Trump ratifica le leggi in sostegno dei manifestanti di Hong Kong

Di Eva Fu

Il 27 novembre, il presidente Donald Trump ha ratificato due disegni di legge sui diritti umani in sostegno dei manifestanti di Hong Kong.

La settimana scorsa, sia il Senato che la Camera hanno approvato l’Hong Kong Human Rights and Democracy Act, che richiede agli Stati Uniti di riconfermare annualmente gli speciali privilegi commerciali concessi a Hong Kong; inoltre la nuova legge apre la strada per l’imposizione di sanzioni sui funzionari cinesi e di Hong Kong responsabili di violazioni dei diritti umani nella Città.

Il Congresso ha anche approvato una legge (S.2710) che vieta la vendita di equipaggiamenti americani per il controllo delle folle alla polizia di Hong Kong, accusata di aver usato la violenza e tattiche troppo pesanti per sedare le manifestazioni.

In un comunicato ufficiale Trump ha dichiarato: «Ho firmato queste leggi con rispetto nei confronti del presidente Xi, della Cina e del popolo di Hong Kong. Sono state promulgate nella speranza che i leader e i rappresentanti di Cina e Hong Kong siano in grado di risolvere amichevolmente le loro divergenze, portando a una pace duratura e a prosperità a tutti».

Ai sensi dell’Hong Kong Human Rights and Democracy Act, il segretario di Stato americano sarà tenuto a certificare ogni anno che Hong Kong sia ancora «sufficientemente autonoma» da giustificare lo status economico speciale concesso dallo United States-Hong Kong Policy Act del 1992.

Il Policy Act ha permesso agli Stati Uniti di trattare Hong Kong diversamente dalla Cina continentale in materia di commercio, investimenti e immigrazione, da quando la città è tornata sotto il dominio cinese nel 1997. Per esempio, la città non è soggetta agli attuali dazi statunitensi sulle importazioni cinesi.

«La legge riafferma e modifica la United States-Hong Kong Policy Act del 1992, chiarisce la politica degli Stati Uniti nei confronti di Hong Kong e rappresenta una valutazione diretta degli sviluppi politici a Hong Kong», ha dichiarato Trump in un altro comunicato.

Il presidente americano ha anche precisato che «alcune disposizioni della legge potrebbero interferire con l’autorità costituzionale del presidente in materia di politica estera degli Stati Uniti», e che il governo statunitense «tratterà ciascuna delle disposizioni della legge in modo coerente con i poteri costituzionali del presidente in materia di politica estera».

Nel frattempo Hong Kong ha assistito a una nuova ondata di proteste dopo la tranquilla giornata del 24 novembre, nella quale lo schieramento pro democratico della città ha ottenuto una vittoria schiacciante nelle elezioni locali, ai danni della classe dirigente pro Pechino.

La reazione dei parlamentari americani e del regime cinese

Il parlamentare Chris Smith, che ha presentato l’Hong Kong Human Rights and Democracy Act alla Camera, ha lodato il presidente per aver firmato il disegno di legge, affermando che l’emanazione della legge «rende abbondantemente chiaro che il governo Trump, il Congresso degli Stati Uniti e il popolo americano sono solidali verso il popolo di Hong Kong», e ha criticato il deterioramento della situazione dei diritti umani in Cina sotto il regime, compreso il «pervasivo uso della tortura», la persecuzione religiosa e il «genocidio» contro gli uiguri nella regione musulmana dello Xinjiang.

«Abbiamo sempre creduto che ogni persona in Cina meriti di più, rispetto alle brutalità che vengono inflitte [dal regime, ndt] e alle sistematiche violazioni dei diritti umani universalmente riconosciuti».

Il senatore Marco Rubio, che ha guidato l’iter legislativo nel Senato, ha dichiarato che la nuova legge fornirà al governo statunitense «nuovi ed efficaci strumenti per scoraggiare ulteriori influenze e interferenze da parte di Pechino negli affari interni di Hong Kong».

«Questa nuova legge non poteva arrivare in un momento più appropriato, per dimostrare il forte sostegno degli Stati Uniti per le libertà che gli hongkonghesi reclamano da lungo tempo».

Pechino ha infatti provato in tutti i modi a impedire che la legge venisse approvata.
Il 20 novembre, subito dopo l’approvazione della legge da parte del Congresso, sette organi del regime cinese hanno criticato aspramente i parlamentari statunitensi per essersi schierati dalla parte dei manifestanti.

Geng Shuang, portavoce del ministero degli Esteri, ha dichiarato il 20 novembre che gli Stati Uniti devono «adottare immediatamente misure per evitare che la proposta diventi legge», oppure affrontare «pesanti conseguenze».

Anche un rappresentante dell’ufficio per Hong Kong del Ministero degli Affari Esteri cinese ha rilasciato un avvertimento simile, che si è concluso con la frase: «Non dite che non vi avevamo avvisati», un’espressione storicamente interpretata come una minaccia di guerra.

Infine Smith ha dichiarato che l’approvazione della legge potrebbe rappresentare un duro colpo per l’economia cinese orientata all’esportazione: «Se perdessero i benefici commerciali per via del mancato rispetto dell’autonomia e dei diritti umani fondamentali, sarebbe un colpo catastrofico per l’economia cinese».

 

Articolo in inglese: Trump Signs Bills in Support of Hong Kong Protesters

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