Distinguere tra il Pcc e la Cina è la chiave per il successo delle relazioni Usa-Cina

Di Yang Wei

La recente conversazione tra il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il leader cinese Xi Jinping non ha portato ad alcun reale miglioramento nelle relazioni tra Stati Uniti e Cina. I massimi funzionari del Partito Comunista vogliono che Biden si sottometta a Pechino.

Dopo che Biden ha esteso i suoi auguri per il capodanno lunare a Xi, l’11 febbraio, anche il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha rivolto i suoi migliori auguri ai cinesi. La stampa comunista ha propagandato i saluti. Ma il governo degli Stati Uniti sta estendendo i suoi auguri di Capodanno al popolo cinese o al Partito Comunista Cinese (Pcc)?

Gli auguri di Capodanno di Blinken sembravano essere rivolti principalmente al popolo cinese. Ha detto: «Spero che i nostri amici in tutto il mondo saranno sani, pacifici e felici in occasione del capodanno cinese il 12 febbraio. Invitiamo tutte le nazioni a unirsi a noi nella costruzione di un mondo migliore per le generazioni future».

Le relazioni bilaterali Usa-Cina devono ancora migliorare. Come spera la nuova amministrazione Biden di «costruire un mondo migliore» con la Cina?

Durante il suo primo discorso di politica estera del 4 febbraio, Biden aveva dichiarato che la sua amministrazione «avrebbe combattuto» per le questioni relative ai diritti umani in Cina e che gli Stati Uniti erano «pronti a collaborare con Pechino se farlo è nell’interesse dell’America».

Il mese scorso, durante la sua udienza di conferma a Segretario di Stato di Biden, Blinken ha affermato che la Cina rappresenta la più grande minaccia al mondo per gli Stati Uniti, secondo quanto riferito da Fox News.

Indipendentemente da come viene vista la Cina, è difficile immaginare un «mondo migliore» sotto la tirannia del regime cinese.

Secondo l’amministrazione Biden, vari dipartimenti stanno ancora valutando le relazioni Usa-Cina e la politica cinese del nuovo governo non ha ancora preso forma. In altre parole, Biden non è disposto a continuare la strategia di Trump sulla Cina, ma per il momento non riesce a trovare un’alternativa efficace.

Molti politici statunitensi hanno visto chiaramente l’ambizione e l’aggressività del Pcc e comprendono anche profondamente l’infiltrazione del Pcc a tutti i livelli degli Stati Uniti. La vera minaccia è già arrivata alle porte di Washington; tuttavia, l’amministrazione Biden sembra non considerare il Pcc come il più grande nemico. Durante la conferenza stampa del 2 febbraio, il portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price ha dichiarato: «Siamo in seria concorrenza con la Cina». Questo in realtà mostra l’esitazione del nuovo governo nel confrontarsi e cooperare con il Pcc.

Il team di Biden probabilmente non si è ancora reso conto che il regime del Pcc è ciò con cui gli Stati Uniti devono confrontarsi, e il popolo cinese è ciò con cui deve cooperare. Siccome il Pcc cerca l’egemonia, sarà ansioso di sbarazzarsi degli Stati Uniti il ​​prima possibile, ma al contrario, il popolo cinese è disposto a cooperare sinceramente con gli americani e i popoli del mondo. Il Pcc è il nemico degli Stati Uniti. Non esiste un conflitto di interessi fondamentale tra i cinesi e gli americani e non ci sono rimostranze nazionali storiche. I cinesi sono amici dell’America e concorrenti leali e preziosi.

Se l’amministrazione Biden non è in grado di distinguere chiaramente tra il Pcc e il popolo cinese, equivarrebbe a equiparare 1,4 miliardi di cinesi al regime del Pcc.

Se il Pcc e la Cina non vengono distinti e la relazione tra la Cina e gli altri Paesi è considerata come una relazione con il Pcc, le strategie per il cosiddetto confronto e cooperazione non saranno chiare. Qualsiasi misura incontrerà molti ostacoli e non avrà successo.

