Celebri arie di Iolanta, l’ultima opera di Čajkovskij

In un castello delle montagne francesi della Provenza abita la giovane Iolanta. La sua storia appartiene all’ultima opera lirica di Pëtr Čajkovskij, rappresentata per la prima volta a dicembre del 1892 a Pietroburgo, al Teatro Mariinsky. Nell’incantevole composizione sorgono i valori di benevolenza, purezza e versi di gioia per la creazione di Dio.

Nel seguente video l’atto finale con il soprano Anna Netrebko:

Iolanta ha vissuto la sua vita senza vedere e senza essere consapevole di essere cieca. Suo padre, il re René, non vuole che soffra e le nasconde la realtà mentre cerca un medico per curarla. I suoi amici cercano di confortarla, ma lei si rende conto che le manca qualcosa.

L’opera e basata sul dramma di Henrik Hertz, La figlia del re Renè su libretto di Modest Tchaikovsky, fratello del compositore.

Mentre sta nel suo giardino privato con Marta, la sua nutrice, e con le amiche, Iolanta canta l’aria Perché non lo ho saputo prima. Nel seguente video, il soprano ?nna Nechaeva:

La voce del soprano Galina Vishnevskaya:

«La natura ci concesse gli occhi solo per lacrimare, non è vero, Marta?… Perché mai nell’albor della vita non conobbi le febbri del dolore? Perché allora sognavo beata fra i concenti e gli olezzi dei fiori? In aprile, quando udivo gorgheggiare gli uccelli fra i boschetti fruscianti, il mio cuore si schiudeva alla gioia e danzavo fra balde canzoni! Ora dal seno del bosco sconvolto sento uscire sospiri e lamenti, gli uccelli trasvolano muti, geme il lago con voce d’avello… Perché adesso desidero esser sola, mentre prima cercavo il frastuono?… dimmi, perché sento il cuore che si spezza quando ascolto cantar l’usignolo?… Perché?… dillo tu perché… perché mai?… dimmelo, Marta…». Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell’Accademia di Santa Cecilia e pubblicato su Flaminioonline.

Il re è preoccupato per sua figlia e canta l’aria Mio Signore, se ho peccato. Nel seguente video, la splendida voce di Nicolai Ghiaurov.

Iolanta è la promessa sposa di Robert, duca di Borgogna, Il giovane, che ancora non sa che la ragazza è cieca, sta arrivando al castello per parlare con il re e per raccontargli la verità: che è innamorato della contessa Matilde di Lorena. Va con il suo amico Vaudemont.

Robert canta l’aria Chi può paragonare alla mia Matilda rivelando la sua natura ribelle. Nel video, la voce di Pavel Lisitsian e l’attore Alexandr Bieliavski.

Invece Vaudemont canta la sua romanza dicendo che la donna dei suoi sogni deve essere pura.

«No! Il fascino delle carezze di una bellezza ribelle non mi dice nulla, uno sguardo languido non sveglia in me la dolce passione. No! L’amore dorme dentro di me sognando nella pace notturna. E sogna un angelo immacolato, docile, celeste, d’aspetto meraviglioso. L’immagine del luminoso splendore, l’immagine di una bellezza stupefacente, con un viso pieno di fascino, e di estrema bontà. Ospite del villaggio non terrestre, più limpida della neve primaverile, più pura del mughetto di bosco, più bella del giglio di campo, ecco chi sto aspettando e chi desidero!»

I due giovani arrivano al giardino vietato del castello e sulla terrazza vedono Iolanta addormentata, Vaudemont resta ad ammirarla. Lei si sveglia e li accoglie calorosamente portando loro del vino. Robert sospetta che sia una trappola e se ne va cercando aiuto, ma il suo amico si innamora di Iolanta. Quando capisce che la ragazza è cieca le dice quanto è bella la luce, fonte eterna di gioia e felicità. Nel seguente video il tenore Rolando Villazon e il soprano Anna Nebretko.

Il medico Ibn-Hakia si era offerto di curare Iolanta solo se lei si fosse resa conto di essere cieca. Adesso che lei ne è a conoscenza potrà procedere con il trattamento.

Vaudemont rivela di essere il conte Gottfried Vaudemont e chiede la mano di Iolanta. Il re risponde che la figlia è fidanzata con un altro, ma in quel momento Robert è tornato con dei soldati. Vedendo il re René, si inginocchia e ammette di amare un’altra donna.

Ora il re si rende conto che può offrire sua figlia come sposa a Vaudemont e tutti sono felici. Ma la gioia è più grande quando arriva la notizia che Iolanta ha iniziato a vedere:

«Guarda là… Dal cielo venne a te la luce!», ha detto il medico alla principessa.
«Oh miraggio! Oh mistero!… Che vedo!… Dio!… è Dio?», domanda Iolanta.
«Cielo!… Cielo!… Nel cielo è Dio!… io veggo, dunque, Dio!… Signor, ch’io sciolga a te il mio inno! Nell’oscurità già t’adorai, lascia che adesso bei lo sguardo nel folgorante tuo bagliore

Tutti cantano insieme:

«Al Creatore, fonte d’ogni bene, s’erge il nostro spirito!… Signore clemente, accogli l’inno ch’erompe fervido dai cuori….Tu, sole fecondatore del mondo, tu, divino splendore! Gloria al Signore!»

L’opera completa con Anna Netrebko:

 
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