uno dei due principali candidati del suo partito.

Secondo un sondaggio interno ad uno dei principali partiti della Sinistra americana, condotto alla fine della campagna delle elezioni presidenziali del 2016, il 56 %degli intervistati dichiarava di avere un’opinione positiva del Socialismo, in linea con la tendenza indicata nel 2011 dal Pew Research Center[4], il cui sondaggio mostrava a sua volta come il 49 % dei cittadini americani al di sotto dei 30 anni, considerasse positivamente il Socialismo, mentre solo il 47 % si dichiarava favorevole al Capitalismo[5].
Questo spostamento ideologico “verso Sinistra” si spiega col fatto che la società americana ha di fatto perso per strada la comprensione di cosa sia il Comunismo e di come, per esplicita ammissione del Marxismo stesso, esso sia la fase successivo del Socialismo.

Le illusioni che milioni di occidentali tutt’ora nutrono verso il Socialismo rispecchiano le esperienze e gli ideali di altrettanti giovani che, nella seconda metà del XX secolo, sono stati suggestionati a identificarsi negli ideali della Sinistra e nei regimi comunisti, sia quello sovietico che quello cinese; le nuove generazioni, d’altra parte, non hanno una profonda comprensione della propria Storia, cultura e tradizioni.

L’assioma di Marx «da ciascuno secondo le proprie capacità, a ognuno secondo i propri bisogni» è particolarmente efficace nell’illudere i giovani che sognano una vita felice, basata su un generoso assistenzialismo di Stato come avviene nei Paesi nordeuropei, almeno secondo l’immaginario di chi non vive in quegli stessi Paesi. I sistemi di sussidi pubblici dei Paesi nordici causano, infatti, non pochi problemi sociali ma ogni tentativo di apportare cambiamenti fondamentali a questi sistemi viene regolarmente bloccato dalla moltitudine dei beneficiari dei sussidi statali. Di conseguenza, gli unici politici che hanno successo alle elezioni sono quelli che continuano a espandere la tassazione e l’intervento del governo.

Come disse l’economista Milton Friedman: «Una società che mette l’eguaglianza davanti alla libertà non avrà né l’una né l’altra. Una società che mette la libertà davanti all’uguaglianza avrà un buon livello di entrambe»[6].

Un alto livello di assistenzialismo pubblico promuove una continua espansione del governo in tutte le sue forme e indirizza le persone a votare senza prendere in considerazione le proprie libertà. Si tratta di un passaggio importante, nell’ambito del piano dello Spettro: una volta che tutti Paesi del mondo avranno effettuato la transizione verso il Socialismo, l’attuale “modello nordico” di sussidi socialisti sarà solo una fase di transizione nel passaggio dalla democrazia al totalitarismo; completato il “primo passo” socialista, i leader politici potranno attuare il Comunismo vero e proprio, ed abolire sia la proprietà privata che il processo democratico stesso. Una volta resi schiavi tutti i popoli dell’Umanità, lo Stato sociale potrà compiere la sua naturale metamorfosi e trasformarsi in aperta tirannia.

c. La Sinistra mira al controllo di partiti politici, parlamenti, governi e magistratura

L’Occidente è da millenni patria delle tradizioni democratiche, a partire dalla separazione dei tre poteri dello Stato (legislativo, esecutivo e giudiziario) teorizzata per la prima volta dal Barone di Montesquieu nel suo trattato Spirito delle Leggi del 1748. In Occidente, assumere il controllo dello Stato non è “semplice” come in Oriente per cui, per prendere il controllo degli Stati occidentali, lo Spettro ha dovuto ricorrere ai più diversi espedienti e stratagemmi di tipo indiretto, così da far accettare alle masse i suoi vili metodi.

Gli Stati Uniti, ad esempio, hanno un sistema politico dominato da due soli partiti quindi, per entrare in politica, i comunisti devono infiltrarsi in una o in entrambe le fazioni. Così facendo possono usarle per prendere il controllo dei voti del Parlamento. Allo stesso tempo gli agenti comunisti assumono posizioni chiave a livello governativo e giudiziario. Un’operazione che ad oggi ha portato allo Spettro ottimi risultati, in termini di quella che è una vera e propria sovversione degli apparati dello Stato.

Al fine di garantirsi uno zoccolo duro elettorale che fosse stabile, i partiti della Sinistra statunitensi hanno gettato benzina sul conflitto tra i ceti sociali, mentre hanno attirato un numero sempre crescente di immigrati e gruppi considerati “vulnerabili”, a partire dalle comunità LGBT, per poi passare alle donne e alle minoranze di ogni sorta.

I politici di Sinistra fanno tutto il possibile per assecondare quella parte di popolazione che, di volta in volta, garantisce loro di portare avanti i propri interessi: sostenendo ideali di matrice comunista, respingendo gli standard morali fondamentali che Dio ha stabilito per il genere umano e persino tutelando gli immigrati irregolari in modo che possano rimpolpare le fila della Sinistra.

Un miliardario, storicamente volto a Sinistra, ha lautamente e ripetutamente finanziato esponenti di Sinistra candidati alla presidenza degli Stati Uniti e ad altre posizioni importanti. Tra queste, la principale sono i Segretari di Stato, che sono responsabili delle operazioni elettorali e svolgono un ruolo fondamentale nella risoluzione delle controversie[7].

Persino quando degli immigrati irregolari commettono crimini sul suolo americano, le autorità politicamente schierate a Sinistra hanno chiuso un occhio e istituito le cosiddette “città santuario” per sottrarli ai provvedimenti del governo federale. D’altra parte, anche un ex presidente fortemente schierato a Sinistra, durante il suo mandato, ha cercato di concedere l’amnistia a cinque milioni di immigrati clandestini ma la proposta di risoluzione è stata alla fine accantonata dalla Corte Suprema.

