Il nuovo anno nella tradizione cinese

L’inizio del nuovo anno, nella tradizione cinese non si limita – come nella tradizione occidentale – al solo giorno di capodanno. I festeggiamenti iniziano infatti con la prima luna nuova dell’anno – che segna la fine dell’inverno e l’inizio della primavera – e finiscono dopo quindici giorni. Il capodanno cinese viene infatti anche chiamato Festa di Primavera (in cinese ‘chūnjié’).
Il capodanno è una delle feste più attese dal popolo cinese. Nella tradizione, da esso dipende la fortuna e la felicità di tutto l’anno, e ci si prepara una settimana prima, pulendo a fondo la casa per eleminare tutte le energie vecchie dell’anno appena passato.
Dopo il giorno di capodanno, la festa dura per altri quindici giorni, e chiude i festeggiamenti con la Festa della Lanterne. Essendo quello cinese un calendario lunare, il giorno dell’inizio del nuovo anno è sempre diverso, ma oscilla sempre tra la fine di gennaio e il 20 febbraio del nostro calendario solare.

La settimana prima del capodanno viene chiamata xiao nian, ossia ‘piccolo capodanno’ o ‘capodanno minore’ ed è dedicata a festeggiare la divinità del focolare (o divinità della cucina).
 Le leggende raccontano che questa divinità raccolga tutte le informazioni sulle azioni compiute dalla famiglia, e la notte della vigilia andrà dal Celeste Imperatore di Giada – che vive nei Cieli – per fare rapporto sulla condotta morale della famiglia. Questo determinerà punizioni o benefici come conseguenza del male o del bene compiuto.
Un detto popolare cinese recita che chi ha la bocca piena di cose dolci parlerà anche dolcemente. Per questa ragione i membri della famiglia, per ingraziarsi la severa divinità del focolare, le offrono cibi dolci: se hanno una sua statua in casa, le mettono delle caramelle al miele nella bocca; se non ce l’hanno, vanno nei templi dove si trova la statua per fare la stessa cosa, pregando la divinità di essere clemente e generosa.
 Il confronto con il giudizio del dio, dovrebbe portare a rivedere come si è agito durante l’anno, in base ai principi morali che le divinità richiedono agli esseri umani e per i quali verranno giudicati alla fine della vita.

Il giorno dopo l’esame di coscienza e l’offerta al dio del focolare, in casa si fanno pulizie particolarmente accurate. Secondo un antichissimo testo, questa usanza risale addirittura ai primi imperatori cinesi Yao e Shun (circa 2100 a.C.) e deriva dal fatto che la parola ‘polvere’ ha lo stesso suono dell’ideogramma che significa ‘cose vecchie e cattive che portano sfortuna’. Quindi, rimuovere la polvere da ogni angolo nascosto è un gesto che – oltre a stanare le energie negative che ristagnano nella casa – porta anche a guardare dentro sè stessi, per eliminare la sporcizia interiore.

Porta con striscioni beneuguranti per il nuovo anno (Epoch Times)

Dopo le pulizie, si attaccano due strisce di stoffa (o di carta) rossa alla porta di ingresso con scritte di buon augurio. Le scritte possono essere diverse, ma hanno sempre temi condivisi come salute, fortuna, felicità e armonia; tutte le cose positive che ogni famiglia felice augura a sé stessa e agli altri.
 A volte, l’ideogramma che significa ‘fortuna’ viene appeso volutamente al contrario, perché la parola contraria (dao) ha lo stesso suono della ‘via’.
 All’interno delle case inoltre si appendono altri quadretti benaugurali, spesso con divinità o personaggi mitologici o decorazioni floreali, recanti messaggi positivi che potranno essere osservati tutto l’anno dentro la casa.

Quadretto beneaugurante per l’anno nuovo. Il testo dice: (in grande al centro) Fortuna e Longevità; (sotto) La verità porta fortuna, la fortuna ha raggiunto 10 mila case- (minghui.org)

L’IMPORTANZA DELLA FAMIGLIA

La sera della vigilia del capodanno, i cinesi si riuniscono con i propri familiari e fanno (come noi) un colossale cenone, spesso a base di pesce e pollo; tipici sono anche i ravioli, doverosamente fatti in casa e ripieni di carne o pesce e verdure. Il cenone è sempre a casa dei genitori. La cena deve essere abbondante, armoniosa e gioiosa: si crede infatti che iniziare il nuovo anno con una misera e triste cena (o addirittura con un umore triste e scarsità di cibo) possa attirare, per ‘assonanza’, energie negative, che potrebbero radicarsi nella casa o nella famiglia per tutto l’anno nuovo.

Il primo giorno dell’anno è dedicato all’accoglienza delle divinità benevolenti del Cielo e della Terra, che hanno permesso all’uomo un altro anno di esistenza. Si va a far visita ai parenti più stretti: genitori e nonni. Se si è sposati, si va innanzitutto a casa dei genitori del marito, se non si è sposati, ci si trova già dalla vigilia a casa dei propri genitori.

