I molti significati del matrimonio, una saggezza secolare

Di Ann Lin

«Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi». —Matteo 19:6

Sin dai tempi biblici, abbiamo cercato le nostre altre metà, volendo cavalcare verso il tramonto con il nostro unico vero amore e sposare l’amore della nostra vita. Alcune antiche tradizioni nuziali sottolineavano le sfide che attendevano gli sposi novelli e la tristezza dell’allontanamento dalle proprie famiglie.

E se una parola può catturare l’ideale universale del successo matrimoniale, è probabilmente «armonia», a cominciare dalla storia dei nostri primi antenati.

E il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile». —Genesi 2:18

Secondo la Bibbia ebraica, tutta l’umanità discende da Adamo ed Eva. Dio sentì che Adamo aveva bisogno di una moglie e creò Eva prendendola dalla costola di Adamo. Così si formò la prima coppia al mondo.

Eva è nata per aiutare e accompagnare Adamo, e in cambio, Adamo ha promesso di proteggerla e provvedere a lei. Erano due facce della stessa medaglia: nate dallo stesso corpo, e attraverso l’unione benedetta di Dio, ancora una volta riunite come una sola per essere feconde.

Una coppia di oche si rifugia tra i canneti durante il tempo avverso. Durante la fine della dinastia Song, questo tipo di pittura simboleggiava la coppia che soffriva insieme e si amava ancora (Per gentile concessione del National Palace Museum)

Il vero significato del matrimonio

Nell’antica Cina si diceva che gli uomini e le donne non sposati fossero incompleti. Solo dopo aver trovato l’altra metà e essersi sposati, erano considerati interi. Secondo lo Yili Zhushu, un testo della dinastia pre-Han, «padre e figlio, marito e moglie, [e, ndr] anche i fratelli sono un solo corpo». Questo passaggio illustra l’importanza che veniva data al matrimonio nell’antica Cina. Mentre fratelli, padri e figli sono legati dal sangue, mariti e mogli sono legati solo dall’amore e dalla lealtà.

Nel Libro dei Riti, Confucio dice, «Dalla distinzione tra uomo e donna è nata la giustizia tra marito e moglie». In modo simile alle credenze bibliche, le persone nell’antica Cina pensavano che uomini e donne avessero responsabilità diverse. Il marito doveva provvedere alla moglie e alla famiglia, mentre la moglie doveva occuparsi delle faccende domestiche. Questo scambio di responsabilità ha portato a una comprensione e un rispetto reciproci, che gli antichi chiamavano «giustizia».

Il matrimonio era un importante fondamento della società nell’antica Cina e spesso svolgeva un ruolo importante nell’organizzazione e nella politica dei clan. Ma lo scopo principale del matrimonio era quello di allevare i figli per farli diventare membri onesti della società e tramandare l’eredità di ogni famiglia. Come dice Il Libro dei Riti: «La cerimonia del matrimonio doveva essere un legame d’amore tra due cognomi, al fine, da un punto di vista retrospettivo, di assicurare i servizi nel tempio degli antenati, e, nel suo carattere futuro, di garantire la continuità della linea familiare».

Rituali Antichi

Per via della natura sacra del vincolo matrimoniale nell’antica Cina, c’erano rigide regole di etichetta che lo riguardavano. Perché un matrimonio fosse considerato valido, doveva essere approvato dai genitori della coppia. Un matrimonio non era solo un’unione tra la coppia: era un’unione tra le loro due famiglie. In effetti, i genitori spesso fungevano da sensali e i matrimoni combinati erano molto comuni.

Il processo di corteggiamento iniziava con un sensale che faceva conoscere le due persone. Era considerato improprio per uomini e donne non sposati conoscersi da vicino al di fuori delle procedure formali. Una volta stabilita la corrispondenza, la famiglia doveva riferire la notizia del matrimonio al monarca. Veniva quindi organizzata una festa e l’intero villaggio si riuniva per celebrare l’unione della nuova coppia.

Il processo di proposta ufficiale coinvolgeva i «sei riti», che hanno avuto origine in epoca classica. Fin dalla dinastia Zhou erano praticati principalmente tra l’élite, ma durante la dinastia Tang si diffusero ampiamente tra la gente comune. Affinché una coppia potesse essere considerata correttamente sposata, i riti dovevano essere eseguiti in ordine.