I partiti di Sinistra lottano perfino perché sia concesso il diritto di voto agli immigrati irregolari; naturalmente, l’obiettivo non è necessariamente quello di favorire gli immigrati irregolari o la popolazione in generale, quanto quello di incrementare il segmento di popolazione che vota a Sinistra. Il 12 settembre 2017 una città in uno della costa est degli USA ha approvato una proposta di legge per concedere il diritto di voto alle elezioni locali anche ai non residenti, compresi i residenti con carta verde, visti di studio o di lavoro; addirittura anche a persone prive di documentazione in regola attestante la condizione di immigrato. Una proposta che ha ampiamente attirato l’attenzione dei mezzi di informazione per i suoi potenziali effetti sul sistema elettorale in altre parti del Paese[8].

d. Come le amministrazioni di Sinistra promuovono il Socialismo e politiche perverse

L’amministrazione Obama era pesantemente infiltrata da comunisti e socialisti: numerose organizzazioni che supportavano l’ex presidente avevano rapporti diretti con altre organizzazioni socialiste.

Barack Obama è, d’altronde, un discepolo del neomarxista Saul Alinsky e, dopo la sua elezione, nominò diversi consiglieri provenienti dai think tank di estrema Sinistra; la sua politica di assistenza sanitaria universale prevedeva persino delle multe per chi si rifiutasse di iscrivervisi; Obama ha poi approvato proposte di legge per legalizzare la marijuana e ha consentito ai transessuali di arruolarsi nell’esercito.

Nel periodo in cui la maggioranza dell’Assemblea dello Stato della California era di Sinistra, alcuni rappresentanti tentarono di abolire una legge che impedisce al partito comunista di entrare al governo; un tentativo fallito solo in seguito alla forte opposizione della comunità vietnamita-americana.

L’amministrazione Obama è perfino arrivata ad escogitare una serie di norme che porterebbero a degenerare i rapporti umani. Una fra molte: nel 2016, la legge soprannominata “Bathroom Bill” — firmata dal Presidente in persona — permette alle persone che si identificano come transgender di entrare nei bagni del genere da loro prescelto, indipendentemente dal sesso biologico; in altre parole, un uomo che si considera una donna può entrare nel bagno delle donne. Il “Bathroom Bill” è stato reso effettivo nelle scuole pubbliche di tutti gli Stati Uniti, quelle che rifiutavano di applicarlo perdevano il diritto ai finanziamenti del governo federale.

2. La politica moderna è intrisa del culto del Comunismo

Per migliaia d’anni, la principale istituzione del potere politico è stata la monarchia, la cui autorità proveniva dai Cieli: era Dio a concedere al sovrano il diritto (divino, appunto) di governare in quanto re. Gli imperatori e i re, quindi, hanno storicamente svolto un ruolo sacro quali intermediari tra gli esseri umani e Dio.

Oggi, numerose nazioni del mondo sono governate con metodi democratici ma, in pratica, “democrazia” non significa “governo del popolo”, quanto piuttosto governo di rappresentanti scelti dal popolo. L’elezione di un presidente degli Stati Uniti, ad esempio, è un tipico processo democratico: una volta in carica, il presidente gode di ampi poteri politici, economici, sulle forze armate, nei rapporti internazionali e in diversi altri ambiti.

Il processo democratico non può garantire che vengano elette persone perbene: quando lo standard morale generale di un’intera società degenera, i candidati che escono vincitori molto probabilmente saranno quelli più abili nella retorica vuota e provocatoria, o magari quelli inclini al favoritismo. Quando un sistema democratico non attua adeguati provvedimenti per mantenere gli standard morali stabiliti da Dio, il danno alla società sarà enorme. I vantaggi della rappresentanza, derivante del processo elettorale, scompaiono e vengono surrogati da una politica di stampo mafioso, che getta la società nel caos e nella frammentazione.

Lo scopo, qui, non è quello di discutere dei meriti di un dato sistema politico, quanto quello di affermare che i valori morali sono il fondamento della stabilità sociale e dell’armonia, mentre la democrazia e lo Stato di diritto sono soltanto una delle forme con cui una società può operare.

a. La convergenza della politica e della religione nel culto del Partito Comunista Cinese

Il potere esercitato dal Partito Comunista Cinese è quello di un culto politico completamente integrato nel potere dello Stato. L’ideologia di questo culto è imposta al popolo con l’obiettivo di distruggerne la moralità. Allo stesso tempo, questa ideologia perversa domina la società con metodi criminali, distruggendo le persone.

Il potere esercitato dal PCC è spesso descritto come una continuazione del millenario sistema imperiale cinese, ma si tratta di una visione del tutto errata. I monarchi tradizionali cinesi non pretendevano di definire i valori morali: al contrario, consideravano sé stessi come i primi ad essere soggetti agli standard morali stabiliti dai Cieli. Il Partito Comunista Cinese, al contrario, monopolizza il concetto stesso di moralità; a prescindere dai crimini commessi, il PCC considera invariabilmente sé stesso come «grande, glorioso e corretto».

La moralità è stabilita da Dio, non dagli esseri umani: gli standard di bene e male derivano dai comandamenti divini, non possono essere stabiliti dalle pretese ideologiche di un partito politico. Inoltre, arrogare a sé, a livello umano, il diritto di definire la moralità, porta inevitabilmente a una commistione tra religione e Stato; nel caso del PCC si manifesta con le caratteristiche tipiche di un culto malvagio, essenzialmente per tre ragioni:

