Scomparso un altro medico di Wuhan che aveva dato l’allarme

La dottoressa Ai Fen, che aveva fornito un importante rapporto diagnostico sul nuovo virus a Li Wenliang, è irreperibile da alcuni giorni

Di Isabel van Brugen

Una dottoressa di Wuhan è ‘scomparsa’ poche settimane dopo aver criticato il regime cinese per aver censurato e malgestito lo scoppio dell’epidemia, poi trasformatasi in pandemia. La dottoressa era stata anche tra i primi ad avvisare i colleghi dell’epidemia presente nella regione.

La dottoressa Ai Fen è la responsabile del reparto di Pronto Soccorso al Wuhan Central Hospital, e le sue tracce si sono perse da diversi giorni, secondo il servizio-inchiesta ’60 Minutes Australia’ del 31 marzo. È scomparsa esattamente due settimane dopo che, come aveva lei stessa riferito, le autorità di Pechino avevano impedito a lei e ai suoi colleghi di avvertire il mondo dell’esistenza del virus del Pcc (Partito Comunista Cinese), comunemente noto come nuovo coronavirus.

«Ora è sparita, e non si sa dove sia finita», riporta il noto programma televisivo, esprimendo il timore che la dottoressa possa essere stata arrestata e incarcerata per le sue parole.

La dottoressa Ai aveva infatti dichiarato di essere stata lei a informare il collega Li Wenliang dell’epidemia, fornendogli un rapporto diagnostico del virus. Il medico 34enne Li è stato una delle prime persone ad aver reso pubblica la notizia dello scoppio dell’epidemia a Wuhan.

«Sono stati confermati 7 casi legati al mercato del pesce di Huanan di contagi da un virus simile alla Sars», scriveva Li il 30 dicembre 2019 tramite WeChat, in una chat di gruppo dove erano presenti centinaia di suoi ex compagni della facoltà di medicina; assieme all’annuncio aveva allegato uno screenshot del rapporto diagnostico fornitogli dalla dottoressa Ai Fen. Li ha diffuso la notizia un giorno prima che le autorità sanitarie di Wuhan riconoscessero formalmente l’esistenza della misteriosa polmonite, che tuttavia secondo il comunicato ufficiale non era trasmissibile da una persona all’altra.

Nonostante Li avesse chiesto ai colleghi di non «diffondere all’esterno» gli screenshot della conversazione con il suo nome visibile, la notizia si è comunque diffusa su Internet molto velocemente. Il 3 gennaio, la polizia ha rimproverato Li e altri 7 suoi colleghi medici per aver diffuso ‘dicerie’ online. Il rapporto della polizia affermava che Li aveva violato la legge.

Alcuni giorni dopo poi, Li ha contratto il virus mentre stava curando un paziente asintomatico per un glaucoma, ed è morto in seguito il 7 febbraio.

Prima della sua presunta scomparsa la dottoressa Ai aveva riferito di non essere mai stata contattata dalla polizia, ma che aveva comunque ricevuto un «ammonimento molto duro e inusuale» dai suoi superiori.

«Molte, molte volte ho pensato di voler tornare indietro», ha riferito alla rivista cinese Portrait, aggiungendo di provare rimorso per non aver avvisato un maggior numero di medici del pericolo.
«Se avessi saputo in che condizioni saremmo stati oggi, non importa quali critiche mi avessero fatto, lo avrei detto a tutti  ̶  ha confidato alla rivista  ̶  ci deve pur essere qualcuno che si alza e dice la verità… devono esserci diverse voci in questo mondo giusto?».

Secondo Radio Free Asia, subito dopo che la trasmissione ‘6o Minutes Australia’ era andata in onda, è apparso sull’account Weibo della Ai un post misterioso: il primo dal 16 marzo, quando lei stessa aveva scritto un messaggio dicendo di essere a lavoro, come sempre. Il post misterioso, apparso domenica, mostrava invece una fotografia scattata a Wuahan, dalla Jianghan Road, con una didascalia: «Un fiume. Un ponte. Una strada. Un rintocco di orologio».

Epoch Times non è stato in grado di accertare indipendentemente la scomparsa della Ai né i suoi ultimi spostamenti, tuttavia, diversi cittadini   ̶ tra cui giornalisti, studenti e uomini d’affari   ̶ sono stati messi a tacere, e la loro opinione è stata repressa dal regime non appena hanno provato a rivelare la reale situazione dell’epidemia causata dal virus del Pcc, scoppiata a Wuhan.

Il repubblicano Jim Banks, in una lettera recente ha invitato il Dipartimento di Stato degli Usa ha fare pressione sulla Cina affinché indaghi sulla scomparsa dei giornalisti cinesi Fang Bin, Chen Qiushi e Li Zehua; le loro tracce si sono perse dopo che hanno pubblicato immagini e video che mostravano il reale impatto del virus del Pcc.

Banks ha riferito la scorsa settimana a Epoch Times che il regime di Pechino dovrebbe pagare «un severo prezzo» per aver insabbiato la mortale pandemia da loro causata: «Dobbiamo ritenere la Cina responsabile, e fare in modo che paghi».

 

Articolo in inglese: Missing: Wuhan Whistleblower Doctor Who Alerted Colleagues Over CCP Virus

Traduzione di Alessandro Starnoni

 
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