Oms: l’abuso di videogiochi è una malattia

L’Organizzazione mondiale della Sanità ha recentemente classificato la dipendenza da videogiochi come malattia. La decisione è arrivata dopo dieci anni di studio e una preoccupazione crescente, soprattutto in alcune nazioni asiatiche come la Corea del Sud che ha già introdotto delle leggi per limitarne l’utilizzo da parte dei bambini.

L’elenco della malattie dell’Oms risale al 1990, e l’edizione del 2018 è ancora in fase di stesura. Tuttavia, la bozza elenca una serie di criteri che i medici potranno utilizzare per stabilire se una semplice abitudine al gioco è degenerata in grave patologia.
Un individuo sarà considerato dipendente, secondo la bozza esaminata in anteprima da New Scientist, se «il videogioco ha la precedenza sugli altri interessi di vita» e se questo comportamento continua per almeno dodici mesi, nonostante le conseguenze negative.
Tuttavia l’Oms, stando a quanto riferito dal Daily Mail, non avrebbe elencato altre condizioni affini come la dipendenza da smartphone o internet, a causa della mancanza di prove sufficienti per considerarli disturbi.

Vladimir Poznyak, del Dipartimento di salute mentale e abuso di sostanze dell’Organizzazione mondiale della Sanità, ha commentato con New Scientist la gravità di questa dipendenza: «La maggior parte delle persone che usano videogiochi non ha un disturbo, proprio come la maggior parte di quelli che bevono alcolici. Tuttavia, in alcune circostanze, l’uso eccessivo può provocare effetti negativi».

Secondo le stime, la dipendenza da videogiochi (un’industria multimiliardaria) affligge dallo 0,2 al cinque per cento dei giocatori e, come sottolinea l’Accademia americana di Psichiatria infantile e adolescenziale, le persone più a rischio sono bambini e adolescenti, che possono peggiorare le abilità sociali e il rendimento scolastico per questo motivo. Inoltre, questo istituto ha fatto notare che molti videogiochi ‘promuovono’ comportamenti negativi, come l’uccisione di persone o animali, comportamenti criminali in generale e mancanza di rispetto per l’autorità e la legge.

Secondo Time, circa il 90 per cento dei bambini americani usa videogiochi, e oltre il 90 per cento delle manifestazioni di questa forma di intrattenimento include contenuti ‘per adulti’ e molto spesso violenza.

 

Articolo in inglese: ‘Computer Gaming Disorder to Be Classified as an Illness

Traduzione di Massimiliano Russano

 
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