  1. Innanzitutto, perché il Partito Comunista consacra Karl Marx il proprio “Signore spirituale” assoluto; considera il Marxismo la Verità universale, al punto che la promessa del “profeta” Marx di un paradiso in Terra, attira i seguaci comunisti a sacrificare le proprie vite per esso. La creazione di una dottrina (apparentemente) coerente; l’annientamento di ogni forma di opposizione; l’adorazione del leader del partito; considerare sé stessi come unica fonte di moralità e rettitudine; l’indottrinamento fino al lavaggio del cervello; un’organizzazione pervasiva alla quale sia facile unirsi ma non uscirne; la promozione della violenza, del conflitto quando non di una vera e propria cieca “sete di sangue” (che spinga gli adepti all’autoimmolazione in nome della “Causa”) sono i tratti fondamentali – ma non gli unici – di questo perverso culto politico-religioso.
  2. I leader comunisti (come ad esempio Lenin, Stalin, Mao e Kim Il Sung) hanno tutti imposto il culto della propria personalità: questi “pontefici” del culto comunista, hanno sempre goduto di un’indiscussa autorità nel decidere il bene e il male all’interno dei rispettivi regimi: che uccidessero o mentissero, avevano sempre e comunque ragione in quanto motivati da uno “scopo più alto” o dalla propria visione strategica. I cittadini che hanno vissuto nei regimi dominati da questi inumani dittatori, sono stati costretti ad abbandonare ogni propria comprensione di cosa sia il “Bene”, essere costretti a mentire o compiere azioni malvagie in nome del Partito, ha causato loro gravi traumi psicologici e spirituali.
  3. Le autentiche religioni tradizionali insegnano all’essere umano ad essere buono, mentre il culto del Comunismo, in quanto costruito sull’odio, impone l’esatto contrario. Sebbene Comunismo e Socialismo, nelle loro varie forme, predichino – a parole e a un livello superficiale – valori elevati quali “tolleranza”, “compassione” e persino “amore”, queste apparenti principi di benevolenza e moralità sono in realtà basati su un fondamento di odio. Nel concreto: i proletari possono essere visti di buon occhio perché hanno un nemico comune, ossia i capitalisti; ma la tipica forma espressiva del “patriottismo” promosso dal Comunismo cinese (e, in passato, di quello sovietico) è l’odio: odio per l’America, odio per l’Occidente, odio per chiunque nel mondo critichi il PCC.

b. Il carattere religioso del Liberalismo e del Progressismo 

Liberalismo e Progressismo – imposti fino al punto di diventare una sorta di religione secolare – sono ormai divenuti lo standard del “politicamente corretto” in Occidente. La Sinistra occidentale ha usato etichette diverse nel corso della Storia: talvolta si definisce “liberale”, altre volte “progressista” ma, al di là delle apparenze, si tratta di concetti che tra loro non differiscono in modo significativo.

L’essenza del Liberalismo/Progressismo è di fatto la stessa dell’ideologia comunista; si manifesta attraverso i suoi sostenitori, che propugnano i valori di “libertà” e “progresso” in chiave assolutista, spacciandoli come fossero il Bene morale assoluto e attaccando, spesso ferocemente, qualsiasi opinione diversa come fosse un’eresia.

Liberalismo e Progressismo hanno così sostituito – analogamente al Comunismo, all’Ateismo, all’Evoluzionismo e allo Scientismo – la fede in Dio con la ragione umana, di fatto elevando l’Uomo al livello di quel Dio che tanto avversano.

Liberali e progressisti, infatti, condividono gli stessi nemici dei comunisti: ritengono il libero mercato e il sistema capitalista come responsabili di quelle che percepiscono essere ingiustizie e problemi sociali. Per questo mirano a sovvertire o a rovesciare il sistema sociale. I loro metodi, inoltre, sono del tutto simili a quelli dei comunisti: ritengono i propri obbiettivi talmente importanti (“sacri”) da rendere lecito ogni mezzo per raggiungerli (quel “fine giustifica i mezzi”, nella sua accezione più amorale) e, alla prova dei fatti, non si fanno scrupolo di fare uso della violenza e degli inganni che considerino più efficaci.

Le caratteristiche simil-religiose di Liberalismo e Progressismo sono inseparabili dal loro scenario storico d’origine: a partire dal XVIII secolo, i rapidi progressi scientifici hanno ingigantito la fiducia dell’Umanità nelle proprie capacità, alimentando parallelamente il Progressismo in quanto tendenza intellettuale. Il filosofo francese Marquis de Condorcet, un pioniere del pensiero progressista, afferma infatti nella sua opera Saggio di un quadro storico dei progressi dello spirito umano che è la ragione a condurre le persone sulla via della felicità, della moralità e della bontà.

Nel corso dei secoli, il Progressismo è divenuto sempre più aggressivo, ponendo “la Ragione” sull’altare dell’adorazione. Il pensiero progressista consente di vedere la Ragione, la Coscienza e il Creatore in modo separato, promuovendo l’idea che agli esseri umani non serva alcuna salvezza da parte del Creatore: si può usare la propria razionalità e la propria coscienza per spazzare via i mali dell’umanità come l’avidità, la paura e l’invidia. In questo modo, si può creare il proprio paradiso in Terra, e fare a meno di Dio.

Il livello di arroganza (vera e propria hybris) del Progressismo è esposta in una dichiarazione di Jules Castagnary, politico e critico d’arte francese del XIX secolo: «Accanto al giardino divino dal quale sono stato espulso, creerò un nuovo Eden [… ] Al suo ingresso, posizionerò il Progresso […] metterò una spada infuocata nella sua mano ed egli dirà a Dio: ‘Tu non entrerai qui’»[9].

Imbevuto (spesso inconsapevolmente) di questo genere di ideologia, l’individuo nutre ormai l’illusione di poter controllare il destino proprio e dell’umanità (in altre parole, “l’Uomo gioca a fare Dio”) e di poter creare un’utopia senza Dio, un “paradiso in Terra”. E questa è l’essenza del Comunismo. Anche qui, Liberalismo/Progressismo e Comunismo dimostrano la loro identica natura: il tentativo (fallito) di creare un paradiso in Terra ha comportato la distruzione dei valori fondanti delle istituzioni (a partire dalla famiglia), delle società e delle nazioni in cui si è radicato, provocando in esse caos, miseria, dolore e morte.

L’unico motivo per cui l’essere umano moderno non si rende conto né di questo degrado morale né del rapporto causa/effetto tra quest’ultimo e gli attuali problemi della società, è perché dopo aver abbandonato ogni vero punto di riferimento morale ed etico trasmesso dal Divino, ritiene che le dilaganti atrocità della società moderna – quali ad esempio la tossicodipendenza, l’omicidio fra familiari, il suicidio di adolescenti, la pornografia, l’incesto e la pedofilia, per citarne solo alcune – siano semplicemente dei mali inevitabili della condizione umana[9].

