Expo, la parola alla gente: «Cosa ne pensa degli scontri del primo maggio?»

L’apertura dei cancelli di Expo si è accompagnata alla guerriglia urbana nelle vie del centro del capoluogo lombardo. Come hanno vissuto gli scontri e le violenze i volontari e i visitatori? Epoch Times ha cercato di scoprire i loro punti di vista.

Cosa ne pensa degli scontri avvenuti in centro a Milano il primo maggio?

Antonio Rossi, campione olimpionico e mondiale di Canoa Kayak

Penso che sia il diritto di tutti di contestare, però c’è modo e modo. Arrecare del danno a persone, che siano macchine, banche… secondo me non è questo il modo di manifestare. Forse sarebbe stato meglio contestare quando fu deciso che Expo sarebbe venuto a Milano; contestare il giorno dell’apertura non credo abbia molto senso.

 

Giuseppe Lippolis, musicista


È una farsa che i black bloc contestino contro quello e quell’altro. Si può contestare anche 24 ore su 24, ma non si deve usare la violenza. Purtroppo però in Italia tutto fa spettacolo nella negatività.

 

Roberto Villa, visitatore expo da Roma

Contestare è lecito, distruggere un po’ meno. Finché c’era gente che suonava il piffero e manifestava civilmente il proprio dissenso non vedo nulla di strano. Anzi se non ci fosse vorrebbe dire che c’è un problema di soffocamento delle voci dissonanti dal coro, ma un’altra cosa è sfasciare l’orchestra.

 

Erika Fortuna e Ivan Serra, volontari expo

Erika: è stata una vigliaccata orrenda fatta ad una città che si era preparata per essere accogliente. Io non sono di Milano, mi sono trasferita solo da sei mesi e questa è una cosa che me l’ha fatta sentire mia, provo molta solidarietà per Milano. La manifestazione in sé ha anche senso, ma come sempre c’è chi vuol far violenza, che vuole poi rovinare il senso della manifestazione, in questo caso il dissenso per l’Expo… fa passare anche i manifestanti pacifici dalla parte del torto. Se io fossi stata una manifestante mi sarei arrabbiata, questi non c’entrano niente con la manifestazione, vengono solo a fare casino.

Ivan: penso che sia legittimo manifestare, per dare spazio ad altre considerazioni, come quelle degli sprechi, e la situazioni di soldi… Ritengo che la manifestazione possa essere motivata su alcuni punti di vista, però sul come è stata fatta no… se fosse capitato a me, se mi avessero distrutto la macchina, quella che ho, quella che mi posso permettere e che uso tutte le mattine per andare a lavorare penso che sicuramente mi avrebbe fatto star male.

 

Valentina, studentessa di Napoli

Per quanto riguarda gli scontri… diciamo che hanno tolto qualsiasi diritto di critica all’Expo. A me la manifestazione sembrava molto pacifica, per lo meno per quello che ho visto inizialmente, poi vabbè ci sono stati questi infiltrati, che avevano non so, orologi di marca, scarpe della Nike, quindi poco credibili, sembrava proprio una cosa di branco piuttosto che una cosa mirata ad esprimere un concetto proprio, una critica costruttiva…Parliamo del tema dell’alimentazione sana e poi i partners sono Coca Cola e Mc Donald’s… Nel senso alla fine di contraddizioni ce ne sono ovunque.

 

Luisa, Maria e Vincenza, docenti

Luisa: una vergogna, scandaloso davvero. Soliti teppisti meno male che sono pochi. Per me sono infiltrati comunque. La manifestazione è una cosa a prescindere da tutto quello che è successo.

Maria: siamo anche arrabbiate perché abbiamo saputo che a Bologna sono stati caricati dalla polizia dei docenti che manifestavano, altrettanto vergognoso da parte delle forze dell’ordine.

Vincenza: Io accetto le manifestazioni, è legittimo che ognuno esprima la propria disapprovazione ma non con atti di vandalismo veri e propri, una violenza senza motivazione.

 

Maria Antonietta e Margherita, visitatrici Expo

Maria Antonietta: è stato una delusione… ci sono state persone che ci sono andate sotto e non c’entravano niente. Mettiamoci nei panni di chi ha fatto un mutuo per avere la macchina, chi la usa per andare al lavoro, non è giusto. Si può anche essere contro all’Expo, è stato espropriato tanto terreno.. e vabbè.. però comunque è una vetrina che noi abbiamo per il mondo, ormai è stato fatto e cerchiamo di viverlo al meglio, porta lavoro perché comunque vediamo tanti giovani che lavorano qua dentro, in questo momento così di crisi, bisogna guardare un po’ al lato positivo anche se ci sono quelli negativi. Per i giovani può essere un’opportunità, ci sono solo sei mesi? va bene però in questi sei mesi dà l’occasione di venire a contatto con altre realtà, magari…

Margherita: da una porta si può aprire un portone!

Interviste rivedute per brevità e chiarezza

 
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