La Cina accresce o ostacola la crescita globale?

Molti definiscono la Cina ‘la locomotiva della crescita globale’ a causa dei suoi elevati tassi di crescita. E a pensarla così è soprattutto il Fondo Monetario Internazionale, che ritiene che il Paese asiatico abbia un peso nella crescita globale maggiore rispetto a qualsiasi altra economia. «Prevediamo che la Cina contribuirà più che in passato alla produzione mondiale, anche se la crescita sta rallentando. Per gli esportatori questo significa che il mercato in espansione della Cina continuerà a essere una grande fonte di futuri clienti», afferma il Fondo Monetario Internazionale che, secondo i suoi calcoli, ritiene che la Cina dovrebbe aggiungere circa un punto percentuale alla crescita mondiale nei prossimi anni, portandola quasi al quattro per cento. 

Ma come molte disquisizioni economiche, anche questa non ha molto senso, perlomeno dal punto di vista semantico. In realtà la quota della Cina nel Pil mondiale è stata del 16,6 per cento nel 2014. Se cresce del 10 per cento, aggiungerà 1,66 punti al totale mondiale di 100, contribuendo così a 1,66 punti percentuali alla crescita globale. Ma questo è vero solo se si considerano tutti i diversi Stati del mondo come uno solo, una visione che secondo alcuni il Fondo Monetario Internazionale vorrebbe per un futuro non troppo lontano. Se così fosse, una Cina in crescita del 10 per cento aggiungerebbe veramente l’1,66 per cento al totale mondiale. Ma attualmente ci sono ancora altri 188 Paesi membri del Fmi, dei quali la Cina ha ostacolato la crescita con vent’anni di schiacciante attivo della bilancia commerciale (solo nel 2015 circa 550 miliardi di euro). 

Detrazione del disavanzo commerciale degli Usa con la Cina dal loro Pil. Nello specifico sono elencati i valori delle esportazioni, delle importazioni e il bilancio netto da gennaio 2015 a ottobre 2015. (Ufficio del Censimento americano) 

Questo significa che la Cina esporta nel mondo più di quanto importa. Secondo la tradizionale formula di calcolo del Pil (consumi + investimenti + spesa pubblica + esportazioni – importazioni), il risultato netto è negativo per il resto del mondo. Per la Cina il valore delle esportazioni meno le importazioni aumenta il Pil, per il resto del mondo è il contrario, cioè diminuisce il suo valore. Per esempio nel caso degli Stati Uniti, il loro deficit commerciale di merci con la Cina è stato 282 miliardi di euro per i primi dieci mesi del 2015. In altre parole se la Cina non esistesse e gli Stati Uniti non avessero dovuto detrarre questa somma da un Pil che nel 2014 era pari a 15 mila miliardi di dollari, il Pil americano sarebbe dell’1,8 per cento superiore. 

Guardando all’economia mondiale come a un mercato in cui competono diverse nazioni sovrane – piuttosto che a un’unica entità – è difficile vedere come la Cina stia contribuendo alla crescita mondiale, quando in realtà sta escludendo dalla crescita la maggior parte dei suoi partner commerciali. 

Articolo in inglese: ‘How Much Does China Really Contribute to Global Growth?

 
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