Falun Gong: dopo 19 anni di persecuzione subita, «siamo più ottimisti»

Diciannove anni sono più che sufficienti perché cresca una generazione. Tuttavia la stessa generazione di persone sta continuando a recarsi a Washington, lo stesso giorno ogni anno, per chiedere la fine della persecuzione della pratica spirituale del Falun Gong in Cina, una repressione che dura da 19 anni. E alcuni di loro, portano con se i figli nati durante questi anni.

Quest’anno, circa 600 praticanti del Falun Gong si sono radunati ancora una volta presso il Monumento di Washington per una giornata di attività che ha incluso dimostrazioni degli esercizi di meditazione, interventi su un palco, e una veglia commemorativa a lume di candela.

In qualche modo simile al buddismo, la pratica del Falun Gong comprende 5 esercizi meditativi e implica il vivere in accordo con i principi di verità, compassione, tolleranza. Vedendo che la pratica aveva attratto circa 100 milioni di persone, e temendo che il popolo cinese potesse preferire i suoi insegnamenti morali tradizionali all’ideologia comunista, il 20 luglio 1999, l’allora leader del Partito comunista cinese ha lanciato una campagna di persecuzione per sradicarla.

Ad oggi è stato accertato che oltre 4236 praticanti del Falun Gong sono morti in seguito a torture e abusi; tuttavia, vista la difficoltà con cui le informazioni fuoriescono dalla Cina, si stima che il numero delle vittime sia in realtà molto più alto. Inoltre, un numero sconosciuto (ma, si teme, spaventosamente grande) di praticanti del Falun Gong sono stati uccisi per i loro organi. Molti sono ancora in prigione e potrebbero essere uccisi in qualsiasi momento.

Xueye Zhu partecipa al 19° anniversario dell’inizio della persecuzione del Falun Gong, il 20 luglio 1999, al Monumento di Washington. (Samira Bouaou/The Epoch Times)

È per questo motivo che Zhu Xueye, un ingegnere di 53 anni di New York, ha continuato ad andare a Washignton quasi ogni anno negli ultimi 19 anni.

Zhu ha spiegato: «Nei primi anni pensavamo che la persecuzione sarebbe finita presto, poiché è palese come sia sbagliata. Pensavamo che il mondo intero ci avrebbe aiutato a fermarla».

Zhu non si sarebbe mai aspettato che la persecuzione sarebbe durata cosi a lungo, fino a quando non ha capito che il Pcc aveva ridotto al silenzio il mondo libero con il denaro. E parte di quel denaro era forse il ‘ricavato’ dell’industria del prelievo forzato di organi.

Tuttavia, ora sta diventando sempre più ottimista: «Osservando la storia si può notare che non è mai successo che le persecuzioni delle fedi rette si siano concluse grazie al potere politico di un qualche regime, che ha fermato la repressione. Le persecuzioni, invece, sono sempre finite perché il potere della retta fede ha reso impossibile il perdurare della persecuzione stessa».

Zhu crede che presto il Partito comunista cinese raggiungerà il suo punto critico e collasserà.

Articolo in inglese: Nineteen Years Onwards, ‘We Are More Optimistic’

Traduzione di Marco D’Ippolito

 

 
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