I benefici della carne e i falsi miti dei cereali

Oggigiorno l’alimentazione viene considerata molto importante nella prevenzione, nella cura e addirittura nella guarigione di alcune malattie. In altre parole sempre più esperti ritengono plausibile associare l’insorgenza di una malattia a una lunga e costante assunzione di certi alimenti, definiti non salutari.

Epoch Times ha intervistato Giovanni Cianti, ricercatore indipendente e autore di numerose pubblicazioni riguardanti l’alimentazione, la cultura fisica e il benessere, per conoscere approfonditamente il suo punto di vista sugli alimenti idonei all’uomo e le conseguenze del mangiare cibi non salutari. Cianti è inoltre ideatore di una propria filosofia naturalistica, definita ‘Evo Diet’.

Esistono alimenti dannosi per l’uomo?

La maggior parte di quelli consumati oggigiorno potrebbero creare problemi per la salute. Faccio l’esempio dei legumi, tossici se consumati crudi. Difatti, per rendere edibili i fagioli è necessario lasciarli in acqua molte ore affinché perdano tossine e poi devono essere bolliti per un’ora a cento gradi di temperatura e ciononostante producono ancora problemi digestivi.

I cereali, assieme a legumi e latte e derivati, sono attualmente venduti come le icone della sana alimentazione. Ma sono alimenti carichi di calorie, eccessive rispetto al loro volume, e molto scarsi dal punto di vista nutrizionale. Cento grammi di pasta apportano 350/400 calorie, gli stessi grammi di una mela ne apportano cinquanta. Invece cento grammi di carne, il miglior alimento per l’uomo, contano 100/150 calorie, ed è ricca di vitamine, minerali ed enzimi.

Inoltre i cereali sono molto poveri di vitamine e sali minerali e sono contenuti perlopiù nel guscio del cereale, ricco di antinutrienti che distruggono gli enzimi digestivi e non solo. Contengono anche dei sali, i fitati, che si legano a calcio, ferro e zinco e ne impediscono l’assimilazione. Tant’è vero che nelle popolazioni che si nutrono quasi esclusivamente di cereali si riscontra osteomalacia (il rammollimento dello scheletro), rachitismo e scarso sviluppo somatico. Inoltre contengono allergeni molto potenti, il più noto dei quali è il glutine, del quale una frazione, la gliadina, è indigeribile per tutti i mammiferi e provoca celiachia, permeabilità intestinale ed è collegata a numerose malattie di natura autoimmune. In realtà tutti siamo più o meno sensibili al glutine con reazioni di diversa gravità: dal semplice gonfiore fino alla sclerosi multipla, causata appunto dal consumo di questa proteina.
Per concludere, i cereali contengono esorfine, sostanze simili alla morfina che danno una sensazione di benessere e piacere ma anche dipendenza.

I legumi causano problemi analoghi.

Un breve elenco dei danni provocati da cereali, legumi e derivati del latte (Evo Diet, per concessione dell’autore)

Cosa ne pensa dei cereali integrali?

Sono più dannosi di quelli raffinati poiché contengono le fibre del cereale, che apportano qualche minerale e vitamina in più, ma anche molti antinutrienti in più. Credo di aver letto almeno un centinaio di studi che parlano dei benefici dell’integrale. Non ne esisteva uno solo che spiegasse in modo risolutivo i benefici: o si taroccavano le cifre e i numeri (una prassi non rara) oppure i benefici si riscontravano in gruppi di popolazioni che facevano vita sana, attività sportiva, assumevano integratori, per cui l’attribuzione totale dei benefici ai cereali non era corretta. Altre volte, in studi più precisi, i benefici in termini di valori del sangue erano trascurabili.

E il latte e derivati?

Parto dalla premessa che in tutti i mammiferi il latte è un alimento dell’infanzia e nessun animale lo consuma da adulto. Il bimbo a due anni perde la lattasi, quell’enzima che permette la digestione del latte. Alcune popolazioni che hanno una storia di pastorizia, come i popoli dell’Europa orientale e gli italiani, tendono a conservare questo enzima. Invece gli africani, lo perdono.

