Xi non si vede più in Cina: «Colpo di Stato?». Ma per gli esperti sono solo dicerie

Di Eva Fu

Poco più di una settimana fa, il leader cinese Xi Jinping ha intrapreso un viaggio di tre giorni in Asia centrale per rafforzare la sua sfera di influenza. Da allora è rimasto lontano dai riflettori: non ha partecipato a una riunione militare di alto livello e nemmeno all’assemblea annuale delle Nazioni Unite.

Siamo a poche settimane dal 20esimo Congresso nazionale, in cui Xi dovrebbe ottenere un terzo mandato, cosa senza precedenti. Tuttavia, la sua assenza dall’attenzione pubblica risulta ora abbastanza prolungata da attirare l’attenzione degli osservatori politici più attenti, e alcuni hanno persino ipotizzato che sia stato messo agli arresti domiciliari.

Il 24 settembre, Xi Jinping era uno dei principali argomenti di tendenza su Twitter. Il suo nome è apparso negli hashtag più di 42 mila volte e il termine ‘colpo di Stato in Cina’ è circolato per 9.300 volte sulla piattaforma.

«Nuova voce da verificare: Xi jingping [sic] è agli arresti domiciliari a Pechino?», ha scritto Subramanian Swamy, ex ministro del governo indiano e membro del Parlamento fino ad aprile.

Queste speculazioni nascono anche sulla scia del fatto che i cittadini cinesi hanno notato cancellazioni di massa dei voli in tutto il Paese. Quasi 10.000 voli – quasi due terzi di quelli previsti per la giornata – sono stati cancellati sabato, lo stesso giorno in cui a Pechino si è tenuta una conferenza chiave sulla difesa nazionale e la riforma militare. Weibo, la principale piattaforma di social media cinese, ha rapidamente censurato le discussioni sulla cancellazione dei voli, definendole «dicerie».

Xi, che è tornato nella capitale cinese il 16 settembre dopo aver incontrato il russo Vladimir Putin in occasione di un vertice regionale in Asia centrale, non si è presentato all’incontro di Pechino, ma ha dato istruzioni affinché le forze armate si concentrino sulla preparazione alla guerra. Non era presente nemmeno Wei Fenghe, il generale militare cinese da lui scelto e attualmente in carica come ministro della Difesa nazionale.

Ministro difesta cinese
Il ministro della Difesa cinese Wei Fenghe (davanti a sinistra) partecipa al vertice del Dialogo di Shangri-La a Singapore il 12 giugno 2022. (Roslan Rahman/AFP via Getty Images)

Da allora, le sue attività pubbliche sono consistite principalmente in una lettera di auguri in occasione della Festa del raccolto dei contadini cinesi, il 22 settembre, e in un’altra, il giorno successivo, indirizzata al media statale cinese China News Service, per congratularsi con l’emittente per il suo 70esimo anniversario.

Nessun importante organo di stampa o funzionario cinese ha voluto smentire queste voci, ma la portata delle speculazioni, per quanto infondate, riflette un certo grado di rabbia all’interno del Paese, secondo alcuni analisti.

«È una dimostrazione di malcontento», ha dichiarato a Epoch Times Wang He, un commentatore statunitense che si occupa di attualità cinese. «Sembra che le persone stiano contando i giorni fino a quando perderà il potere».

Sebbene Xi non si sia ancora affatto assicurato ufficialmente il suo terzo mandato, molte persone comunque non accettano l’idea della sua permanenza al potere.

L’analista cinese Gordon Chang ritiene improbabile un colpo di Stato, sottolineando la mancanza di prove a sostegno di questa teoria.

«Non credo che ci sia stato un colpo di Stato», ha dichiarato a Epoch Times. «Perché se ci fosse stato un colpo di Stato, avremmo visto, ad esempio, molti veicoli militari nel centro di Pechino. Non ci sono state segnalazioni in tal senso. Inoltre, probabilmente ci sarebbe stata una dichiarazione di legge marziale che non si è verificata».

«Sembra quindi che stia accadendo qualcosa, ma non sappiamo esattamente cosa», ha aggiunto, aggiungendo che l’unica cosa che può dissipare tali speculazioni è che Xi venga a parlare in pubblico.

Zhang Tianliang, scrittore e autore del libro in lingua cinese China’s Path to Peaceful Transition (Il percorso della Cina per una pacifica transizione), ha liquidato la teoria degli arresti domiciliari come non conforme al buon senso.

Durante la scorsa settimana, sei alti funzionari cinesi, tra cui due ex funzionari di gabinetto, sono stati condannati a pesanti pene per reati legati alla corruzione, aggiungendosi quindi alla serie di funzionari epurati nel corso della campagna anti-corruzione lanciata da Xi dopo il suo insediamento alla fine del 2012.

Quindi, ‘come potrebbe Xi essere in grado di punirli se ha perso la presa sul potere?’, si è chiesto Zhang nella sua trasmissione del 22 settembre.

Il fatto che Xi faccia o meno un’apparizione in pubblico, tuttavia, ha poco significato, ha sostenuto Wang, notando che non è la prima volta che Xi si rende protagonista di un’assenza così prolungata dall’attenzione pubblica.

Per Wang, il viaggio all’estero di Xi in vista del congresso del Partito è in realtà una dimostrazione di sicurezza: «Senza una garanzia assoluta, quest’uomo non si assumerebbe facilmente dei rischi».

 

Articolo in inglese: Xi’s Absence From Public Eye Ahead of Third Term Bid Sets Rumors Flying

 
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