L’antica virtù confuciana della pietas filiale, rende per ogni cinese il rispetto per gli anziani e i genitori di fondamentale importanza nella vita quotidiana. A differenza di quello che succede in Occidente, non è raro che i figli cinesi tengano in grande considerazione il volere e le aspirazioni dei propri genitori (anche quando vanno contro i propri desideri), e che sostengano economicamente fino alla morte i genitori.
In questo modo i figli cercano di ‘ripagare’ i genitori della fatica di averli allevati e cresciuti. Nell’antica cultura patriarcale cinese, era considerato normale che un uomo sostenesse economicamente anche la famiglia della moglie; che, sebbene portasse una sostanziosa dote, dopo sposata non poteva più contribuire al benessere della propria famiglia di origine.
Ora che anche in Cina le donne sono entrate nel mondo del lavoro, gli uomini hanno meno obblighi nei confronti della famiglia della moglie, ma rimane tuttavia molto radicato il pensiero di un certo senso di sostegno reciproco nei confronti dei suoceri.
La saggezza degli anziani e la fatica fatta per costruire il mondo in cui vivono i giovani, è un’altra delle ragioni del rispetto a loro dovuto all’interno della famiglia.
Durante le feste, ai bambini viene data la famosa Busta rossa (in cinese ‘hong bao’). I soldi contenuti si chiamano ‘ya sui qian’ che significa schiacciare le cose che ti opprimono: vengono dati affinché possano trascorre un anno senza preoccupazioni materiali; di solito il regalino viene dato fino all’adolescenza.

LA DANZA DEL DRAGO E LA DANZA DEL LEONE

Durante il primo giorno, o anche nei giorni successivi, si assiste alle note Danza del Drago e Danza del Leone, che hanno funzioni diverse.
Il drago (in cinese long) è un animale mitico, da sempre considerato simbolo di forza, dignità, fertilità e abbondanza, perciò la sua danza è di buon augurio per l’anno nuovo. Spesso sul corpo del drago vengono rappresentati i 12 segni dell’oroscopo cinese, come buon auspicio per tutti i segni zodiacali.
Il drago, sostenuto da vari atleti professionisti, sfila per le strade delle città per scacciare le energie negative, portare quelle buone e proteggere e benedire gli esseri umani, con la sua grande forza e virtù. In antichità, si riteneva che anche gli imperatori fossero protetti dai Draghi buoni, perciò il loro sfilare rappresentava anche la benedizione e la protezione dell’imperatore.

Danza del Drago (minghui.org)

Tipica è anche la Danza del Leone (che si esegue anche in altre festività). Un grande leone (manovrato da due persone che lo fanno muovere quasi fosse reale) danza, salta e gioca con i passanti attraversando le strade cittadine.
Ci sono due versioni sulla sua origine: in alcuni testi si narra che in antichità vi fosse, in una regione della Cina, un mostro dalle fattezze simili a quelle di un enorme leone, che ogni 12 mesi veniva a chiedere un tributo di sangue agli esseri umani: per lasciarli in pace, pretendeva una o più persone da mangiare per saziare la sua fame. L’animale, sebbene feroce e spaventoso, aveva però paura del colore rosso e dei suoni forti. Per questo, gli abitanti dei villaggi che subivano l’attacco, nei giorni del tributo si vestivano e addobbavano la città di rosso, e facevano un gran fracasso con fuochi d’artificio, sbattendo pentole e utensili da lavoro tutto il giorno, (cosa che ancora si fa in alcune città), per spaventarlo e tenerlo lontano.
L’altra tradizione, più semplice, dice invece che il leone (come in altre culture) è stato sempre simbolo di forza e dignità, e quindi evocativo di tali sentimenti negli esseri umani. La sua sfilata ha la funzione di ricordare queste virtù, e proteggere le persone dalle influenze negative, oltre a portare gioia e forza. Non a caso, anche la tradizione buddista cinese lo ha adottato come animale protettore del Darma buddista; in passato, infatti, spesso le statue di due leoni erano posizionate ai lati dell’ingresso degli edifici dell’imperatore o dei monasteri buddisti.

Danza del Leone (Epoch Times)

IL CAPODANNO E LA CREAZIONE DEL MONDO

Secondo la tradizione, Nu Wa – la divinità che ha creato ogni essere della Terra – nei giorni della creazione ha dato vita in sequenza a questi esseri: gallina, cane, maiale, capra, mucca, cavallo e infine uomo. Perciò, ognuno dei sette giorni successivi a capodanno è dedicato a ognuna di queste creature.

I festeggiamenti, che durano due settimane, hanno ogni giorno un rituale e un significato più o meno profondi, nonostante nel tempo alcuni siano andati perduti, specialmente dopo la Rivoluzione Culturale di Mao, che ha cercato di distruggere (spesso riuscendoci) tutte le credenze tradizionali.

Nel primo giorno – dedicato alla gallina – il nucleo familiare deve far visita alla famiglia del marito; se non si è sposati, il figlio sta a casa con la propria famiglia.

Il secondo giorno – quello del cane – si fa visita agli amici, che spesso hanno un ruolo importante nella vita di una persona.

