L’Unione Europea ha completamente cambiato rotta sulla Cina

Di Wang He

L’Unione europea ha apportato modifiche sostanziali alla politica cinese in cinque aree.

Questa nuova strategia dell’Ue sulla Cina mira a proseguire i colloqui con il regime cinese sulle sfide globali come il cambiamento climatico e le crisi sanitarie, sollevando al contempo preoccupazioni per le violazioni dei diritti umani da parte del regime. Gli Stati membri dell’Ue sono d’accordo nel resistere al Partito Comunista Cinese (Pcc) e nel colpire il Pcc mediante strategie politiche, economiche e diplomatiche. Inoltre, l’Ue si allinea con le democrazie come gli Stati Uniti e il Giappone, che condividono valori comuni, per contrastare le minacce e le sfide poste dal Pcc.

Sconvolgimento nelle relazioni Ue-Cina

Nel 2020, il regime cinese e gli Stati Uniti sono entrati in una nuova guerra fredda e il regime ha corteggiato l’Ue con molteplici tattiche. La Cina è diventata per la prima volta il principale partner commerciale dell’Ue, ha firmato l’accordo sulle indicazioni geografiche Ue-Cina, ha istituito due meccanismi di dialogo ad alto livello su ambiente e clima, nonché sulla cooperazione digitale e ha completato i negoziati per l’accordo globale Ue-Cina sugli investimenti (Cai).

Cinque cambiamenti

Nonostante gli sforzi di Pechino, dal 2021 l’Ue ha cambiato notevolmente la sua politica cinese in cinque aspetti.

1) Sanzioni

In primo luogo, l’Ue sanziona il Pcc per le violazioni dei diritti umani. Il 22 marzo l’Ue ha imposto sanzioni a quattro alti funzionari dello Xinjiang e a un’ente. Le sanzioni sono state il suo primo tentativo di punire il regime cinese per delle violazioni dei diritti umani su larga scala dai tempi del massacro di Piazza Tienanmen e possono simboleggiare un atto tattico per mostrare la sua posizione agli Stati Uniti. Il Pcc ha tuttavia imposto sanzioni di risposta a otto membri del Parlamento europeo, due studiosi e quattro enti, tra cui due istituzioni del Parlamento europeo. La guerra delle sanzioni tra le due parti si è quindi intensificata. Il Parlamento europeo ha poi congelato la ratifica del Cai Ue-Cina, che ha messo fine ai principali sforzi economici del fronte unito del Pcc.

2) Riduzione della dipendenza

In secondo luogo, l’Ue ha adottato contromisure economiche, prendendo una posizione più ferma contro il Pcc. Il 5 maggio, l’Ue ha annunciato un piano per ridurre la dipendenza dalla Cina e da altri fornitori stranieri in sei aree strategiche, tra cui materie prime, ingredienti farmaceutici e semiconduttori. Secondo Reuters, la bozza di 19 pagine del piano menzionava che l’Europa fa affidamento sulle forniture cinesi per metà dei 137 prodotti strategicamente sensibili.

L’Ue sta inoltre lavorando a un regolamento per impedire ai sussidi esteri, che forniscono ai loro beneficiari un vantaggio sleale, di acquisire società dell’Ue e partecipare ad appalti pubblici nell’Ue, in particolare la concorrenza sleale del Pcc.

Il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Margrethe Vestager ha dichiarato: «L’apertura del mercato unico è la nostra più grande risorsa. Ma l’apertura richiede equità». Sulla proposta della Commissione ha spiegato: «Non è giusto nei confronti dei lavoratori e dei consumatori europei se i sussidi allontanano le migliori aziende dal mercato. E deve finire».

3) Via della Seta

In terzo luogo, l’Ue ha affrontato la «One Belt, One Road» della Cina. Il 12 luglio, la riunione di Bruxelles dei 27 ministri degli Esteri dell’Ue ha approvato il lancio della strategia «Un’Europa globalmente connessa» per costruire una rete di costruzione di infrastrutture globali incentrata sull’Europa. Nel 2022 l’Ue attuerà questa strategia che rafforzerà la competitività, diversificherà le catene del valore e ridurrà le dipendenze strategiche per l’Ue.

4) Lituania

In quarto luogo, l’Ue ha sostenuto la Lituania contro le pressioni del Pcc. Dall’istituzione delle relazioni diplomatiche Lituania-Cina nel 1991, i legami tra le due parti si erano costantemente sviluppati. Dal 2019, tuttavia, la Lituania ha condannato il Pcc per quanto riguarda la legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong, le proteste della popolazione di Hong Kong contro i tentativi del governo di modificare la legge sull’estradizione, e il genocidio dello Xinjiang. Il 22 maggio 2021, la Lituania si è ritirata dalla piattaforma «17+1» guidata dal Pcc, che il Pcc ha lanciato ufficialmente nell’aprile 2012 per intensificare la cooperazione con 12 membri dell’Unione Europea e cinque Paesi balcanici.

Il 20 luglio, la Lituania ha annunciato che scambierà uffici di rappresentanza con Taiwan. Il Pcc ha reagito richiamando il suo inviato in Lituania e costringendo la Lituania a richiamare il suo ambasciatore in Cina.

È stata la prima volta che uno Stato membro dell’Ue ha richiamato un ambasciatore in Cina e questo ha portato al deterioramento delle relazioni tra Lituania e Cina.