La realtà, invece, è che quelle che nella Storia umana sono sempre state isolate aberrazioni, fatti eccezionali in capo a singoli individui, gruppi o società, attualmente dilagano in ogni angolo del pianeta. L’Umanità, in sintesi, è stata inconsapevolmente spinta dai falsi valori liberali/progressisti concepiti dallo Spettro del Comunismo in una spirale di autodistruzione.

Abbandonato Dio, l’Uomo vive oggi nell’unico “paradiso” che sia in grado di creare: un luogo del tutto simile a quello stesso inferno da cui proviene lo Spettro.

c. Liberalismo contemporaneo e Progressismo: le nuove varianti del Comunismo

• La ribellione contro il Liberalismo classico

Il Liberalismo classico, operando dalla parte dei diritti individuali naturali, storicamente ha sostenuto adeguate restrizioni costituzionali al potere del sovrano o del governo, in modo da tutelare la libertà personale.
Da una parte i diritti individuali, considerati “inalienabili”, dell’essere umano sono concessi da Dio, dall’altra il dovere del governo (formato dai cittadini tramite il processo elettorale) è quello di proteggere il popolo di cui esso è espressione. In questo quadro istituzionale, è stata stabilita la separazione tra Chiesa e Stato, al fine di impedire al governo di violare il diritto al pensiero ed alla fede religiosa dell’individuo.

Il cosiddetto “Liberalismo contemporaneo”, in questo senso, altro non è che il risultato di un’infiltrazione del pensiero degenerato di stampo comunista e dell’usurpazione del valore del Liberalismo classico, in nome di una non meglio precisata “libertà”. Da una parte, infatti, il tipico “liberale” moderno enfatizza una forma patologica di individualismo assoluto: un’estrema e quasi incontrollata (auto)indulgenza nei confronti dei desideri generati dalle emozioni umane, nel pieno disprezzo di ogni reale moralità e (auto)moderazione; dall’altra enfatizza l’uguaglianza dei risultati, anziché l’uguaglianza delle opportunità, al di là dell’ipocrita retorica delle “pari opportunità” e delle “discriminazioni positive”.

Esempi pratici di questo perverso e travisato approccio mentale all’essenza e al ruolo della democrazia:

  • quando nelle democrazie occidentali si discute sulla distribuzione della ricchezza, i liberali moderni si concentrano sui bisogni dei beneficiari, piuttosto che sui diritti dei contribuenti; quando si tratta di politiche progettate per affrontare la discriminazione, si focalizzano soltanto su chi abbia sofferto storicamente, ignorando le persone che stanno attualmente diventando vittime di queste politiche;
  • in campo giuridico, i liberali odierni ostacolano la necessità di punire il crimine sulla base del principio di dover tutelare gli innocenti da condanne ingiuste; nel campo dell’educazione – sempre per un malriposto senso di uguaglianza – ignorano e sprecano, livellandolo verso il basso, il potenziale degli studenti di maggiore talento con il pretesto di voler “aiutare” gli studenti dai risultati accademici più bassi e quelli provenienti da famiglie svantaggiate. Attribuendo un’importanza spropositata ai voti scolastici quali indicatori del valore dell’individuo di conseguenza rovinano subdolamente il valore stesso dell’essere umano in quanto tale;
  • sul piano delle cosiddette libertà personali, da oltre mezzo secolo i “liberali” strillano sistematicamente contro la “censura”; si oppongono ad ogni tentativo di restringere la dilagante pubblicazione di contenuti volgari e osceni nei mezzi di comunicazione, nascondendosi dietro il nobile valore della difesa della libertà di parola;
  • riguardo alla libertà di credo religioso, gli intellettuali di Sinistra di norma difendono a spada tratta la libertà di “non credere” in nulla, mentre sono particolarmente tiepidi nella difesa della libertà “di credere” in una religione (specie se ortodossa) e di praticarla.

In sintesi, il fulcro del Liberalismo contemporaneo si è gradualmente spostato dalla difesa della libertà, alla promozione dell’uguaglianza. Un’uguaglianza che non è (astutamente) disposto a definire “egualitarismo” poiché questo lo etichetterebbe immediatamente come comunista (uno stigma inaccettabile, per i liberal, dopo il fallimento del Comunismo manifestatosi all’inizio degli anni ‘90 del XX secolo).

Il principale esempio di massima usurpazione dei valori retti che Dio ha trasmesso all’essere umano è quello della tolleranza: nel Liberalismo classico la tolleranza è senza ombra di dubbio una virtù, ma lo Spettro comunista manipola il Liberalismo contemporaneo, che a sua volta usa la tolleranza come un mezzo per distruggere la moralità umana a favore della promozione della più assoluta amoralità.

John Locke, noto per essere il padre del Liberalismo classico, dichiarò il suo punto di vista sulla tolleranza religiosa e la separazione tra Stato e Chiesa nel suo saggio Lettera sulla Tolleranza. Dallo parole di Locke si evince che l’aspetto principale della tolleranza è che lo Stato, che detiene il potere coercitivo, dovrebbe tollerare la fede personale: se la propria fede nel sentiero che conduce al Cielo sia giusta o meno è una questione che dovrebbe essere lasciata al giudizio divino. Naturalmente, la salvezza della propria anima dovrebbe essere una responsabilità personale e lo Stato non dovrebbe abusare del proprio potere, imponendo determinati credi religiosi o l’Ateismo.

Il Liberalismo contemporaneo ha perso il vero senso della tolleranza travisandolo in assenza di giudizio e ha sviluppato il concetto politico di “assenza di valori”, ossia il divieto di esprimere in ogni situazione giudizi e di attribuire valore ad idee e comportamenti umani. In verità, la cosiddetta “assenza di valori” significa semplicemente perdita di orientamento morale, inversione di bene e male e fraintendere vizio e virtù: è la negazione e la sovversione dei valori universali.

