Usa sanzionano un funzionario cinese coinvolto nella persecuzione del Falun Gong

Di Eva Fu

Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato sanzioni contro un funzionario del Partito Comunista Cinese per il suo ruolo nella persecuzione del Falun Gong, mentre la brutale soppressione della pratica spirituale da parte del regime di Pechino si avvicina al suo 22° ‘anniversario’.

Le sanzioni impediranno a Yu Hui, ex direttore dell’agenzia specificamente incaricata di perseguitare il Falun Gong nella città di Chengdu, nella provincia del Sichuan, di entrare negli Stati Uniti. La misura si estende anche ai suoi parenti più stretti.

«Continueremo a considerare tutti gli strumenti appropriati per far assumere le proprie responsabilità ai responsabili delle violazioni dei diritti umani e degli abusi in Cina e altrove», ha dichiarato il segretario di Stato Antony Blinken in una conferenza stampa, mentre annunciava la pubblicazione del rapporto annuale del Dipartimento di Stato sulla libertà religiosa internazionale, che cita gli arresti arbitrari, le irruzioni nelle case, la discriminazione sociale e il prelievo forzato di organi dai praticanti del Falun Gong.

Blinken ha dichiarato che le sanzioni sono state imposte a Yu per il suo coinvolgimento in «gravi violazioni dei diritti umani, in particolare la detenzione arbitraria di praticanti del Falun Gong per il loro credo spirituale».

L’organizzazione presieduta da Yu è nota come Ufficio 610, un’agenzia extralegale creata poco prima dell’inizio della persecuzione del Falun Gong con l’obiettivo esplicito di portare avanti la brutale campagna. L’organizzazione esercita un’enorme influenza all’interno del Partito e gode di un potere incontestato per perseguitare le minoranze religiose. Yu ha diretto la filiale di Chengdu a partire dal 2016 e fino a febbraio del 2018.

La disciplina spirituale del Falun Gong comprende tre principi fondamentali – verità, compassione e tolleranza – insieme a una serie di esercizi di meditazione. Il suo fondatore, Li Hongzhi, ha introdotto la pratica nella città nord-orientale cinese di Changchun nel 1992, e da allora il Falun Gong ha attirato almeno 70 milioni di praticanti attraverso il passaparola. Tuttavia, il regime cinese, sentendosi minacciato dalla popolarità della pratica, ha avviato una campagna di persecuzione nel luglio 1999 con l’obiettivo di spazzare via questa fede dalla Cina.

Le sanzioni del Dipartimento di Stato sono peraltro arrivate un giorno prima della Giornata Mondiale della Falun Dafa, che segna l’anniversario dell’introduzione della pratica al pubblico 29 anni fa, così come il 70° compleanno del signor Li.

Praticanti del Falun Gong meditano nel Central Park di New York, il 10 maggio 2014. (Dai Bing/The Epoch Times)

Le sanzioni rendono Yu il secondo funzionario cinese punito da Washington per la persecuzione dei praticanti del Falun Gong. Nel dicembre 2020, l’amministrazione Trump ha infatti sanzionato Huang Yuanxiong, un capo della polizia nella provincia del Fujian, per «violazioni particolarmente gravi della libertà religiosa dei praticanti del Falun Gong». Una scelta compiuta in occasione della Giornata internazionale dei diritti umani.

Secondo Erping Zhang, portavoce del Falun Dafa Information Center di New York, la decisione degli Stati Uniti «invierà sicuramente un potente messaggio alla Cina che il mondo sta guardando e che ci saranno conseguenze reali per la persecuzione dei praticanti del Falun Gong. Man mano che la notizia si diffonde tra l’apparato di sicurezza [del Partito Comunista Cinese, ndt], molto probabilmente farà sì che alcuni ci pensino due volte a perpetrare ulteriori abusi».

Anche Sam Brownback, ex ambasciatore degli Stati Uniti per la libertà religiosa internazionale, ha lodato in maniera simile la mossa di Blinken: «Penso che mandi un segnale molto forte alla Cina. Manda il segnale che non permetteremo loro di farla franca con questa guerra contro la fede».

L’Organizzazione mondiale per indagare sulla persecuzione del Falun Gong, un’organizzazione con sede negli Stati Uniti dedita a raccogliere informazioni sulla persecuzione del gruppo spirituale, aveva già indicato Yu come un esecutore della campagna di repressione e documentato due casi di persecuzione che hanno avuto luogo sotto il suo diretto comando.

Tra questi quello di Liu Guiying, un’ingegnere di un’importante azienda statale di telecomunicazioni chiamata China Electronics Technology Group, che è stata condannata a tre anni di prigione nel dicembre 2017 per la sua fede, dopo aver trascorso due anni in detenzione senza processo.

Rappresentazione di uno dei brutali metodi di tortura impiegati dagli agenti del Pcc per costringere i praticanti del Falun Gong a rinunciare alla loro fede. (Minghui.org)

Secondo le informazioni raccolte dall’organizzazione per indagare sulla persecuzione del Falun Gong, il giudice avrebbe confidato in privato all’avvocato della donna: «È stato preordinato dai superiori e non ho modo di evitarlo». Più tardi in prigione, Liu non ha potuto farsi il bagno, lavarsi i capelli, lavarsi i denti o usare la carta igienica.

Pan Xiaojiang, un’assistente giudiziaria del tribunale intermedio del popolo di Nanchong della provincia del Sichuan, è stata invece arrestata nel febbraio 2017 per aver appeso uno striscione in pubblico, secondo Minghui, un sito web creato dai praticanti del Falun Gong negli Stati Uniti per raccogliere testimonianze di prima mano sulla persecuzione in Cina. È stata condannata a quattro anni di prigione dopo essersi dichiarata non colpevole nel giugno 2018.

Mentre Wu Chunlan, una praticante della contea di Jintang nella città di Chengdu, nel sud-ovest della Cina, è stata interrogata 21 volte dopo il suo arresto nel settembre 2016. Dopo tre mesi, metà del suo corpo è rimasto paralizzato, ha riferito Minghui. Suo marito, che all’epoca era in ospedale per gravi condizioni mediche, è morto senza vederla un’ultima volta.

Minghui ha verificato e documentato migliaia di morti per mano del regime. Tuttavia, la piattaforma fa notare che il vero numero di morti è verosimilmente molto più alto, sebbene non possa essere verificato con certezza a causa del rigido controllo del Pcc su tutte le informazioni relative alla persecuzione. Nel frattempo, ricercatori internazionali hanno raccolto prove e informazioni sul prelievo forzato di organi dai praticanti del Falun Gong, che hanno descritto come un «genocidio a freddo».

Nel 2020, oltre 15 mila praticanti hanno subito arresti o molestie, con più di 600 persone condannate al carcere, secondo Minghui. La persona più anziana tra quelle condannate aveva 88 anni.

 

Articolo in inglese: US Sanctions Chinese Official for Persecuting Falun Gong



 
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