Trump «estremamente insoddisfatto» dall’accordo sul muro

Il presidente incassa una vittoria parziale sui finanziamenti del Parlamento

Donald Trump ha dichiarato il 12 febbraio di essere «estremamente insoddisfatto» dall’accordo preliminare che è stato raggiunto nei negoziati del Congresso. Tuttavia il presidente americano ha escluso la possibilità di un altro shutdown governativo.

Ed è proprio per evitare lo shutdown, che l’11 febbraio i negoziatori del Congresso si sono affrettati a raggiungere un accordo preliminare per il finanziamento delle nuove barriere da costruire lungo il confine meridionale tra Stati Uniti e Messico, il famoso ‘muro’.

Il presidente Donald Trump parla ai giornalisti durante una riunione del suo gabinetto nella Cabinet Room della Casa Bianca a Washington, il 12 febbraio 2019 (Chip Somodevilla/Getty Images).

Un’indiscrezione dall’ambiente dei democratici, citata dalla stampa, ha affermato che l’accordo include lo stanziamento di soli 1,37 miliardi di dollari per la costruzione delle barriere, ma il dato non è stato confermato dei membri del comitato. Sarebbe comunque meno degli 1,6 miliardi di dollari previsti dal decreto del Senato per la sicurezza interna, e notevolmente meno rispetto ai 5,7 miliardi di dollari richiesti da Trump per la realizzazione delle infrastrutture di frontiera.

«Se sono contento? Ho appena visto l’accordo, e la risposta è no», ha dichiarato Trump, aggiungendo comunque di essere emozionato per i progressi che sono stati fatti circa la costruzione del muro: «Sono emozionato perché stiamo adempiendo ai nostri impegni, stiamo cambiando le cose e stiamo facendo cose fantastiche, a partire da questioni molto meno importanti. Il punto è che stiamo costruendo buona parte del muro. Pensate che sia facile? Per costruirlo stiamo affrontando un’enorme ostruzione e una enorme opposizione da parte di un piccolo gruppo di persone».

L’accordo prevede la realizzazione di 88 chilometri di nuove recinzioni costruite con gli stessi materiali di quelle attuali: in altre parole, delle palizzate di metallo. A dicembre la Casa Bianca aveva però richiesto 346 chilometri. Le recinzioni saranno costruite nella valle del Rio Grande in Texas.

I soldati del 19° battaglione degli ingegneri del Kentucky lavorano in una riserva naturale a Laredo, Texas, dove il 17 novembre 2018 hanno installato recinzioni di filo spinato e filo a fisarmonica. (Thomas Watkins/AFP/Getty Images)

Quando gli è stato chiesto se avesse pensato di ricorrere allo stato di emergenza nazionale per finanziare completamente il muro, Trump ha dichiarato che stava considerando ogni opzione: «Sto considerando tutto. Là fuori abbiamo già un’emergenza nazionale. Il presidente Obama, il presidente Clinton, il presidente Bush, hanno annunciato diverse volte lo stato di emergenza nazionale, quindi non sarebbe un caso senza precedenti».

Riguardo la possibilità di un altro shutdown del governo, Trump ha dichiarato invece che non intende accettare un altro shutdown, e ha aggiunto: «Non avrei voluto ricorrere allo shutdown. Se c’è stato, la colpa è dei democratici».

Sia McConnel che Schumer hanno accolto favorevolmente l’accordo

Sebbene i dettagli dell’accordo siano ancora indefiniti, i leader del congresso di ambe le parti hanno accolto favorevolmente la notizia.

Il 12 febbraio il senatore Chuck Schumer, capogruppo dei democratici, ha dichiarato difronte al Senato: «La sera scorsa il Paese ha ricevuto una buona notizia. Abbiamo una proposta bipartitica per realizzare i nostri obbiettivi, rendere più solido il confine, ed evitare un altro inutile shutdown del governo. Non conosco i dettagli, ma i parametri sembrano buoni».

