Da matrimonio difficile a famiglia armoniosa

Di ET Uplift

A volte la vita può sembrare incredibilmente difficile. Una giovane donna intrappolata in un matrimonio violento, senza alcuna speranza di poter cambiare le cose.

Silvia è cresciuta in Germania. Quando aveva 20 anni ha incontrato un giovane del Kosovo e si sono subito innamorati. Rifad, un rifugiato musulmano, aveva lasciato il suo paese all’età di 21 anni per cominciare una nuova vita. Arrivato in Europa clandestinamente su una barca, si è stabilito a Hannover in Germania.

Il padre di Rifad è morto quando lui aveva solo 6 anni. Poco dopo aver lasciato il Kosovo, anche sua madre è deceduta. Rifad, rimasto solo in un paese straniero, con barriere culturali che rendevano difficile integrarsi, e non avendo molti soldi, cadde in depressione.

Ma tutto cambiò quando incontrò Silvia. Nel giro di due anni dall’incontro si sposarono. Tuttavia, invece di essere l’inizio di una vita felice, la relazione si rivelò straziante. «Dopo esserci sposati, mi sono resa conto che era sospettoso, geloso, maleducato e con un forte desiderio di controllo», ha raccontato Silvia su al Minghui.org.

Nella cultura di Rifad, le donne non devono essere notate. Se un passante guardava Silvia, diventava subito geloso e agitato. Così iniziò a prendersela con lei. Le loro discussioni divennero frequenti. Silvia era esasperata e voleva porre fine al matrimonio, ma ogni volta che minacciava di andarsene, Rifad si metteva a piangere e lei si dispiaceva per lui. «Non volevamo continuare a litigare, ma non volevamo neanche lasciare l’altro», ha spiegato Silvia.

Consulenze e terapie non migliorano la situazione

Un giorno Silvia si ricordò di un libro che aveva letto molti anni prima, un libro sulla coltivazione spirituale. Ricordava di aver trovato molte risposte alle sue domande sulla vita, ma con le distrazioni della vita moderna, lo aveva gradualmente dimenticato.

Non sapendo come risolvere i suoi problemi matrimoniali, decise di ricominciare a leggerlo. Lo Zhuan Falun è il libro principale di un’antica pratica spirituale cinese chiamata Falun Dafa, che comprende l’insegnamento dei principi universali di Verità, Compassione e Tolleranza e la pratica di cinque esercizi di meditazione.

Silvia e Rifad avevano da poco trovato lavoro in un’altra città, e Silvia scoprì che c’era un gruppo che si incontrava regolarmente per leggere il libro insieme e praticare gli esercizi.

Ma entrare nel gruppo non sarebbe stato così semplice. Rifad credeva che le donne dovessero rimanere a casa e non socializzare in pubblico con altre persone, specialmente con gli altri uomini.

Una volta la seguì di nascosto nel luogo di incontro del gruppo, in un parco locale, e la osservò da lontano. Quando Silvia tornò a casa, lui la schiaffeggiò con rabbia.

Silvia non si arrese. La Falun Dafa le aveva insegnato i principi di Verità, Compassione e Tolleranza. Tollerava gli abusi di Rifad e cercava di non vendicarsi. Condivideva con lui quello che aveva imparato, e a volte riusciva a calmare la sua natura dominante. Ma i momenti pacifici erano di breve durata.

Gelosia

Rifad voleva a tutti i costi impedire a Silvia di frequentare il gruppo, così le impose di partecipare allo studio solo quattro volte all’anno. Ma Silvia si rifiutò con calma, innescando la rabbia di Rifad che divenne sempre più violento. La picchiò, imprecò contro di lei, tagliò il filo del telefono, lanciò il cellulare contro il muro e nascose il suo computer portatile. Le puntò contro una pistola e la minacciò di portarle via il figlio. Ma non riuscì a dissuaderla.

(KAREN BLEIER/AFP/Getty Images)

«A volte pensavo che se avesse premuto il grilletto, sarebbe stata una liberazione. Nessuno può evitare la morte. Tuttavia mi sono subito detta che non potevo pensarla in quel modo. Se mi avesse fatto questo, sarebbe stata una cosa grave per lui. Mi ripetevo che non era la sua vera natura. Non era il vero Rifad».

La Falun Dafa ha insegnato a Silvia a guardarsi dentro per trovare le proprie mancanze in ogni conflitto, e pensare prima agli altri. Quindi, ha iniziato a cercare la risposta dentro di lei. Perché Rifad non voleva che diventasse una persona migliore attraverso la Falun Dafa?

Fu allora che Silvia si rese conto che stava perseguendo l’auto-miglioramento solo per il proprio beneficio personale, in modo che suo marito non abusasse più di lei. Si era comportata come se fosse moralmente superiore. In realtà non era riuscita ad avere vera compassione nei confronti del marito.

«In una certa misura, ho rafforzato il suo attaccamento [a controllarmi] parlando con lui come un suo superiore, senza la delicatezza e la gentilezza di una donna», ha detto Silvia.

Una nuova mentalità

Rifad e Silvia nel 2015 (Minghui.org)

Mentre Silvia continuava a eliminare il suo egoismo e ad essere più compassionevole, anche Rifad lentamente è cambiato. È diventato più calmo e amichevole. La vita familiare è diventata sempre più pacifica e armoniosa.

Alla fine, Rifad ha chiesto di poter partecipare anche lui al gruppo. Diversi anni dopo, la coppia è ancora felicemente sposata ed entrambi praticano la Falun Dafa.

Se Silvia dovesse incontrare il fondatore della Falun Dafa, Li Hongzhi, saprebbe cosa dire: «Grazie Maestro, hai salvato la mia famiglia!».

Articolo originale:Trapped in abusive marriage, woman tries self-improvement practice—things get worse—then it happens

 
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