V. La collusione di Jiang Zemin con il Partito comunista cinese per perseguitare il Falun Gong

Introduzione

La sig.ra Zhang Fuzhen, di 38 anni circa, era un’impiegata del Parco di Xianhe, nella Città di Pingdu, Provincia di Shandong, Cina. Si era recata a Pechino nel Novembre del 2000 per appellarsi per il Falun Gong ed è stata poi rapita dalle autorità. Secondo informazioni interne, la polizia ha torturato e umiliato Zhang Fuzhen, spogliandola e strappandole completamente i capelli. L’hanno legata a un letto a braccia e gambe aperte, e l’hanno costretta a fare i suoi bisogni fisiologici sul letto. Più tardi, la polizia le ha praticato un’iniezione di una droga velenosa sconosciuta. Dopo l’iniezione, Zhang è stata talmente sopraffatta dal dolore e stava quasi per impazzire. Ha lottato con il dolore sul suo letto finché non è morta. Al completo svolgersi dei fatti sono stati testimoni i funzionari dell’Ufficio 610 locale (notizia pubblicata sul sito web “Minghu” il 31 maggio 2004).

La sig.ra Yang Lirong, 34 anni, abitava in Via Beimen, nella Città di Dingzhou, Prefettura di Baoding, Provincia di Hebei. La sua famiglia è stata spesso molestata e minacciata dalla polizia perché praticava il Falun Gong. L’8 febbraio 2002, dopo un’irruzione notturna della polizia, il marito della sig.ra Yang, un autista dell’Ufficio Norme & Meteorologia, è rimasto traumatizzato per la paura di perdere il suo lavoro. Non riusciva più a sopportare la tremenda pressione che le autorità esercitavano su di lui. All’alba del mattino successivo, approfittando dell’assenza dei suoi anziani genitori, usciti di casa, ha strangolato sua moglie. La tragica morte di Yang Lirong, ha lasciato orfano un figlio di 10 anni. Subito dopo, suo marito ha riferito l’episodio alle autorità, e la polizia si è affrettata sulla scena del delitto per condurre un’autopsia sul corpo della sig.ra Yang, ancora caldo. Hanno asportato molti organi dal suo corpo. Mentre li stavano asportando, il suo corpo irradiava ancora calore e sanguinava in continuazione. Una persona dell’Ufficio di Pubblica Sicurezza ha dichiarato: “Questa non è l’autopsia di un cadavere; stiamo facendo una vivisezione!”(notizia pubblicata sul sito web Minghui del 22 settembre 2004).

Nel campo di lavoro Wanjia, nella Provincia di Heilongjiang una donna al settimo mese di gravidanza era stata appesa ad una trave. Le erano state legate le mani con una corda ruvida che pendeva da una puleggia appesa alla trave. Quando tolsero lo sgabello che la sorreggeva, rimase appesa in aria. La trave era a 3-4 metri dal suolo. Una parte della corda passava attraverso la puleggia, l’altra parte era tenuta dalle guardie della prigione. Quando le guardie tiravano la corda, veniva sospesa in aria; quando i poliziotti lasciavano andare la corda, precipitava al suolo. La donna incinta, ha subito questa tortura dolorosa, finché non ha avuto un aborto. Ma la cosa più crudele è stato costringere il marito ad assistere alla tortura di sua moglie (da un rapporto pubblicato il 15 novembre 2004 sul sito web Minghui, un’intervista con la sig.ra Wang Yuzhi, torturata per più di 100 giorni nel campo di lavoro forzato di Wanjia).

Queste impressionanti tragedie sono successe nella Cina odierna.  Sono accadute ai praticanti del Falun Gong che sono brutalmente perseguitati e sono solo alcune delle innumerevoli forme di tortura utilizzate in questi cinque anni di continua persecuzione.

Da quando la Cina ha iniziato le riforme economiche alla fine degli anni 70 il PCC si è sforzato di costruirsi un’immagine positiva e liberale presso la comunità internazionale. Tuttavia la persecuzione contro il Falun Gong, che negli ultimi cinque anni è stata sanguinaria, irrazionale, estesa, veemente e brutale, ha permesso alla comunità internazionale di vedere una volta ancora la vera faccia del PCC e la più grande vergogna tra le violazione dei diritti umani del PCC. Il grande pubblico in Cina, sotto l’illusione che il PCC fosse migliorato e stesse progredendo, si è abituato a dare la colpa delle atrocità commesse dal sistema legale cinese e dell’applicazione delle leggi al basso livello morale della polizia. Tuttavia la brutale e sistematica persecuzione contro il Falun Gong è onnipresente a ogni livello della società cinese e ha spezzato completamente l’illusione di un miglioramento sul tema dei diritti umani. Molte persone stanno riflettendo ora su come una tale persecuzione sanguinaria e vergognosa sia potuta accadere in Cina. Proprio quando l’ordine sociale pareva essersi nuovamente stabilizzato dopo il caos della Grande Rivoluzione Culturale avvenuto 20 anni prima, come mai siamo entrati in un altro periodo da incubo? Per quale motivo il Falun Gong, che sostiene i principi di Verità, Compassione e Tolleranza, diffuso in più di 60 paesi del mondo, sta subendo la persecuzione solo in Cina e non in un qualche altro posto del mondo? In questa persecuzione qual è la relazione tra Jiang Zemin e il PCC?

A Jiang Zemin mancano sia le capacità che l’integrità morale. Senza una macchina della violenza ben collaudata come il PCC, che pone le sue radici nei massacri e nelle menzogne, non sarebbe mai stato in grado di lanciare questo genocidio, esteso a ogni parte della Cina e che si è diffuso anche all’estero. Allo stesso tempo il PCC non sarebbe andato facilmente contro la corrente storica e l’ambiente creato dalle recenti riforme economiche e dai tentativi di collegarsi con il resto del mondo; poteva realizzarlo solo un dittatore egocentrico come Jiang Zemin, molto determinato a percorrere questa via. La collusione e la risonanza tra Jiang Zemin e lo spirito malvagio del PCC hanno amplificato le atrocità della persecuzione a un livello senza precedenti. È simile al modo in cui la risonanza del suono dell’attrezzatura di uno scalatore sulla neve accumulata può causare una valanga con conseguenze disastrose.

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