Schumer ha inoltre sollecitato Trump a firmare l’accordo.

Anche il senatore Mitch McConnel, capogruppo dei repubblicani, ha accolto con favore l’accordo, dichiarando che i negoziatori sono riusciti a «fare passi in avanti» e che i democratici hanno abbandonato le loro «posizioni irragionevoli».
«Naturalmente si tratta di una buona notizia. Stanzia i fondi per la costruzione di diverse miglia di nuove barriere lungo il confine, e approva ciascuna delle 7 richieste di stanziamento straordinarie».

Secondo quanto dichiarato da McConnel, il Congresso può ora ultimare il processo di finanziamento di tutte le operazioni straordinarie del governo federale con prevedibilità e certezza.

Anche la borsa ha accolto positivamente la notizia: il Dow Jones ha guadagnato 372 punti, circa l’1,5 per cento, mentre l’S&P 500 e il Nasdaq sono cresciuti rispettivamente di circa l’1,3 percento e l’1,5 percento.

I colloqui tra repubblicani e democratici si erano bloccati durante il weekend a causa di un disaccordo sui posti letto da riservare agli immigrati clandestini detenuti temporaneamente. I democratici avevano richiesto la diminuzione del numero dei posti letto degli Ice (Immigration and Customs Enforcement detention), facendo deragliare la discussione. Tuttavia alla fine hanno rinunciato alla loro richiesta.

Attualmente gli Ice ospitano quotidianamente circa 49 mila detenuti. La proposta dei democratici consisteva nel ridurre il numero dei posti letto a 16 mila 500. Secondo le fonti, il comitato ha accettato di adeguarsi alle previsioni del precedente bilancio che aveva stanziato fondi per 40 mila 520 posti letto: un calo del 17 per cento rispetto alla situazione attuale.

Trump probabilmente firmerà «con riluttanza»

Il repubblicano Mark Meadows, membro del Parlamento nonché grande sostenitore del presidente, ha dichiarato di essere contrariato dall’accordo poiché non risolve le preoccupazioni fondamentali: «È difficile considerare questo accordo un tentativo serio di mettere in sicurezza il nostro confine e fermare il flusso dell’immigrazione illegale. Non risolve la questione poiché non affronta le criticità evidenziate dal capo della polizia di frontiera. Il Congresso non sta facendo il suo lavoro».

Meadows ritiene che Trump sarà riluttante a firmare un accordo basato su questi presupposti: «Penso che lo farà con riluttanza, e naturalmente poi dovrà ricorrere ad azioni esecutive per garantire la sicurezza del nostro confine».

Il Congresso deve raggiungere un accordo entro il 16 febbraio e ottenere la firma di Trump per evitare un altro shutdown parziale del governo.

Il comitato bipartitico e bicamerale del parlamento, composto da 9 democratici e 8 repubblicani, è stato istituito come parte dell’accordo che ha posto fine al recente shutdown parziale del governo che durava da 35 giorni.

L’accordo raggiunto dal comitato prevede inoltre l’utilizzo di innovativi sistemi di monitoraggio elettronici lungo la frontiera, aiuti umanitari, e l’aumento del personale doganale.

Ad ogni modo il 10 febbraio il Capo del Gabinetto di Trump, Mick Mulvaney, aveva dichiarato a Fox News Sunday che la Casa Bianca farà costruire un muro lungo il confine tra Stati Uniti e Messico, con o senza i finanziamenti del Congresso: «Il presidente costruirà il muro. A questo punto penso che prenderemo tutti i soldi che ci danno e poi andremo a cercare quelli che mancano da altre parti, legalmente, per garantire la sicurezza del nostro confine meridionale. Dobbiamo costruirlo, con o senza il Congresso».

 

Articolo in inglese: Trump Says He Is ‘Extremely Unhappy’ With Border Deal

 
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