Il terzo giorno – dedicato al maiale – si fa visita alla famiglia della moglie. Non vi è nulla di negativo nell’accostamento tra il maiale e la moglie, anzi nel carattere cinese che rappresenta la casa (in cinese jià) figurano gli ideogrammi che rappresentano un tetto e un maiale. Nell’antichità, il maiale era segno del benessere e dell’abbondanza in una casa. La presenza della moglie garantisce benessere e prosperità nella famiglia, inoltre nel carattere che significa buono o bene (in cinese hao) sono rappresentati una madre che tiene in braccio un bambino.
In antichità la società cinese era profondamente patriarcale e,  quando si sposava, la donna entrava a far parte della linea patriarcale del marito, cambiava cognome e veniva considerata parte della nuova famiglia, non più della propria. Era difficile che la donna potesse vedere i propri genitori durante l’anno, e l’occasione del capodanno per rivederli era davvero una festa, per questo era ovvio portare molti doni.

Il quarto giorno è quello della capra; la divinità del focolare ritorna a casa dopo aver presentato il rapporto all’Imperatore di Giada.

Il quinto giorno – quello della mucca – è considerato la data di nascita del dio cinese del denaro e della ricchezza: oltre ai vari culti e pratiche propiziatorie per ingraziarselo, si riaprono le attività commerciali chiuse fino ad allora per le feste.

Il sesto giorno – quello del cavallo – è dedicato a cacciare via lo spirito della povertà: tutta la spazzatura, accumulata nei giorni precedenti, in cui non si doveva neanche spolverare per non cacciare via le energie nuove e positive che stavano entrando in casa, si butta e si brucia.
Alcuni testi parlano di questo giorno dicendo che sia presieduto anche dallo spirito che si occupa del bagno, che viene a controllare che tutto sia pulito nella stanza adibita all’uso. Il cavallo inoltre, simbolo di forza e intraprendenza, è stato sempre anche un fedele alleato e compagno nelle fatiche degli uomini. In questo giorno quindi, in onore del cavallo, chi ha dei campi torna a lavorare la terra.

Il settimo giorno del nuovo anno è quello dell’Uomo, e si celebra la ricorrenza del Renri: la Creazione dell’Uomo a opera della divinità Nu Wa, che ha creato l’essere umano a propria immagine e somiglianza.
Questo giorno è considerato una specie di compleanno dell’Umanità, in cui ogni persona diventa più vecchia di un anno. Si è soliti festeggiarlo mangiando in compagnia degli amici.

Nu Wa la divinità creatrice dell’uomo (Epoch Times)

L’ottavo giorno è dedicato al frumento. Se in questo giorni c’è bel tempo, si dice ci saranno ottimi raccolti tutto l’anno; se piove i raccolti saranno scarsi e difficili.
È anche il giorno dell’osservazione delle stelle, per comprendere meglio il proprio destino, che si dice sia governato dalle stelle.

Il nono giorno è dedicato all’Imperatore di Giada, che nel cielo controlla i destini degli uomini. A lui vengono offerti numerosi e vari cibi, e la tradizione vuole che – essendo una giornata dedicata a un imperatore – non si debba stendere ad asciugare biancheria intima (un’operazione da evitare nei giorni solenni).
Tutto nella cultura tradizionale cinese volge all’armonia. Come il giorno prima era il giorno del Cielo, questo è il giorno della Terra, in cui si dovrebbe riflettere sul dono che la terra ci ha fatto, la casa che ci dà per vivere e i frutti che ci nutrono. Da questo deriva che si dovrebbe sempre vivere secondo moralità e giustizia.

Per la Legge dell’armonia, poiché il terzo giorno il marito è andato a casa della famiglia della moglie, l’undicesimo giorno è il padre della moglie che va a trovare la nuova famiglia della figlia. Il dodicesimo giorno la figlia può tornare a casa dei suoi anche da sola.

Il tredicesimo giorno si mangia leggero: riso e verdure

Festival delle Lenterne a Taiwan. (Epoch Times)

Il quattordicesimo giorno, finalmente ci si riposa, prima di concludere con la grande festa del quindicesimo giorno, che celebra la fine dei festeggiamenti con la Festa delle Lanterne  (in cinese Yuánxiāo jié).
Durante la famosa Festa delle Lanterne, le famiglie escono per le vie cittadine portando lanterne accese e colorate. Fuori dalle case si accendono candele, per guidare gli spiriti buoni a entrare nelle abitazioni. È costume tipico consumare un dolce di riso chiamato tāng yuán. In questo giorno, i funzionari dei Cieli della corte dell’Imperatore di Giada vengono invitati a visitare le case.

Tang Yuan, il dolce caratteristico della Festa delle Lanterne (Epoch Times)

Così, dopo aver rimosso le energie vecchie, aver fatto un profondo esame di coscienza, aver trascorso tanto tempo con le persone care e pregato le divinità di portare fortuna e abbondanza, si spera che l’anno nuovo possa portare cose buone. E che il Cielo e la Terra – così come gli esseri umani e le divinità – possano vivere in armonia.

 
Articoli correlati