Dominion, informatore getta ombre sul software elettorale usato negli Stati Uniti

Di Charlotte Cuthbertson

WASHINGTON — Il software elettorale Dominion avrebbe manipolato il voto negli Usa. E senza lasciare traccia di tali alterazioni. Questo quanto sostenuto tra le righe da un informatore in una deposizione rilasciata dal noto avvocato ed ex procuratore federale Sidney Powell.

L’informatore riferisce di aver visto il software elettorale in funzione e di averne osservato il bizzarro comportamento. Fa sapere poi di avere un passato nell’esercito venezuelano e nella guardia di sicurezza nazionale del presidente venezuelano. E racconta di una presunta cospirazione tra i dirigenti dell’azienda di software elettorale Smartmatic, l’ex dittatore Hugo Chavez e i funzionari elettorali del Paese, per garantire la rielezione di Chavez e il suo mantenimento del potere negli anni a venire. Sempre l’informatore ha spifferato di essere stato presente a diverse importanti riunioni.

Epoch Times non è riuscito a verificare in modo indipendente tali affermazioni.

Nel suo affidavit (dichiarazione giurata) si legge: «Ho assistito alla progettazione e alla messa in funzione di un sofisticato sistema di voto elettronico che ha permesso ai leader del governo venezuelano di manipolare la tabulazione dei voti per le elezioni nazionali e locali e di selezionare il vincitore di quelle elezioni per far mantenere il loro potere».

«Da quel momento in poi, Chavez non ha mai perso un’elezione. In realtà, aveva elaborato uno stratagemma che garantisse la vittoria a se stesso, al suo Partito, ai membri del Congresso e ai sindaci dei comuni».

«Dominion come Smartmatic»

L’informatore sostiene ancora che «il software e la progettazione alla base del sistema elettorale elettronico, e il software di Dominion e di altre società di tabulazione elettorale si basa su un software che è una derivazione del sistema di gestione elettorale Smartmatic».

«In breve, il software Smartmatic è nel Dna dei software e dei sistemi di ogni società di tabulazione elettorale», aggiunge.

Nell’affidavit si sostiene che Dominion è una delle tre principali società che tabula i voti negli Stati Uniti.

In un’intervista del 15 novembre la Powell ha affermato: «Ci stiamo preparando a ribaltare i risultati delle elezioni in diversi Stati». Ha riferito inoltre che il software elettorale statunitense ha trasferito «milioni di voti» da Trump a Biden.

Sempre secondo l’informatore, Smartmatic ha creato un sistema che ‘cancella’ le scelte di voto degli elettori all’interno della macchina, per poi sfornare il risultato desiderato entro la fine della giornata elettorale. Non esisterebbero quindi più voti ricondicibili alla scelta degli elettori.

Nelle elezioni venezuelane dell’aprile 2013, secondo la deposizione giurata, i cospiratori hanno dovuto spegnere internet per due ore per riprogrammare le macchine, dato che Nicolás Maduro stava perdendo troppi voti nella sfida con Henrique Capriles Radonski.

L’informatore ha affermato che Chavez avrebbe anche esportato il software in Bolivia, Nicaragua, Argentina, Ecuador e Cile.

Un portavoce di Dominion Voting Systems ha reso noto il 12 novembre che la società «nega categoricamente qualsiasi rivendicazione in merito a trasferimenti di voto o su presunti problemi di software con i nostri sistemi di voto».

In una dichiarazione al Denver Post, il portavoce ha concluso: «I nostri sistemi continuano a contare le schede in modo affidabile e accurato, e le autorità statali e locali hanno confermato pubblicamente l’integrità del processo».

 

Articolo in inglese: Whistleblower Alleges Software Manipulated Votes to Change Venezuelan Election Results

 
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