Questa assenza di valori è un’arma potentissima a disposizione dello Spettro del Comunismo: usando espressioni affascinanti, camuffa i suoi veri scopi e apre le porte del mondo umano all’assalto di legioni di demoni, che sostengono l’eliminazione di moralità e tradizioni spacciandola per difesa della libertà.[10]

La bandiera arcobaleno, simbolo del movimento LGBT, è un esempio tipico del concetto di “assenza di valori”. Ogniqualvolta una voce retta si elevi in opposizione a questo movimento, i liberal partono all’attacco, in nome del garantire la libertà individuale, l’uguaglianza e la lotta contro la discriminazione dei meno privilegiati[11].

• L’essenza del Progressismo è la perversione morale

Visto da un’altra angolazione, il Progressismo moderno è un’applicazione diretta delle teorie evoluzionistiche di Darwin alle scienze sociali.

Sotto la guida degli autentici valori umani, è normale usare la propria intelligenza al fine di migliorare le condizioni di vita, aumentare il livello di benessere e raggiungere nuovi traguardi culturali. Naturalmente, come in tutti i processi evolutivi umani, non mancano anche qui errori e deviazioni, di fronte ai quali il ruolo dello Stato è cruciale; guardando ad esempio agli Stati Uniti, nell’era progressista della storia americana (dalla fine del XIX all’inizio del XX secolo) l’azione dei governi ha infatti corretto diverse pratiche corrotte, sorte nel processo dello sviluppo economico e sociale. Ma, successivamente all’infiltrazione comunista negli Stati Uniti, il significato di termini quali “progresso” e “progressismo” ha subito una deformazione ideologica in chiave socialista.

Esempi pratici di Socialismo in azione sono il New Deal di Franklin Delano Roosevelt, attuato in risposta alla Grande depressione; accanto a il movimento per i diritti civili sorto nel Secondo dopoguerra (analizzato nel Capitolo 5, Parte I), il movimento della “controcultura”, il movimento femminista, il movimento ambientalista (che sarà affrontato nel Capitolo 16). Tutte queste espressioni del Socialismo hanno causato enormi cambiamenti nella società americana e occidentale, a partire dagli anni ’60.

L’essenza del Progressismo moderno è la negazione dell’ordine sociale tradizionale, ossia degli autentici valori trasmessi all’Uomo dal Cielo. Dal punto di vista della moralità tradizionale, gli standard per valutare e distinguere tra giusto e sbagliato, tra Bene e Male, esistono e provengono da Dio.

La rivoluzione progressista scoppiata negli anni 60 del XX secolo, era fondata su un ben mascherato Ateismo, che considerava la morale tradizionale un ostacolo al progresso e che, quindi, ha imposto una rivalutazione complessiva di tutti gli standard morali fino a quel momento accettati dai popoli di tutta l’Umanità.

Facendo leva sui problemi dei sistemi sociali tradizionali (che senz’altro esistevano e non erano trascurabili), il Progressismo in tutte le sue forme ha per decenni risposto ai normali problemi umani con soluzioni in apparenza affascinanti, logiche e facili, imponendo il relativismo come nuovo ed incontestabile dogma, negando l’esistenza di norme morali oggettive (e quindi assolute) ed usando la società, la cultura, la Storia e le condizioni generali esistenti per fare piazza pulita, e sostituire ai valori morali dati all’Uomo dal Creatore il sistema di moralità relativa concepito dallo Spettro per distruggere l’Umanità.

Il successo straripante della rivoluzione progressista si deve a questo semplice ed accattivante relativismo morale, grazie ai “referenti” che lo Spettro ha saputo mettere nei luoghi chiave della politica, dell’istruzione, della cultura ed in tutti gli ambiti della società occidentale.

Il marxismo, d’altronde, è l’archetipo del relativismo morale: per Marx, qualsiasi cosa sia conforme agli interessi materiali ed immediati del proletariato è, ipso facto, “morale”; mentre qualunque cosa non sia in perfetto accordo con gli interessi particolari (e quindi egoistici) del proletariato, è immorale.

Nella distorta visione marxista la moralità perde, insieme alla connotazione altruistica che le è propria, anche la millenaria funzione sociale di essenziale strumento di pacifica convivenza e coesione umana (in particolare, la funzione della moralità quale argine agli interessi ed ai bisogni del singolo, quando essi entrino in contrasto con quelli di altri individui e/o della collettività): per la dittatura del proletariato, la “morale” marxista è solo un’arma per distruggere i “nemici del popolo”.

• Il Liberalismo e la corrente socialista del Progressismo

Come già illustrato, Liberalismo e Progressismo si sono discostati dalla Costituzione degli Stati Uniti e dai valori morali tradizionali su cui è stata fondata l’America. La tendenza è quella di cambiare e, in sostanza, distruggere tutte le credenze tradizionali, i valori morali e le attuali istituzioni sociali dell’Occidente.

Nel Manifesto del partito comunista, Marx elenca dieci approcci da usare per distruggere il Capitalismo:

«Abbiamo già visto sopra che il primo passo nella rivoluzione dei lavoratori è l’elevazione del proletariato a classe dominante, la conquista della democrazia. Il proletariato userà il suo potere politico per strappare progressivamente alla borghesia tutti i suoi capitali, per centralizzare tutti gli strumenti di produzione nelle mani dello Stato, dunque del proletariato organizzato in classe dominante, e per moltiplicare il più rapidamente possibile la massa delle forze produttive.

In un primo momento ciò può accadere solo per mezzo di interventi dispotici sul diritto di proprietà e sui rapporti di produzione borghesi, insomma attraverso misure che appaiono economicamente insufficienti e inconsistenti, ma che nel corso del movimento si spingono oltre i propri limiti e sono inevitabili strumenti di trasformazione dell’intero modo di produzione.

Queste misure saranno naturalmente differenti da Paese a Paese. Per i paesi più sviluppati potranno comunque essere molto generalmente prese le misure seguenti:

1) Espropriazione della proprietà fondiaria e impiego della proprietà fondiaria per le spese dello Stato.

