Trump ottiene la terza nomination al premio Nobel per la pace

Un gruppo di quattro professori di diritto australiano ha nominato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump al premio Nobel per la pace. Questa è la terza nomina ricevuta nelle ultime settimane.

Lunedì, durante un’apparizione virtuale su Sky News, il professor David Flint ha spiegato che la nomina si basa sulla cosiddetta dottrina Trump, o sull’approccio del presidente alla politica estera: «La ‘dottrina Trump’ è così straordinaria, come tante cose che fa Donald Trump; è guidato da due pregi che sembrano essere assenti in tanti politici: uno è il buon senso e l’altro è il essere guidato solo dall’interesse per la nazione, quindi, nelle nostre circostanze, da un interesse per l’alleanza occidentale. E quello che ha fatto la dottrina Trump, è decidere che l’America non sarebbe stata più coinvolta in guerre senza fine, guerre che non ottengono altro che l’uccisione di migliaia di giovani americani e enormi debiti imposti all’America, lasciando irrisolti i problemi nei Paesi in cui si svolge. Quindi sta riducendo la tendenza dell’America a farsi coinvolgere in ogni guerra».

Flint ha anche sottolineato l’approccio non ortodosso di Trump allo stallo in Medio Oriente, dove la maggior parte dei Paesi si rifiutava di trattare con Israele. Tuttavia, diversi Stati arabi, inclusi gli Emirati Arabi Uniti, questo mese hanno annunciato la normalizzazione delle relazioni con Israele, ringraziando Trump per la sua mediazione nella conclusione degli accordi.

«Quello che ha fatto Donald Trump è stato andare contro ogni consiglio, ma lo ha fatto con buon senso, ha negoziato direttamente con gli Stati arabi interessati e Israele e li ha riuniti. E gli Stati arabi e mediorientali, si stanno allineando per unirsi a quella rete di pace che dominerà il Medio Oriente», ha detto Flint.

David Flint, allora presidente dell’Australian Broadcasting Authority, in una fotografia del 2004. (Sky News / AFP tramite Getty Images)

Tra le ragioni per la nomina al premio, Flint ha anche citato come Trump abbia «calmato le tensioni in relazione alla Corea» e si sia ritirato dall’accordo sul nucleare iraniano e dall’accordo sul clima di Parigi.

Trump è stato nominato all’inizio di questo mese da un parlamentare norvegese, che ha citato l’accordo Emirati Arabi Uniti-Israele, e da un legislatore svedese, che ha indicato l’accordo Kosovo-Serbia mediato da Trump.

Quando gli è stato chiesto un commento sulle candidature al Nobel e sulla possibilità di e estendere i propri sforzi diplomatici alle tensioni legate alla Cina, Trump ha riferito ai giornalisti che ne sarebbe onorato e che è certamente disposto a mediare sul caso Cina e India: «So che ora la Cina e l’India, stanno avendo difficoltà molto, molto sostanziali. E si spera che riusciranno a risolverle. Se possiamo aiutare, ci piacerebbe farlo».

In una dichiarazione separata, la Casa Bianca ha affermato che gli accordi di pace in Medio Oriente sono stati «una testimonianza dell’audace diplomazia e visione del presidente Trump che è onorato di essere considerato dal Comitato per il Nobel».

Le nomination riguardano il premio 2021, poiché quelle di quest’anno sono terminate.

Un portavoce del Comitato norvegese per il Nobel, in un e-mail inviata a Epoch Times, ha dichiarato di non poter commentare la nomina di Trump, citando una clausola di riservatezza: «A causa della clausola di riservatezza dei 50 anni, né i nomi dei nominatori, né dei candidati, possono essere divulgati prima che siano trascorsi 50 anni».

 

Articolo in inglese: Trump Gets 3rd Nomination for Nobel Peace Prize

 
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