Il problema maggiore del latte è la caseina, una proteina che nel latte vaccino è presente per circa il 70 per cento, mentre nel latte materno al 30 per cento, addirittura nelle prime gocce di latte la caseina non è neppure presente. La caseina è l’analogo del glutine nei cereali. Una proteina quasi indigeribile e provoca quasi gli stessi problemi: permeabilità intestinale, infiammazione e malattie autoimmuni.

Per quanto riguarda le proteine del siero del latte, oggi tanto diffuse negli integratori, sono lattoalbumine e sono generalmente ben tollerate dall’organismo.

Quale cibo dovrebbe mangiare l’uomo?

Ogni animale possiede un suo cibo specie-specifico e l’uomo è carnivoro-frugivoro, correttamente definito onnivoro ma questo termine non significa che possiamo mangiare tutto, esistono per esempio delle bacche velenose. Inoltre da sempre, gli animali assumono cibo dalla natura senza manipolazione e utilizzo della tecnologia, fosse anche banalmente la cottura. Questo discorso dovrebbe valere anche per l’essere umano.

Per cui gli alimenti idonei all’essere umano sono quelli disponibili in natura senza manipolazione. Sono la carne, il pesce, alcune verdure e la frutta. Per consumare i cereali, è necessario un importante contributo di tecnologie, la semina, la raccolta, la macinazione e una lunga cottura per renderli commestibili.

Sono certo che se si ritornasse a mangiare carne e verdura, il 90 per cento della malattie sparirebbe entro dieci anni. Ma secondo alcune logiche è meglio avere una popolazione malata, che è più facilmente controllabile e che fornisce un enorme ritorno economico, basti pensare all’industria sanitaria.

È stato ampiamente dimostrato che la maggior parte delle malattie di cui soffre il genere umano e tutti gli animali domestici (cani, gatti, cavalli, mucche) sono sorte dodicimila anni fa, quando l’uomo è passato da un’economia di sussistenza – caccia e raccolta – a una di produzione, quella agricola. Il campo è stato sostituito dalla fabbrica e poi dall’ufficio, un passaggio drammatico e forzato. Se si guardano alle popolazioni che ancora vivono di un’economia di sussistenza, come i boscimani, pigmei e indios, si può notare che vivono in sintonia con la natura. Il loro sviluppo somatico è perfetto e non si ammalano di cancro.

Quali problemi determinano i latticini e legumi?

Le lectine dei legumi e la caseina del latte producono danni simili al glutine. Queste sostanze sono in gran parte composte da due amminoacidi, la prolina e glutammina, per la quale i mammiferi non hanno gli enzimi preposti alla digestione. Per cui, quando queste frazioni proteiche arrivano nell’intestino e trovano i villi intestinali, non riescono ad attraversarli (dalla barriera intestinale passano solo acidi grassi semplici, zuccheri semplici e amminoacidi). Le proteine per passare devono essere scisse in amminoacidi, ma c’è bisogno degli enzimi. Ma dal momento che non esiste l’enzima specifico che scinde il legame tra questi due amminoacidi, questi peptidi riescono a passare grazie all’azione della zonulina, che crea un varco nella parete intestinale, che purtroppo rimane aperto anche per virus e batteri. Questo frammento che passa, costituito da prolina e glutammina, finalmente trova l’enzima transglutaminasi, che rompe il legame. La prolina si lega quindi ad altri amminoacidi formando le esorfine di cui ho parlato prima che danno appunto dipendenza.

Nel frattempo, la glutammina si lega all’enzima stesso e forma un antigene che scatena la reazione autoimmune, provocando l’acne oppure l’alopecia, o malattie renali autoimmuni, o addirittura diventando concausa dell’autismo. Per fare un altro esempio, è stato scientificamente dimostrato che perfino gli schizofrenici che assumono una dieta priva di glutine migliorano immediatamente il loro quadro.