2) Forte imposta progressiva.

3) Abolizione del diritto di successione.

4) Confisca della proprietà di tutti gli emigrati e ribelli.

5) Centralizzazione del credito nelle mani dello Stato attraverso una banca nazionale dotata di capitale di Stato e monopolio assoluto.

6) Centralizzazione di ogni mezzo di trasporto nelle mani dello Stato.

7) Moltiplicazione delle fabbriche nazionali, degli strumenti di produzione, dissodamento e miglioramento dei terreni secondo un piano sociale.

8) Uguale obbligo di lavoro per tutti, costituzione di eserciti industriali, specialmente per l’agricoltura

9) Unificazione dell’esercizio dell’agricoltura e dell’industria, misure volte ad abolire gradualmente la contrapposizione di città e campagna.

10) Educazione pubblica e gratuita di tutti i bambini. Abolizione del lavoro dei bambini nelle fabbriche nella sua forma attuale. Unire educazione e produzione materiale, ecc. ecc. ».

Tra i dieci punti espressi qui sopra, molti sono già stati implementati sia negli Stati Uniti che negli altri Paesi Occidentali, per spostare sempre più a Sinistra ciascuno Stato, con la meta finale di stabilire un controllo politico da parte del Comunismo.

In superficie, i comunisti sostengono alcune cose positive; tuttavia, il loro obiettivo non è il benessere nazionale, ma piuttosto il potere politico.

Non è sbagliato per le persone cercare la felicità e il progresso, ma quando certi ‘-ismi’ diventano ideologie politiche e iniziano a sostituire e rifiutare i valori e le credenze morali tradizionali, si trasformano in strumenti che lo Spettro del Comunismo utilizza per guidare le persone verso la degenerazione e la distruzione.

3. Incitare all’odio e provocare conflitti è la costante di ogni politica comunista

Come esposto all’inizio di quest’opera, in realtà il “Comunismo” non è altro che uno spettro malvagio fondato sull’odio. Lotta e odio sono quindi le componenti più importanti delle politiche comuniste e socialiste.

Mentre sparge e fomenta odio per arrivare a dividere le persone, allo stesso tempo il Comunismo corrompe la moralità umana con l’obiettivo di appropriarsi del potere politico e stabilire la propria dittatura; a questo fine, lo strumento principale di cui si serve è quello mettere gli individui l’uno contro l’altro.

Il primo capitolo delle Opere Scelte di Mao Zedong del 1925 è intitolato “Analisi delle classi nella società cinese” e, infatti, inizia con la frase: «Quali sono i nostri amici e quali i nostri nemici? Ecco un problema che per la rivoluzione ha la massima importanza»[12].

Il Comunismo crea arbitrariamente concetti di “classe” dove non esistono per poi incitare questi gruppi – da esso arbitrariamente creati e messi in contrapposizione fra loro – a lottare gli uni contro gli altri.

Si tratta di una tecnica che funziona da vera e propria “bacchetta magica” nell’ascesa al potere di ogni comunista: innanzitutto, per promuovere la propria causa, ogni partito comunista si “appropria” di certi problemi sociali, derivanti dal declino dei valori morali; quindi afferma che la causa principale di tali problemi sia la struttura della società (non certo la debolezza morale degli esseri umani); infine, identifica e bolla come “oppressori” determinate classi sociali per poi aizzare “il popolo” alla lotta contro di loro, presentandola come la soluzione “magica” ai mali della società.

L’odio e la lotta della politica comunista non si limitano all’antagonismo tra lavoratori e imprenditori/padroni; ad esempio il leader comunista Fidel Castro sosteneva che il nemico del popolo cubano fosse la corruzione dell’allora presidente Fulgencio Batista e del suo clan;  inoltre per Castro la fonte di ogni disuguaglianza e ingiustizia era una presunta oppressione da parte dei grandi latifondisti proprietari. Per i rivoluzionari la soluzione era rovesciare i cosiddetti “oppressori”, promettendo ai cubani “l’uguaglianza”, (salvo poi tradire invariabilmente tale promessa). I comunisti riuscirono a prendere possesso di Cuba nel 1959.

In Cina, la cosiddetta “innovazione sociale” di Mao Zedong, invece, prometteva ai contadini la proprietà della terra; ai lavoratori la proprietà delle fabbriche; agli intellettuali la libertà, la pace e la democrazia. Questo scatenò la rivolta dei contadini contro i proprietari terrieri, dei lavoratori contro gli imprenditori e degli intellettuali contro il governo, portando il Partito Comunista Cinese al potere.

Ancora: in Algeria, il leader comunista Ahmed Ben Bella scatenò l’odio tra diverse religioni e gruppi etnici —  musulmani contro cristiani, arabi contro francesi — proiettando il dittatore comunista Ben Bella al potere nella nazione nordafricana[13].

In Occidente, tuttavia, il meccanismo fin qui esposto non è altrettanto semplice da applicare.

I padri fondatori degli Stati Uniti, ad esempio, hanno costruito il Paese basandosi sui principi di una Costituzione che deve essere conosciuta e rispettata da ogni cittadino; la famiglia, la chiesa e la comunità, inoltre, rappresentano dei forti legami — come in tutto l’Occidente — che sottraggono importanza al concetto di classe sociale nell’accezione marxista e rendono (o perlomeno rendevano, una volta) difficoltoso l’innesco delle dinamiche fondamentali della lotta di classe.

Lo Spettro, perciò, sfrutta ogni opportunità per seminare divisione anche in Occidente. Alcuni esempi: si è servito dei sindacati per esasperare radicalizzare normali disaccordi tra dipendenti e datori di lavoro; ha sfruttato le esistenti divisioni razziali (che negli USA rappresentavano un problema sociale reale) per spingere afroamericani, musulmani, asiatici e ispanici a muovere guerra contro “i bianchi”; ha i fomentato i naturali contrasti di genere radicalizzando il movimento per i diritti delle donne in chiave femminista, al fine di distruggere la struttura sociale tradizionale fondata sulla famiglia; ha creato dal nulla nuovi motivi di divisione facendo leva sull’orientamento sessuale e sfruttando il movimento LGBT, inventando persino nuovi generi, così da estremizzare il livello di violenza del conflitto sociale.

