La corsa agli armamenti dei semiconduttori, chi controlla i chip controlla il futuro

Di John Mac Glionn

Chi controlla il passato controlla il futuro, ci viene detto. No, chi controlla i semiconduttori controlla il futuro. Il governo degli Stati Uniti lo sa, così come lo sa il Partito Comunista Cinese (Pcc).
La battaglia per il primato dei semiconduttori è molto accesa. Chi ne uscirà vincitore? E, ancora più importante, chi controllerà il futuro?

L’importanza dei semiconduttori non può essere sopravvalutata. Senza di loro, niente microchip; senza quei microchip, niente cellulari, nessuna chiamata Zoom (magari questa è una benedizione, in realtà), nessun mobile banking, nessun ordine di cibo online, nessuna consegna Amazon.
Gli elettrodomestici come microonde e lavatrici richiedono chip per funzionare. Senza i chip necessari, non ci sarebbero automobili, autobus, treni o aerei. Niente Gps e niente Wi-Fi. Insomma, niente vita. E una corsa agli armamenti per i semiconduttori è in pieno svolgimento, con Cina e Stati Uniti impegnati in una battaglia esistenziale.

Il 15 novembre, il presidente Joe Biden ha firmato il Secure Equipment Act. La nuova legge impedisce alla Federal Communications Commission (Fcc) di prendere in considerazione o autorizzare apparecchiature che rappresentano un rischio per la sicurezza degli Stati Uniti.

Il senatore Ed Markey (D-Mass.) ha commentato: «Con la firma del presidente Biden, stiamo intraprendendo un’azione forte per proteggere la nostra nazione dalle minacce tecnologiche globali che possono minare la nostra futura prosperità. Non vedo l’ora di lavorare ora con il presidente e ogni membro della Federal Communications Commission (Fcc) per attuare questa misura critica».

La legge è progettata per impedire alla Fcc di rilasciare licenze a società molto compromesse come Huawei, Zte e un certo numero di altre imprese sostenute dal Pcc. E ora, chiaramente preoccupato, il Pcc è freneticamente alla ricerca di scappatoie nella nuova legge.

La Cina potrebbe essere il Paese più ricco del mondo, ma non può prosperare senza la tecnologia statunitense. Il Pcc è pienamente consapevole di questo fatto, come un recente articolo su Bloomberg ha chiaramente dimostrato. Infatti Huawei, una società scossa dalle sanzioni statunitensi, «sta pianificando di concedere in licenza i suoi progetti di telefoni a terzi, in modo da ottenere l’accesso a componenti critici». Sebbene il Secure Equipment Act sia disperatamente necessario, per non parlare del fatto che lo sarebbe stato già da tempo, ci sono tutte le ragioni per credere che il Pcc troverà il modo per dribblarlo.

Un altro pezzo di Bloomberg delinea i modi in cui la Cina sta «accelerando i piani» per surclassare gli Stati Uniti come leader tecnologico. Il Pcc, riferisce Bloomberg, sta «dando silenziosamente potere a un’organizzazione segreta sostenuta dal governo perché controlli e approvari i fornitori locali in aree sensibili, dal cloud ai semiconduttori».

L’organizzazione segreta si chiama Comitato di Lavoro sull’Applicazione e l’Innovazione della Tecnologia dell’Informazione e il suo unico scopo è elevare la Cina al livello successivo. Per fare ciò, deve prima rimuovere gli Stati Uniti dal trono di leader tecnologico.

Aiutare il nemico

Purtroppo, un certo numero di produttori tecnologici statunitensi sembra più che disposto ad assistere Pechino nel suo sforzo di superare in astuzia i legislatori americani. Come avverte Forbes, l’escalation delle tensioni tra Pechino e Washington «non ha impedito ad alcuni produttori tecnologici statunitensi di ottenere profitti record dalle loro vendite a società cinesi, molte delle quali sono probabilmente complici della missione della Repubblica Popolare Cinese (Rpc) di usare le tecnologie statunitensi come armi».

Tre aziende in particolare, Applied Materials, Kla e Lam Research, hanno legami incredibilmente stretti con la Cina. Secondo Forbes, nell’ultimo anno, grazie alle trattative a Pechino e oltre, le azioni di Applied Materials «sono quasi raddoppiate (da 74$ a 141$)». Questo dovrebbe interessare i legislatori statunitensi; dopo tutto, Applied Materials è un leader globale nelle soluzioni di ingegneria dei materiali per la produzione di semiconduttori. Nel frattempo, nell’ultimo anno Kla, una azienda con sede in California, ha visto aumentare i suoi profitti del 60 percento. Lam Research, una delle aziende leader nel settore dei semiconduttori, ha registrato un aumento dei profitti del 30%.

Tali rapporti d’affari sembrano costituire un pericolo per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. L’amministrazione Biden dovrebbe prendere in considerazione l’utilizzo di controlli sulle esportazioni, come i controlli sulle merci, per proteggere il Paese.

Forza numerica

Non tutto è perduto, però. Sebbene la Cina aspiri alla supremazia dei semiconduttori, il 60 percento dei semiconduttori del mondo è prodotto a Taiwan; e un’azienda in Corea del Sud produce un ulteriore 20% della fornitura globale. Con l’importanza dei semiconduttori già chiarita, è facile capire perché il regime cinese sia così ostinato nel suo tentativo di controllare Taiwan.

Il recente incontro virtuale tra Biden e il leader del Pcc Xi Jinping ha portato molti dibattiti, ma nessuna svolta. L’unico modo per combattere la Cina comunista e vincere la corsa agli armamenti dei semiconduttori, è consolidare i legami sia con Taiwan, che con la Corea del Sud. Biden ha promesso di proteggere l’isola autogovernata in caso di attacco del regime cinese. Nel frattempo, gli Stati Uniti e la Corea del Sud sembrano intenzionati ad espandere le loro alleanze militari; perché non anche le loro alleanze con i semiconduttori?

Per ottenere il dominio basato sulla tecnologia, il Pcc continuerà a mentire, rubare e imbrogliare; gli Stati Uniti devono difendersi formando alleanze più strategiche e orientate al futuro. Bisogna affrettarsi. Per controllare il futuro, bisogna pianificare di conseguenza.

 

John Mac Ghlionn è un ricercatore e saggista. I suoi scritti sono stati pubblicati da riviste del calibro del New York Post, Sydney Morning Herald, Newsweek, National Review, The Spectator Us e altri. È anche uno specialista psicosociale, con un vivo interesse per le disfunzioni sociali e la manipolazione dei media.

Le opinioni espresse in quest’articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente quelle di Epoch Times.

 

Articolo in inglese: The Semiconductor Arms Race: Who Controls the Chips Controls the Future

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