Se questa reazione avviene nella guaina che riveste il sistema nervoso, la mielina, può determinare la sclerosi multipla. Se nella tiroide, da origine all’ipotiroidismo, che può portare fino alla cessazione del suo funzionamentoSe si verifica nel pancreas, viene provocato il diabete giovanile di tipo I.

Una serie di studio evidenziati anche dall’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha dimostrato la correlazione tra diabete giovanile e glutine, e che se lo svezzamento del bambino avviene tra i 3-6 mesi, la percentuale di diabete infantile dovuto al glutine si attesta intorno al 1-2 per cento. Ma se lo svezzamento avviene prematuramente quando l’intestino del bambino è vulnerabile oppure dopo i 6 mesi, ossia quando la quantità di cibo richiesta è maggiore, questa percentuale aumenta fino al 3-5 per cento. È noto che i neonati hanno problemi intestinali e diarrea. Secondi i pediatri è normale, ma non è vero. Certamente con il tempo l‘organismo si può adattare, ma in altri casi sviluppa diabete.
Un’altra malattia autoimmune è l’atrite, che viene curata con farmaci antitumorali o cortisone. Togliendo i cereali a chi ne soffre di artrite, sta meglio.

Molte malattie vengono definite idiopatiche poiché non se ne conosce la causa, ma in realtà questa ignoranza non è più permessa. Ormai la comunità medica né è al corrente ma i medici non dicono queste cose perché lo impone la dottrina del loro ordinamento, pena azioni disciplinari di varia natura.

Giovanni Cianti, ricercatore indipendente e autore di numerose pubblicazioni, durante un seminario da lui organizzato sull’alimentazione

E l’osteoporosi?

Questa malattia va di pari passo con la sarcopenia, la perdita di muscoli e si manifesta in terza età. La causa è dovuta a una lieve acidosi metabolica cronica, cioè gli alimenti acidificanti sono preponderanti rispetto a quelli alcalinizzanti. Se si assumono troppi cereali, legumi e derivati, alimenti acidificanti, l’equilibrio è sbilanciato. Allora l’organismo cerca riequilibrare prendendo i sali minerali dalle ossa oppure distrugge il tessuto muscolare per prelevare amminoacidi che servono per produrre ammoniaca ed eliminare gli ioni idrogeno in eccesso. Questo meccanismo è tamponato dagli ormoni sessuali, testosterone nell’uomo ed estrogeni nella donna.
Quando con il climaterio cala la produzione sessuale, il tamponamento perde efficacia, per cui avviene questo depauperamento del tessuto muscolare e osseo. Se si pensa che mangiando più latticini si tampona il problema poiché ricchi di calcio (che tra l’altro non viene pienamente assorbito), si sta invece facendo l’opposto. Si deve invece mangiare più frutta e verdura per tamponare questa situazione.

Cosa ne pensa dell’olio extravergine di oliva?

L’olio di oliva, extravergine o meno, è composto da grassi vegetali in modo abbastanza bilanciato. Il problema è che altera il gusto del cibo, sbilanciando il meccanismo fondamentale ‘fame-sazietà’, molto fine e sottile. Se si mangiano gli alimenti specie-specifici non passati attraverso tecnologia e manipolazioni alimentari, questo meccanismo rimane perfettamente resettato sulle necessità del corpo. In altre parole, si smette di mangiare quando si è sazi. Con l’olio di oliva si altera questo processo.

Con sazietà intende la pienezza?

La pienezza è un feedback che indica lo stomaco pieno. Ma spesso si mangia ancora per fame nervosa, che è un segnale del cervello che sente ancora delle mancanze. Se invece si mangia cibo specie specifico, avviene contemporaneamente la pienezza e la sazietà. La sazietà è quella sensazione di benessere di ‘essere a posto’, che si accompagna per molte ore dopo un pasto corretto. La maggior parte delle persone dopo un pasto troppo ricco di zuccheri ha una iperglicemia, poi un’ipoglicemia reattiva e quindi cerca nuovamente il dolce. La glicemia sale e scende come le montagne russe. Invece un’alimentazione ricca di proteine stabilizza la glicemia, con una buona resa fisica e intellettuale. Per fare esempio, l’alimentazione dei trecento spartani che resistettero tre giorni alle Termopili era fortemente carnivora.