Negli ultimi decenni di politica di cooperazione, il Pcc non è stato cambiato, è solo diventato più forte. E così sono aumentati i danni arreccati al popolo cinese e al resto del mondo. Ora, con il cosiddetto confronto e cooperazione, come è possibile cambiare il regime?

Perché i massimi leader del Pcc avevano paura del governo Trump? Avevano paura delle sanzioni. Avevano paura di non essere riconosciuti come governanti legittimi. Temevano che l’ex presidente Trump e il suo team avrebbero ripetutamente sottolineato la distinzione tra il Pcc e il popolo cinese.

Una volta l’ex segretario di Stato Mike Pompeo ha affermato di voler aiutare il popolo cinese a sconfiggere il regime comunista cinese e ha invitato la comunità internazionale ad assumersene la responsabilità. Questo è il modo giusto per «costruire un mondo migliore».

Se la leadership degli Stati Uniti continua a riconoscere il regime del Pcc, qualsiasi tipo di confronto o cooperazione non sconfiggerà la natura del Pcc. Alimentando il più grande nemico del mondo libero, come si potrebbe eliminare la minaccia per gli Stati Uniti?

L’esempio del successo dell’ex presidente Ronald Reagan nella Guerra Fredda dimostra che gli Stati Uniti hanno bisogno di una strategia vincente, non di una strategia per gestire la Guerra Fredda. Gli Stati Uniti hanno bisogno di sconfiggere fondamentalmente il nemico per eliminare finalmente la minaccia, e tutti i problemi saranno allora risolti facilmente. La disintegrazione dell’ex Unione Sovietica è stata storicamente inevitabile, e lo è anche la disintegrazione del Pcc. Seguire la tendenza generale della storia è la scelta migliore.

Se gli Stati Uniti non dispongono di un posizionamento e di strategie accurate, si intrappoleranno da soli e pagheranno un caro prezzo. Il Pcc è preparato sia allo scontro che alla cooperazione, ma gli Stati Uniti non hanno ancora definito una strategia. Il Pcc ha ripetutamente enfatizzato la «circolazione interna», nel senso che i settori nazionali forniscono tutti i beni necessari per il consumo cinese, dalle materie prime alla produzione. Ciò mostra che il Pcc non si aspetta che le relazioni Usa-Cina tornino a come erano prima che Trump diventasse presidente.

Di fronte al colpo di stato militare in Birmania (Myanmar), l’amministrazione Biden si è subito rifiutata di riconoscerlo e ha sostenuto il governo democraticamente eletto. Tuttavia, di fronte al Pcc, che ha anch’esso preso il potere con la violenza, facendo affidamento sull’esercito del Partito per mantenerlo fino ad oggi, il governo Biden non si è ancora posizionato chiaramente. Come possono manifestarsi veramente la libertà, la democrazia e i diritti umani?

La «pazienza strategica» di Biden equivale ad ammettere che ancora non riesce a trovare una strategia. È proprio perché non ha compreso appieno la natura del Pcc. In altre parole, gli manca il coraggio di eliminarlo. L’attuale posizione di Biden non può far sì che il regime comunista cinese rinunci al suo odio ostile e si trasformi automaticamente in un cosiddetto «concorrente».

La chiave per il successo delle relazioni Usa-Cina è fare una chiara distinzione tra il Pcc e il popolo cinese, poiché il regime del Pcc non rappresenta il popolo cinese.

Affrontare significa affrontare pienamente il regime comunista cinese; cooperare significa invece cooperare pienamente con il popolo cinese. Pertanto, è diventata una necessita inevitabile separarsi dal Pcc, abbandonare risolutamente il Pcc e disintegrare il regime. Questa è la via per la vittoria nelle relazioni Usa-Cina, ed è anche un percorso agevole verso una preziosa amicizia tra i due Paesi. Solo allora sarà possibile «costruire un mondo migliore» insieme.

 

Yang Wei segue da vicino gli affari della Cina da molti anni. Dal 2019 collabora con editoriali politici sulla Cina per Epoch Times in lingua cinese. 

Le opinioni espresse in quest’articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente quelle di Epoch Times.

 

Articolo in inglese: Opinion: Distinguishing Between the CCP and China Is Still the Key to Success of US-China Relations

 
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