Corte dei Diritti Umani: illegale l’estradizione in Cina

Di Mary Hong

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito all’unanimità che l’estradizione di un cittadino taiwanese in Cina (precedentemente autorizzata da tribunali polacchi) lo sottoporrebbe a un reale rischio di tortura, maltrattamenti e privazione del diritto a un equo processo. Questo è quanto riporta la Ong per i diritti umani,Safeguard Defenders.

Questa importante decisione indica che per i Paesi europei sarà quasi impossibile estradare nuovamente i sospetti in Cina.

Il verdetto diventerà definitivo tre mesi dopo la data di emissione, il 6 ottobre, a meno che non venga presentato ricorso.

Estradizione in Cina

Hongtao Liu è il ricorrente del caso Liu vs Poland. Secondo la Ong, questo è il primo caso noto in cui la Corte esamina una causa riguardante l’estradizione in Cina.

Liu è stato arrestato in Polonia nel 2017 sulla base di un avviso rosso emesso dall’Interpol nel 2016, in connessione con un’indagine cinese-spagnola su un gruppo internazionale che si occupava di frodi nel settore delle telecomunicazioni.

L’articolo della Ong spiega che il gruppo di quasi 260 persone era composto principalmente da cittadini taiwanesi. Un’operazione di polizia congiunta ispano-cinese lo ha catturato nel 2016-2017. In quel momento, i tribunali spagnoli hanno ignorato le serie considerazioni della Cedu e hanno approvato l’estradizione di circa 208 taiwanesi, in diversi lotti, in Cina nel 2017-2018, nonostante le proteste di Taiwan.

L’Ong ha anche indicato che i contatti con molti degli estradati sono andati perduti e gli avvocati non sono stati in grado di individuarli o aggiornare le loro condizioni attuali.

Liu, cittadino taiwanese nato nel 1980, è attualmente nel centro di detenzione di Varsavia-Bialoleka ed è stato rappresentato in tribunale da Gorski. Ha dichiarato che la domanda relativa alla sua estradizione in Cina violerebbe l’articolo 3 e l’articolo 6, sezione 1 della Convenzione: se estradato e processato, sarebbe a rischio di tortura e trattamento inumano e gli sarebbe negato un processo equo.

Le autorità polacche hanno fatto riferimento alla decisione spagnola a loro difesa, ma questa è stata annullata dalla Corte, che ha fatto notare, in aggiunta, «l’apparentemente limitata cooperazione del governo cinese con gli organismi internazionali di protezione dei diritti umani» e il fatto che «continuano a essere sollevate gravi accuse di uso diffuso di tortura e trattamenti inumani e degradanti nei centri di detenzione cinesi».

Un precedente

La Cedu è uno strumento giudiziario internazionale giuridicamente vincolante e lega 46 Paesi europei a un’unica convenzione giuridicamente vincolante. Secondo l’articolo, va oltre i trattati internazionali simili.

Safeguard Defenders ritiene che gli effetti della decisione giuridicamente vincolante della Crote saranno i seguenti:

Primo, tutte le attuali richieste di estradizione in Cina dovrebbero essere respinte;

Secondo, i ministeri della giustizia nei Paesi interessati dovrebbero vietare le richieste dalla Cina per l’elaborazione giudiziaria;

Terzo, i casi di estradizione approvati ma non ancora eseguiti dovrebbero essere fermati.

La Ong ha affermato che, indipendentemente dalla persona, dal reato di cui è accusata o da altri elementi esterni, secondo la Corte, «tutti correranno un rischio reale di maltrattamenti se estradati in Cina».

In particolare, Safeguard Defenders ha indicato che gli avvocati sia in Italia che a Cipro stanno già citando la decisione della Corte per assicurarsi il diniego delle richieste di estradizione in corso.

 

Articolo in inglese: Court of Human Rights Makes Landmark Decision to End Extradition to China From Europe: Safeguard Defenders

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