Ebbene, l’Ue ha espresso sostegno allo stallo della Lituania con la Cina. I ministri degli Esteri dell’Ue si sono incontrati il ​​3 settembre per discutere la questione del Pcc per la prima volta dalla guerra delle sanzioni, e i membri del Parlamento europeo hanno scritto una lettera aperta lo stesso giorno, esprimendo la loro solidarietà alla Lituania contro il Pcc.

5) Legami con Taiwan

In quinto luogo, l’Ue ha rafforzato i legami Ue-Taiwan. Il primo settembre la commissione per gli affari esteri del Parlamento europeo ha approvato il primo rapporto su «Relazioni politiche e cooperazione Ue-Taiwan», invitando l’Ue a «migliorare le relazioni politiche Ue-Taiwan» e raccomandando che l’Ue «cambi il nome dall’Ufficio economico e commerciale europeo di Taiwan, all’Ufficio dell’Unione europea a Taipei». Inoltre, l’Ue «sostiene fermamente la piena partecipazione di Taiwan come osservatore alle riunioni, ai meccanismi e alle attività degli organismi internazionali».

Europa, Stati Uniti e Giappone si coordinano per contrastare il Pcc

L’Ue, o alcuni dei suoi Stati membri, si sono anche coordinati con gli Stati Uniti e il Giappone per affrontare le minacce del Pcc.

Il 24 marzo, il segretario di Stato americano Antony J. Blinken ha incontrato il presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e l’Alto Rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri Josep Borrell. Blinken e Borrell hanno anche rilasciato una dichiarazione congiunta dopo l’incontro, annunciando l’avvio del dialogo Ue-Usa sulla Cina per discutere l’intera gamma di sfide e opportunità correlate.

Il 30 marzo, un gruppo di 14 nazioni, tra cui alcuni Stati membri dell’Ue, Stati Uniti, Australia, Regno Unito, Canada, Israele, Giappone e Corea del Sud, ha espresso preoccupazioni condivise sull’ultimo rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) su l’origine del virus del Pcc (noto anche come nuovo coronavirus).

Il 19 luglio, gli Stati Uniti, Ue, Regno Unito, Giappone, Australia, Canada, Nuova Zelanda e un rappresentante dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (Nato) hanno accusato il regime cinese di attacchi informatici globali, inclusa la violazione dei sistemi di posta elettronica di Microsoft a marzo. È stata la prima volta che l’alleanza di 30 nazioni della Nato ha condannato il regime cinese per gli attacchi informatici.

L’Ue e gli alleati hanno frenato le ambizioni del Pcc nello stretto di Taiwan e le sistematiche sfide alla sicurezza del Pcc all’Occidente, firmando il comunicato del vertice dei leader del G7 (gruppo dei sette), il comunicato del vertice della Nato e la dichiarazione del vertice Ue-Usa. L’Ue ha inoltre lanciato un’iniziativa ad alto livello del Consiglio per il commercio e la tecnologia (Ttc) Ue-Usa e Build Back Better World (B3W), un partenariato infrastrutturale basato su valori, di alto livello e trasparente guidato dalle principali democrazie per aiutare a ridurre gli oltre 40 mila miliardi di dollari in infrastrutture necessarie nel mondo in via di sviluppo.

In termini di cooperazione militare, gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Germania e gli alleati della Nato hanno inviato navi da guerra nel Mar Cinese Meridionale e nella regione Indo-Pacifico per condurre operazioni di «libertà di navigazione» tra le crescenti ambizioni territoriali di Pechino.

Il Regno Unito ha annunciato un dispiegamento permanente di due navi da guerra nella regione Asia-Pacifico. Il 6 settembre, il gruppo d’attacco della portaerei Hms Queen Elizabeth è arrivato in Giappone.

La Francia sta intensificando la sua dimostrazione di forza militare nell’Asia-Pacifico. Ad esempio, la Francia ha effettuato un’esercitazione navale congiunta di tre giorni nell’Oceano Indiano con Stati Uniti, Giappone, India e Australia. Successivamente, ha effettuato manovre congiunte con l’India e gli Emirati Arabi Uniti nell’Oceano Indiano occidentale. E la sera dell’11 agosto, una fregata francese della Fs Provence ha attraccato nelle acque al largo della costa occidentale della contea di Changhua, a Taiwan.

Quest’estate, inoltre, la Germania ha inviato una nave da guerra in Asia per la prima volta in due decenni. La fregata Bayern è partita per le regioni dell’Indo-Pacifico per partecipare ad attività congiunte di addestramento e sorveglianza nelle acque vicino al Giappone e alla penisola coreana.

L’Ue ha sostanzialmente modificato la sua politica cinese, e gli Stati membri dell’Ue hanno raggiunto un accordo per affrontare il Pcc. Inoltre, l’Ue, gli Stati Uniti, il Giappone e altre nazioni con valori condivisi hanno formato una coalizione delle democrazie per affrontare congiuntamente le intimidazioni e le sfide poste dal Pcc.

 

Wang He ha un master in Legge e Storia e ha studiato il movimento comunista internazionale. In Cina, era un docente universitario e dirigente di una grande azienda privata. Wang ora vive in Nord America e dal 2017 pubblica commenti sull’attualità e la politica cinese.

Le opinioni espresse in quest’articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente quelle di Epoch Times.

Articolo in inglese: European Union Undergoing a Comprehensive Transformation of China Policy

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