Una coppia di sposini rende omaggio nella cappella nuziale. La procedura in tre fasi prevede prima di mostrare rispetto per il cielo, poi per i genitori dello sposo e infine l’uno nei confronti dell’altro, suggellando il loro status di marito e moglie. (Dominio pubblico)

Il primo passo era che l’uomo si proponesse con un regalo di accompagnamento. Se la famiglia della donna scegliefa di accettare la proposta, si passava al secondo rito, che consisteva nell’«indagare il nome e la data di nascita della signora». Questo veniva fatto per assicurarsi che la coppia non avesse parenti di sangue in comune. Terzo era «l’indicazione di una divinazione positiva», che assicurava che l’unione sarebbe stata equilibrata. Il quarto rito prevedeva che il marito facesse offerte alla famiglia della donna, e il quinto riguardava il fissare la data del matrimonio. Infine, i sei riti si concludevano con l’incontro di persona dello sposo e della sposa.

La versione della dinastia Qing di «Su per il fiume durante il Qingming», un dipinto a mano che raffigura uno sposo che si reca a casa della sposa per accompagnarla al loro matrimonio. (Per gentile concessione del National Palace Museum)
La versione della dinastia Song della stessa scena. (Per gentile concessione del National Palace Museum)
«Su per il fiume durante il Qingming» della dinastia Ming. (Per gentile concessione del National Palace Museum)

Un atto solenne

Al giorno d’oggi, le cerimonie nuziali sono viste come celebrazioni e sono spesso trattate come una grande festa. Tuttavia, durante certi periodi e luoghi, come la dinastia cinese Zhou, erano atti solenni e seri. Come Il Libro dei Riti racconta: «Nella cerimonia del matrimonio, non usavano la musica, facendo lo stesso riferimento al sentimento di solitudine e oscurità [naturale alla separazione dai genitori, ndr]. […] Non c’erano congratulazioni per il matrimonio; era visto come [una generazione di, ndr] uomini che succedeva a un’altra». Questo sentimento era presente nelle spoglie cerimonie nuziali della dinastia Zhou occidentale, che non prevedevano musica, parole di congratulazioni, cibo o bevande.

Abito da sposa della dinastia Zhou per lo sposo (a sinistra) e la sposa (a destra). (Manuel Alejandro Hung/PxHere)

Dopo la cerimonia nuziale, alla famiglia della sposa non era permesso di accendere candele per tre notti, in modo da mostrare la loro tristezza per la separazione della figlia. A casa dello sposo, la musica, il canto e il ballo erano vietati per tre giorni per dimostrare che era un uomo serio in grado di gestire la responsabilità di allevare una famiglia.

C’erano anche molte tradizioni che avevano luogo durante la prima notte della coppia sotto lo stesso tetto. Per simboleggiare l’inizio della loro nuova vita come marito e moglie, i due bevevano insieme da una zucca. La zucca veniva spezzata in due pezzi e ciascuna metà veniva riempita di vino. Veniva usata una corda per legare insieme le due metà, a simboleggiare che, sebbene fossero due persone separate, il destino li aveva uniti. La zucca e il vino in genere hanno un sapore amaro, il che simboleggiava le difficoltà future che la coppia avrebbe dovuto affrontare. Una tradizione comune in tutta la Cina era che marito e moglie tagliassero ciascuno una ciocca di capelli e li legassero insieme per simboleggiare l’unità e un legame eterno.

Un mestolo di zucca di giada bianca dell’Impero Mogul. Nei tempi antichi, gli sposi bevevano da un mestolo di zucca, a simboleggiare che avrebbero condiviso il fardello di eventuali difficoltà che avrebbero potuto presentarsi (Per gentile concessione del Museo del Palazzo Nazionale)

Anche se la celebrazione del matrimonio è cambiata drasticamente nel corso dei secoli, il giorno del matrimonio di una persona rimane uno dei momenti più importanti della vita. Ora che il mondo ha posto così tanta enfasi sull’individuo e si è frammentato in migliaia di sottoculture, è più raro trovare due persone che siano entrambe d’accordo sul significato e sulla funzione del matrimonio. Ma la speranza universale rimane che, se Dio vuole, ognuno di noi troverà il suo unico partner perfetto e camminerà a braccetto con lui o lei per il resto della sua vita.

 

Articolo in inglese:The Many Meanings of Marriage: Centuries-Old Wisdom

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