La strategia cinese del ‘divide et impera’ per indebolire l’Europa

Quando il Partito Comunista Cinese (Pcc) ha iniziato a conquistare il territorio cinese dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, l’allora leader Mao Zedong adottò una strategia singolare, nota come «circondare la città con la compagna».

Ora il Pcc sta utilizzando una strategia molto simile per sovvertire l’Europa: circondarla e dominarla dall’interno, facendo in modo che le vittime si rendano conto di essere in trappola solo quando sarà troppo tardi.

I Paesi europei stanno cercando di intrattenere rapporti più equi con la Cina tramite l’istituzione dell’Unione Europea, ma il Pcc, da parte sua, vuole trattare individualmente con ogni singolo Paese per ‘tenere il coltello dalla parte del manico’ ed accrescere più facilmente il proprio potere, la propria influenza e la propria forza.

Il 26 marzo 2019, alcuni presidenti dell’Unione Europea hanno incontrato in Francia il leader cinese Xi Jinping, e pare che per la prima volta in Europa, i negoziati siano stati condotti con grande cautela. Infatti, il 12 marzo la Commissione Europea ha stilato un documento che invitava gli Stati membri a fare molta attenzione, e nel quale il Pcc viene descritto come «avversario economico» e «rivale sistemico» dell’Europa.

Eppure, appena prima di questo incontro all’insegna della cautela, basato apparentemente su rapporti più paritari, Xi si è recato a Roma, dove ha incontrato il primo ministro italiano Giuseppe Conte durante una visita di tre giorni. Conte ha dato la sua ‘benedizione’ all’iniziativa della Nuova Via della Seta del Pcc, rendendo l’Italia la prima nazione del G-7 a prendervi parte.

Xi Jinping è riuscito a portare l’Italia a sostenere gli obiettivi della Cina, senza ascoltare il parere degli altri leader europei, e quindi è riuscito a mettere un piede sulla porta dell’Europa già prima dell’incontro ufficiale con l’Unione.

Una tattica astuta e subdola

Durante il primo periodo di vita del Pcc, la strategia di Mao conosciuta come «circondare la città con la campagna» ha permesso all’esercito del Partito Comunista Cinese di evitare lo scontro diretto. Questa strategia consisteva infatti nel prendere gradualmente il controllo dei terreni agricoli circostanti e delle risorse necessarie alla sopravvivenza delle città, e si rivelò particolarmente efficace: quando gli avversari comprendevano quello che stava accadendo, era ormai troppo tardi.

Una strategia simile, denominata ‘tattica del salame’ era già stata utilizzata dall’Unione Sovietica, mentre il Pcc più recentemente ha adoperato la cosiddetta ‘strategia del cavolo’ (o della cipolla) nel Mar Cinese Meridionale. Entrambe operano partendo dallo strato più esterno di un problema per poi conquistare tutto, raggiungendo gradualmente il centro, strato dopo strato.

Sotto il regime sovietico questa strategia ha assunto molte forme diverse, una delle quali consisteva nell’influenzare e compromettere gradualmente i politici stranieri, mentre altre consistevano nel creare fazioni opposte all’interno di partiti politici già esistenti, o nel fondare movimenti locali per fomentare scontri e discordie,
E va specificando che mentre i sovietici conducevano la loro ‘tattica del salame’, una degli obbiettivi fondamentali da tenere a mente era che le loro vittime non si rendessero conto di quello che stava accadendo.

La ‘strategia del cavolo’ (o della cipolla)

A maggio del 2013, l’allora ammiraglio Zhang Zhaozhong ha descritto come avrebbe conquistato il Mar Cinese Meridionale usando un metodo simile.

Zhaozhong ha spiegato che per prendere il controllo del territorio conteso, il Pcc avrebbe mandato prima barche da pesca, poi imbarcazioni della sorveglianza marittima e alla fine navi da guerra. Ha precisato infatti: «L’isola, quindi, è coperta strato dopo strato come un cavolo […] la strategia del cavolo ha preso forma. Per molte cose si deve cogliere il momento giusto per agire».

Applicato all’ambiente politico attuale, il Pcc sta usando fondamentalmente lo stesso approccio. L’obbiettivo principale dei suoi grandi progetti, come la «Belt and Road» (soprannominata impropriamente ‘La Nuova Via della Seta’), è quello di rimpiazzare gli Stati Uniti come leader del mondo, sia in termini di potere economico che di influenza politico-culturale, ma la Cina non può riuscirci apertamente, per cui si avvicina piano piano, in modo velato e mascherando i suoi veri intenti.

Invece di fronteggiare in modo diretto gli Stati Uniti o l’Europa, il Pcc per prima cosa ha cominciato dalle aree circostanti e ha spinto il progetto Belt and Road nel terzo mondo, ottenendo con esso e altri progetti minori un notevole controllo sui governi locali e sulle infrastrutture di America Latina, Africa e molte aree dell’Asia.

Nella strategia del Pcc l’America Latina, l’Africa e L’Asia rappresentano lo strato più esterno del territorio; il livello successivo sono l’Australia, la Nuova Zelanda, l’Europa e il Canada, che sono già stati presi di mira con vari progetti infrastrutturali proposti dal Pcc, che hanno già suscitato varie dispute.
Se il Pcc riuscisse ad ottenere il controllo di questi Paesi, usando il suo micidiale cocktail di infrastrutture critiche, acquisto dei settori economici vitali, sovversione degli ambienti politici locali e sfruttamento dell’oramai ben nota trappola del debito, gli Stati Uniti si troverebbero tagliati fuori dal mondo in termini di influenza e potere economico.

Condizioni favorevoli

Dal punto di vista della strategia bellica tradizionale dell’antica Cina, secondo cui bisogna osservare i cambiamenti nella società per comprenderne il futuro, l’Europa è diventato un campo di battaglia che potrebbe essere colpito tramite lo strumento della sovversione.

Osservando la situazione attuale si nota che per via della Brexit, e non solo, l’Unione Europea è in crisi; in più, molti leader politici socialisti europei si oppongono al modello che vede gli Usa come guida mondiale, perciò dal punto di vista del Pcc, le condizioni sono alquanto favorevoli.

Questo è una delle più comuni strategie di sovversione: osservare le tendenze distruttive presenti in una società e amplificarle.

Infatti, in termini di politica internazionale, quando le nazioni si staccano dal modello in cui alla guida ci sono gli Stati Uniti, che attribuiscono valore alle libertà individuale e ai diritti umani, esse tendono a spostarsi verso il modello cinese, che ha un approccio del tipo ‘fai come ti pare’ in relazione alle violazioni dei diritti umani e al controllo totalitario della società.

Questa è la verità nascosta dietro la ricaduta della «rivoluzione rosa» in America Latina, che ha spinto molti Paesi a staccarsi dagli Stati Uniti, per spostarsi verso un sistema globale dominato da Iran, Russia e Cina.

Per il Pcc il nome del gioco è divide et impera. È difficile andare contro le grandi nazioni e fronteggiarle apertamente (ed onestamente), ma se queste possono essere divise, fratturate, spezzettate, per poi essere affrontate singolarmente allora il gioco diventa molto più facile.

 

L’autore di questo articolo, Joshua Philipp, è un  giornalista d’inchiesta che lavora per Epoch Times americano.

Le opinioni espresse in questo articolo sono le opinioni dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni di The Epoch Times.

l’articolo in inglese: China Seeks to Subvert Europe Through Divide and Conquer

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