Salvini, Di Maio e «l’idea di Italia»

Di Redazione Epoch Times Italia

Terminate le consultazioni del presidente Mattarella con il Movimento 5 Stelle e la Lega. Di Maio ha parlato meno di Salvini sia nel colloquio che con i giornalisti, ma il messaggio è univoco:  serve più tempo.

Anche se sui media impazza il toto-premier, al momento non risultano nomi ufficiali: i due leader hanno concordato di mantenere il riserbo. Salvini, però, parlando con i giornalisti, assicura che il blocco non è affatto sulle cariche, ma sul programma.

«Stiamo discutendo, anche animatamente, sull’idea di Italia – racconta il leader della Lega – perché se io vado al governo voglio fare quello che ho promesso di fare». Ovvero eliminazione della riforma Fornero, riduzione di Iva e accise sulla benzina, riforma della giustizia e protezione del Made in Italy. Sull’immigrazione c’è «notevole distanza», ammette. «Pur nel rispetto dei diritti umani e della solidarietà, mi rifiuto di pensare all’ennesima estate-autunno degli sbarchi». Su questo, «la Lega deve avere le mani libere». Quest’ultima frase fa ipotizzare che il ministero degli Interni spetterà alla Lega, cosa non sorprendente.

Altro punto chiave è la legge sulla legittima difesa e il tema della giustizia (molto amato da Berlusconi), con i processi più brevi. Inoltre bisogna «riporta a Bruxelles e a Strasburgo la centralità del tema italiano del lavoro, del diritto al lavoro, della difesa del Made in Italy, della pesca». E questo è un punto che per Salvini è centrale nell’accordo, tanto da venire definito «inevitabile». Risulta difficile che il Movimento 5 Stelle possa aver posto veti su questo tema, che hanno sempre anch’essi cavalcato. Ma il rapporto con l’Europa è critico e sicuramente interessa molto il presidente della Repubblica, anche in un momento cruciale in cui incombe la possibilità di dazi statunitensi e l’Europa può avere interesse a rimanere unita, e non divisa all’interno.

 
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