La divisione è, come risulta più evidente in Occidente, l’arma preferita dell’ideologia marxista/postmarxista, che divide i credenti di diverse religioni e usa la “diversità culturale” per attaccare la cultura e il patrimonio tradizionale dell’Occidente. Lo Spettro del Comunismo crea divisioni tra persone di diverse nazionalità, ad esempio sostenendo i “diritti” degli immigrati clandestini, così facendo innesca conflitti tra stranieri e cittadini (mettendo gli immigrati ed il popolo in generale contro le forze dell’ordine e la legge).

In una società così “atomizzata”, anche un solo passo falso può portare allo scontro, sia a livello individuale che collettivo, come dimostrato dal fatto che in Occidente il conflitto sociale sia diventato una condizione normale all’interno della società; questo è potuto accadere perché il seme dell’odio è stato piantato nel cuore degli individui, in pieno accordo con la “tattica di combattimento” tipica del Comunismo.

D’altra parte, non è affatto un segreto che il Comunismo promuova allo stesso tempo divisione e odio, come spiegava senza mezzi termini Lenin stesso in uno dei suoi più famosi aforismi: «Possiamo e dobbiamo scrivere in una lingua che emani odio, avversione, disprezzo ed emozioni di questo genere, contro chiunque non sia d’accordo con noi»[14].

Da sempre, infatti, le tattiche di lotta politica utilizzate dallo Spettro in Occidente impiegano il pretesto di ogni sorta di cosiddetta “giustizia sociale” per incitare all’odio e fomentare il conflitto sociale. Alcuni eventi accaduti negli Stati Uniti forniscono in questo senso casi di studio da manuale

• 1931: nel caso “Scottsboro Boys”, nove ragazzi afroamericani furono accusati di aver violentato due donne bianche in Alabama, scatenando gravi conflitti razziali in tutto il Paese. Il Partito Comunista degli Stati Uniti entrò in azione, chiedendo giustizia per i neri americani e attirando così facendo numerosi seguaci, tra cui figurava Frank Marshall Davis, attivista comunista e futuro mentore di Barack Obama[15].
Secondo il professor Paul Kengor (docente di scienze politiche al Grove City College della Pennsylvania), l’obiettivo dei comunisti americani nel caso degli Scottsboro Boys non era soltanto quello di aumentare la propria influenza sulla popolazione nera e tra gli attivisti della “giustizia sociale”, quanto quello di screditare gli Stati Uniti l’America ed etichettarli come patria delle disuguaglianze e della discriminazione razziale. Per gli attivisti, tali ingiustizie erano le condizioni prevalenti in tutto il Paese; la soluzione? Promuovere il Comunismo come l’unico mezzo per liberare gli americani da questo sistema “patologico e malvagio”[16].

•1935: scoppia una rivolta tra le comunità nere ad Harlem, New York: si erano diffuse delle voci che un adolescente di colore era stato picchiato a morte dopo essere stato arrestato per taccheggio. Secondo Leonard Patterson, un ex iscritto al Partito Comunista degli Stati Uniti, che aveva avuto un ruolo nell’incidente, il PCUSA colse al volo l’occasione per organizzare proteste con esponenti delle comunità nere, e descrisse come i comunisti fossero stati specificamente addestrati alle tattiche leniniste di istigazione ed estremizzazione del conflitto. Nello specifico, Patterson spiega come avessero imparato a trasformare normali proteste in vere e proprie rivolte da guerriglia urbana, oltre a creare deliberatamente scontri violenti “gratuiti”[17].

•1992: un filmato mostra Rodney Glen King, un tassista afroamericano di Los Angeles, duramente picchiato nel corso dell’arresto per guida in stato di ebbrezza da alcuni agenti di polizia “di razza caucasica”, che aveva provocato una volta sceso dal suo taxi. Il pestaggio venne trasmesso in televisione e, dopo il verdetto di assoluzione degli agenti di polizia (due dei quali successivamente sarebbero stati condannati), nel momento in cui i manifestanti stavano per disperdersi spontaneamente, “improvvisamente” un cartellone pubblicitario di grandi dimensioni fanò su un’auto di passaggio. Ne seguì una violentissima rivolta: incendi, scontri e saccheggi misero a ferro e fuoco Los Angeles per sei giorni. Il bilancio fu di 62 morti e 2.373 feriti; la rivolta venne fermato solo grazie all’intervento congiunto di tre corpi delle forze armate (Guardia Nazionale, Esercito e Marines)[18].
Alla domanda sulla partecipazione di gruppi comunisti alla rivolta, lo sceriffo della contea di Los Angeles Sherman Block, rispose di non aver alcun dubbio sul loro coinvolgimento. Nel corso dei giorni degli eventi, infatti, vennero ritrovati, nelle strade e nelle scuole, volantini diffusi da vari gruppi comunisti, come il Partito Comunista Rivoluzionario, il Partito Socialista dei Lavoratori, il Partito del Lavoro Progressista e il Partito Comunista USA. Nei volantini le frasi che inneggiavano alla rivolta non mancavano: «Vendetta contro la sentenza King!»; « Tira fuori le armi!»;    «Che i soldati si uniscano agli operai!». Secondo un funzionario della polizia di Los Angeles, i volantini avevano iniziato ad essere distribuiti ancor prima che la sentenza fosse stata pronunciata in tribunale[19].

Tempo addietro Lenin aveva insegnato ai comunisti: «Manifestazioni, manifestanti, guerriglia urbana, squadre di rivoluzionari, queste sono le fasi di sviluppo della rivolta popolare»[20].