E la soia?

È uno dei legumi più tossici. Tant’è vero che veniva coltiva originariamente in Asia per concimare i campi. Solo una lunga fermentazione riesce a distruggere le tossine ma non i fitoestrogeni, che in età fertile alterano il ciclo mestruale. Ma i danni maggiori sono a livello del feto. Se una donna incinta si nutre in modo importante di soia, impedisce al maschio di sviluppare le caratteristiche maschili. A circa un mese e mezzo di gravidanza il feto maschio produce il quantitativo di testosterone pari a quello prodotto durante tutta la pubertà. Gli fa scendere i testicoli, sviluppa il pene e il cervello maschile. Se la madre si nutre di soia, il rischio è di far nascere bambini con pene piccolo, testicoli non scesi e cervello non ben sviluppato, con il rischio che la persona abbia uno sviluppo non ben definito. Questo può avvenire anche nella pubertà, con lo sviluppo della ginecomastia.

Quali sono gli alimenti benefici?

Al primo posto la carne per la ricchezza nutrizionale, grazie alla presenza di oltre duecento nutrienti tra cui proteine, grassi, vitamine e minerali, e per l’assenza di allergeni, tossine e antinutrienti. La carne migliore per l’uomo è quella di erbivoro allevato al pascolo. Quella derivante da erbivoro allevato con farine di cereali può essere pericolosa per la salute. Per l’uomo, il pesce è una carne di qualità leggermente inferiore. Il pollame va bene, le uova anche, ma dipende dalla produzione. Se le galline pascolano va bene, fermo restando che devono essere cotte. Quelle industriali, anche ‘biologiche’, non sono così salutari.

E poi tutte le verdure che si possono consumare crude. Se devono essere per forza cotte, come spinaci, cavoli e rape, contengono sostanze che sottraggono iodio alla tiroide. E poi tutta la frutta ma solo di stagione, preferibilmente matura e consumata cruda, come natura vuole.

E la frutta secca?

D’autunno e in inverno, consumate in stagione. Presenta un’elevata percentuale di grassi, molti ricchi di omega 6 e una minima parte di omega 3 nella forma non utilizzabile dall’essere umano.

La carne costa molto. La sua è un’alimentazione sostenibile a livello economico e ambientale?

Mangiare sano è una forma di assicurazione per la vita e la salute. C’è carne per dieci miliardi di persone, è stato fatto un calcolo in passato. Nell’economia di sussistenza, caccia e raccolta, in circa tre ore ci si procura cibo per una famiglia per tre giorni. Nell’economia di produzione, l’individuo deve tenere la zappa in mano per un anno intero e se va bene si ritrova con pochi sacchi di grano. Questa economia è profittevole per il padrone ma non per l’individuo. La stessa logica della fabbrica e della società dei consumi. Da quando esiste, ci sono le guerre per ricavare risorse e schiavi, che vengono definiti forza lavoro. Ecco che allora la globalizzazione comprime il costo del lavoro umano e quindi alle persone si devono dare cibi poco costosi. Tra l’altro, una alimentazione ricca di cereali e legumi favorisce un minore sviluppo di neuroni.

Cosa ne pensa degli integratori?

Vengo da un’attività culturistica di 15/20 anni, in cui ne ho usato ampiamente. Poi ho smesso di prenderli e ho avuto comunque risultati. La maggior parte degli integratori sono prodotti a livello industriale, per esempio la maggior parte delle vitamine vengono estratte dagli idrocarburi aromatici. Tuttavia rimangono molti dubbi sull’efficacia delle vitamine di sintesi rispetto a quelle contenuto nel cibo e anche se vengono progettati bene, non saranno mai come l’analogo ricavato dal cibo.

Forse quelli veramente necessari al giorno d’oggi, a causa dell’inquinamento dei cibi e dello stile vita moderno, sono la vitamina D e gli omega 3. Comunque vanno valutati in base all’alimentazione individuale.

 
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