Lontane dalla linea del fronte, le proteste dell’Ucraina hanno scatenato la rivoluzione civile

È passato un anno da quando in Ucraina si sono manifestati per la prima volta i disordini civili. E sebbene il Paese sia ancora straziato dai tumulti, questi moti hanno lasciato un segno positivo. Le persone coinvolte hanno scoperto un nuovo modo di impegnarsi nella vita politica e civile.

Le prime proteste della cosiddetta serie Euromaidan sono iniziate in piazza Maidan a Kiev quando l’ex presidente Viktor Yanukovich si è tirato fuori da un accordo che avrebbe rafforzato i legami tra l’Ucraina e l’Europa, in favore di una più stretta collaborazione con la Russia. Questa mossa, solitamente vista come la principale ragione per l’esistenza del movimento Euromaidan, in realtà è semplicemente servita da pretesto per manifestare vecchi rancori. I contestatori sono stati uniti da un unico obiettivo principale – sbarazzarsi di un regime talmente corrotto da considerare la sua disfatta come l’unica opzione plausibile.

Il movimento Euromaidan, nel deporre il presidente, ha spogliato quelli al potere della loro levatura e ha dato voce a quelle persone che erano solitamente inascoltate.

Un esempio particolarmente chiaro di questo cambiamento è avvenuto il 21 febbraio 2014 quando un 26enne sconosciuto è salito sul palco in piazza Maidan implorando alla folla di opporsi alle intenzioni del presidente. È stato acclamato e applaudito. I leader dell’opposizione politica ufficiale che avevano appena dichiarato una tregua con il Governo, sono rimasti attoniti in disparte. Nel giro di poche ore, Yanukovich aveva abbandonato la città.

Più tardi l’ex Primo ministro Yulia Tymoshenko, poche ore dopo essere stata liberata dalla prigione, si è diretta in piazza per pronunciare il suo primo discorso. La reazione mostrata dalla folla ha reso subito chiaro che non era il leader che la gente voleva. A dire il vero la tiepida accoglienza che la Tymoshenko ha ricevuto potrebbe benissimo aver vanificato ogni sua possibilità di ricostruirsi una carriera in qualità di peso massimo politico.

TENDE SMONTATE

Tuttavia da allora, la presenza dell’Euromaidan è scomparsa dalla piazza. Era inevitabile che alcuni dei manifestanti sarebbero tornati a casa dopo che l’intento iniziale di rovesciare Yanukovich era stato realizzato.

Una minoranza attiva in prima linea del movimento è stata risoluta nel rimanere schierata. Volevano assicurarsi che i politici connessi al vecchio governo venissero indagati e che quelli che avrebbero sostituito loro non avessero fatto gli stessi errori.

Tuttavia lo scoppio del conflitto armato nell’Ucraina orientale aveva la priorità e molti attivisti hanno lasciato il movimento per andare a combattere in prima linea, dove la minaccia era maggiore. La necessità di proteggere la frontiera orientale ha generato lo sfortunato effetto collaterale di indebolire il movimento Euromaidan nel cuore del Paese.

UN NUOVO TIPO DI POLITICA

Sarebbe facile affermare che la guerra ha annullato l’effetto di tutte le imprese dell’Euromaidan e che le prospettive per l’Ucraina sono decisamente negative. Le elezioni nazionali avvenute nel mese di ottobre hanno registrato la più bassa affluenza alle urne nella storia dell’Ucraina, mentre quelle tenute più recentemente nella parte orientale del Paese hanno tuttavia decisamente confermato che l’attuale conflitto è in una situazione di stallo. Tutti gli indizi portano a concludere che questa società stremata stia combattendo una battaglia persa.

D’altra parte, sebbene il lato strettamente politico dell’Euromaidan sia scomparso, il movimento ha lasciato un’eredità. Ha attirato l’interesse in primo luogo a causa della sua natura globale e anti-istituzionale. Si è rivelato un movimento popolare che non ha cercato la legittimità attraverso le elezioni democratiche.

Pertanto la scarsa partecipazione elettorale non dovrebbe essere considerata come un segno che la società nel suo complesso non sia impegnata nella vita politica – indica piuttosto che il popolo non si fida ancora del sistema politico. L’Euromaidan è ancora necessario e la politica ha ancora bisogno di essere ripulita – ma per il momento non ci sono pesci più grandi da friggere.

L’esperienza dell’Euromaidan accoppiata alla sua eredità, farà in modo che il sistema politico venga riformato qualunque sia l’esito del conflitto in corso.

UN NUOVO TIPO DI CITTADINANZA

L’Euromaidan, in aggiunta al suo ruolo esplicitamente politico, è diventato un modo alternativo per esprimere la cittadinanza – basato sull’idea che rovesciare un regime distruttivo non è solo un qualcosa che si potrebbe fare, ma un qualcosa che dovrebbe essere fatto. La cittadinanza è stato ridefinita per essere più attivi e coinvolti.

Da questa nuova definizione è emerso uno spirito di volontariato, in particolare nella baruffa per aiutare quelle persone costrette a emigrare dopo essersi ritrovate nel bel mezzo della zona di guerra. Attualmente sono confermati circa 460 mila sfollati a causa del conflitto interno in Ucraina – e il numero reale è probabilmente molto più alto.

A livello locale sono emersi dei gruppi per colmare quel vuoto lasciato dalla mancanza di sostegno internazionale o di aiuto da parte del governo centrale. Dal marzo 2014 sono state costantemente presenti quelle organizzazioni quale la Crimea Sos e la Vostok Sos, per aiutare gli sfollati a ottenere gli aiuti umanitari, a trovare una sistemazione e una occupazione temporanea e a fornire un sostegno psicologico e sanitario.

Anti-government protesters sleep on the floor inside the Mikhailovsky Monastery, which has been converted into a makeshift hospital in Kiev, Ukraine, on Feb. 19, 2014. (Brendan Hoffman/Getty Images)

Manifestanti anti-governativi dormono sul pavimento all’interno del Monastero di Mikhailovsky, che è stato trasformato in un ospedale di fortuna a Kiev, Ucraina, il 19 febbraio, 2014. (Brendan Hoffman / Getty Images)

L’Euromaidan ha ispirato molti ucraini ad agire nell’interesse della popolazione. I volontari trattano tutti gli sfollati allo stesso modo, sia che attribuiscano la responsabilità per le loro disgrazie alla Russia o al nuovo governo ucraino. Gli ucraini occidentali, che spesso rimangono anonimi, aiutano questi volontari finanziariamente e in natura nel sostenere queste vittime che affluiscono numerose da Est. E questo per un Paese diviso significa molto.

Vsevolod Kritskiy è dottorando in storia internazionale presso il Graduate Institute of International and Development Studies. Non lavora per propri interessi o per ricevere finanziamenti da qualsiasi azienda od organizzazione che potrebbero trarre beneficio da questo articolo, e non ha affiliazioni rilevanti.

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su The Conversation. Leggi l’articolo originale.

I punti di vista espressi in questo articolo sono le opinioni dell’autore e non rispecchiano necessariamente il punto di vista di Epoch Times.

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Articolo in inglese: Away From the Front Line, Ukraine Protest Sparked Civic Revolution

 

 
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