La molteplicità di forme che, attualmente, assumono le organizzazioni che incitano alla rivolta ed alla violenza nella società occidentale hanno tutte una origine comunista, come le seguenti: Indivisible, Anti-Fascist (Antifa), Stop Patriarchy, Black Lives Matter, Refuse Fascism. L’organizzazione Antifa, in particolare, è composta da persone dalle varie inclinazioni comuniste: anarchici, socialisti, liberali, socialdemocratici e simili; l’organizzazione statunitense Refuse Fascism è in realtà un gruppo di estrema Sinistra, fondato dal presidente del Partito Comunista Rivoluzionario USA; sono stati coinvolti in numerose proteste violente, organizzate su larga scala al fine di sovvertire il risultato delle elezioni presidenziali del 2016, che hanno visto vincitore il candidato repubblicano Donald J. Trump[21].

Dietro la maschera della difesa della “libertà di parola”, simili organizzazioni lavorano senza sosta per provocare conflitti di ogni sorta all’interno delle diverse società occidentali. Per capire i loro veri obiettivi, è sufficiente a una direttiva che il Partito Comunista USA ha emanato ai propri iscritti e che è stata riportata in una relazione del Parlamento degli Stati Uniti nel 1956:

«Gli iscritti e le organizzazioni di prima linea devono senza sosta umiliare, screditare e degradare le nostre critiche […] Quando i nostri oppositori esagerano, etichettateli come “fascisti”, “nazisti” o “anti-semiti” […] Associate costantemente chiunque si opponga a noi a delle accezioni in qualsiasi modo negative: in questo modo, dopo un numero sufficiente di ripetizioni, questi accostamenti negativi diverranno dei “fatti” nella mente dell’opinione pubblica»[22].


Note bibliografiche

[1] Emily Ekins and Joy Pullmann, “Why So Many Millennials Are Socialists,” The Federalist, February 15, 2016,  http://thefederalist.com/2016/02/15/why-so-many-millennials-are-socialists/.

[2] Steven Erlanger, “What’s a Socialist?” New York Times, June 30, 2012, https://www.nytimes.com/2012/07/01/sunday-review/whats-a-socialist.html.

[3] Werner Sombart, P. M. Hocking, Why is There no Socialism in the United States? Palgrave Macmillan; 1st ed. (1976 edition)

[4] Harold Meyerson,“Why Are There Suddenly Millions of Socialists in America? ”The Guardian, February 19, 2016, https://www.theguardian.com/commentisfree/2016/feb/29/why-are-there-suddenly-millions-of-socialists-in-america.

[5] Emily Ekins and Joy Pullmann, “Why So Many Millennials Are Socialists,” The Federalist, February 15, 2016,  http://thefederalist.com/2016/02/15/why-so-many-millennials-are-socialists/.

[6] Milton Friedman, Rose D. Friedman, Free to Choose: A Personal Statement, Mariner Books, reprint edition. (November 26, 1990)

[7] Matthew Vadum, “Soros Election-Rigging Scheme Collapses: The Secretary of State Project’s death is a victory for conservatives,” FrontPage Magazine, July 30, 2012, https://www.frontpagemag.com/fpm/139026/soros-election-rigging-scheme-collapses-matthew-vadum.

[8] Rachel Chason, “Non-Citizens Can Now Vote in College Park, Md.,” Washington Post, September 13, 2017, https://www.washingtonpost.com/local/md-politics/college-park-decides-to-allow-noncitizens-to-vote-in-local-elections/2017/09/13/2b7adb4a-987b-11e7-87fc-c3f7ee4035c9_story.html?utm_term=.71671372768a.

[9] Luo Bingxiang, Western Humanism and Christian Thought, Furen Religious Research

[10] Brad Stetson, Joseph G. Conti, The Truth About Tolerance: Pluralism, Diversity and the Culture Wars (InterVarsity Press, 2005), 116.

[11] California Code, Health and Safety Code 1439.50. https://codes.findlaw.com/ca/health-and-safety-code/hsc-sect-1439-50.html

[12] Mao Zedong, “Analysis of the Classes in Chinese Society,” Selected Works of Mao Tse-tung: Vol. I, Foreign Languages Press, Beijing, China.

[13] G. Edward Griffin, Communism and the Civil Rights Movement, https://www.youtube.com/watch?v=3CHk_iJ8hWk&t=3s.

[14] Bilveer Singh, Quest for Political Power: Communist Subversion and Militancy in Singapore (Marshall Cavendish International (Asia) Pte Ltd, 2015).

[15] G. Edward Griffin, “Communism and the Civil Rights Movement,” https://www.youtube.com/watch?v=3CHk_iJ8hWk&t=3s.

[16] Ibid.

[17] Leonard Patterson, “I Trained in Moscow for Black Revolution,” https://www.youtube.com/watch?v=GuXQjk4zhZs&t=1668s.

[18] William F. Jasper, “Anarchy in Los Angeles: Who Fanned the Flames, and Why?” The New American, June 15, 1992, https://www.thenewamerican.com/usnews/crime/item/15807-anarchy-in-los-angeles-who-fanned-the-flames-and-why.

[19] Chuck Diaz, “Stirring Up Trouble: Communist Involvement in America’s Riots,” Speak up America, http://www.suanews.com/uncategorized/the-watts-riots-ferguson-and-the-communist-party.html.

[20] V. I. Lenin, The Revolutionary Army and the Revolutionary Government, https://www.marxists.org/archive/lenin/works/1905/jul/10.htm

[21] Blake Montgomery, “Here’s Everything You Need To Know about the Antifa Network That’s Trying To Solidify A Nazi-Punching Movement,” BuzzFeed News, September 7, 2017, https://www.buzzfeed.com/blakemontgomery/antifa-social-media?utm_term=.byGA2PEkZ#.hd4bxVe0B

[22] 1956 Report of the House Committee on Un-American Activities (Volume 1, 347), quoted from John F. McManus, “The Story Behind the Unwarranted Attack on The John Birch Society,” The John Birch Society Bulletin (March 1992), https://www.jbs.org/jbs-news/commentary/item/15784-the-story-behind-the-unwarranted-attack-on-the-john-birch-society.

 
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