Cina, giornalisti e monaci costretti a studiare l’ideologia comunista

Il Partito Comunista Cinese (Pcc) sta imponendo lo studio dell’ideologia comunista a monaci e giornalisti cinesi.

Di recente, infatti, a tutti i monaci di un famoso monastero buddista è stato ordinato di studiare l’ideologia politica attuale; mentre migliaia di giornalisti del Paese hanno dovuto sottoporsi a dei test sull’ideologia comunista per ottenere i loro pass per la stampa.

Nell’ottobre 2019, il Partito aveva richiesto a tutti i giornalisti e agli editori di superare un test sui «pensieri di Xi Jinping sul socialismo con caratteristiche cinesi nella nuova era», altrimenti avrebbero perso i loro pass per i media.

La Xinhua, agenzia giornalistica gestita dallo Stato, ha riferito che ogni giornalista deve studiare per almeno 24 ore l’ideologia di Xi, principalmente composta dai discorsi che ha tenuto negli anni passati, prima di poter sostenere il test.

Il 9 novembre, Radio Free Asia ha riferito di aver controllato i dati ufficiali cinesi dell’Amministrazione generale della stampa e della pubblicazione, l’agenzia amministrativa del Pcc per il controllo e la regolamentazione delle notizie, della stampa e delle pubblicazioni Internet, e ha scoperto che a fine ottobre sono «205 mila i giornalisti cinesi che hanno superato il test ‘Pensiero di Xi’ ottenendo le licenze di stampa».

Allo stesso modo, il 6 novembre, durante una cerimonia di premiazione dei media a Pechino, il ministro della propaganda cinese Huang Kunming, ha ordinato a tutti i giornalisti, redattori e altro personale dei media cinesi di aderire alla linea del Partito: «Diffondere e interpretare i ‘pensieri di Xi’ deve sempre essere il compito politico principale per i giornalisti che lavorano in prima linea nelle notizie. Dovrebbero anche cantare elogi al socialismo del Pcc con caratteristiche cinesi nella nuova era».

Il 6 novembre, il monastero buddista del Tempio Daci’en nella città di Xi’an, nella provincia dello Shaanxi, ha riunito tutti i monaci per studiare il comunicato della riunione politica chiave del Pcc di quest’anno, la quinta sessione plenaria. Secondo un post sull’account WeChat ufficiale del monastero, l’abate Zengqin ha chiesto a tutti i monaci nel tempio «di dedicare la propria mente e le proprie azioni al discorso chiave che Xi Jinping [ha tenuto alla sessione, ndr]». Il discorso e il comunicato si sono concentrati principalmente sugli obiettivi di sviluppo economico del regime cinese per i prossimi cinque anni.

Il tempio di Daci’en è noto per la sua bellissima pagoda Dayan, costruita nel 652 durante la dinastia Tang. Si dice che il tempio contenesse sutra e statuette di Gautama Buddha, che il monaco buddista Xuanzang portò dall’India alla Cina. Xuanzang è il protagonista del famoso romanzo Viaggio in Occidente, che si è recato in India per recuperare i sutra e poi è rimasto al Tempio di Daci’en per tradurli in cinese.

Negli ultimi anni, il regime cinese ha esercitato pressioni sempre maggiori sui luoghi di culto affinché studiassero e credessero nel comunismo.

Il Tempio Shaolin, noto come il leggendario luogo di nascita del kung fu, nell’agosto 2018, durante una cerimonia di alzabandiera, è stato annunciato essere di proprietà del Pcc. Subito dopo, quasi tutti i templi buddisti hanno seguito l’esempio del Tempio Shaolin, organizzando cerimonie simili per mostrare la loro lealtà al Pcc.

 

Articolo in inglese: Chinese Regime Mandates Journalists and Monks Study Communist Ideology

 
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