Capitolo 11: Profanare le Arti

Lo Spettro del Comunismo non è scomparso con la disintegrazione del Partito comunista nell'Europa dell'Est

Lista dei capitoli


The Epoch Times sta pubblicando la traduzione del libro Come lo Spettro del Comunismo controlla il nostro mondo, dagli autori del libro Nove commentari sul Partito comunista.


Indice dei contenuti

1. L’Arte: un dono delle divinità

2. L’immensa influenza dell’arte sull’umanità

3. Come il Comunismo ha sabotato e violentato l’arte
a. L’arte nei Paesi comunisti
b. Gli elementi comunisti dietro l’Avanguardia
c. L’inversione dell’estetica tradizionale: Il brutto diventa arte
d. La corruzione della letteratura

Conclusione

Note bibliografiche


1. L’Arte: un regalo delle divinità 

La civiltà umana ha prodotto innumerevoli libri per descrivere ciò che possa costituire la vera bellezza. I teologi sanno che tutte le meraviglie del mondo vengono dal Cielo. Un’opera d’arte è un tentativo di emulare e mostrare la bellezza del Cielo all’interno dei confini del mondo umano. L’ispirazione di un artista proviene dalle divinità.

Solo quando gli artisti ricevono l’illuminazione e benedizioni da Dio possono diventare dei nomi eminenti nei rispettivi campi.

È grazie a una solida fede e a una forte devozione nel divino, che i grandi artisti del Rinascimento misero alla prova la loro maestria per creare delle opere così da lodare Dio. I loro pensieri retti, uniti ad azioni benevoli ricevettero la benedizione divina. Gli artisti presenti nel periodo del Rinascimento “maturo”, tra i quali Leonardo Da Vinci, Michelangelo Buonarroti e Raffaello Sanzio, utilizzarono tecniche che oltrepassavano di gran lunga sia i loro predecessori che i loro coetanei, come se fosse un miracolo. Le loro opere — dipinti, statue e lavori di architettura — sono classici senza tempo nel mondo dell’arte.

Da secoli queste opere stabiliscono un nobile riferimento per l’umanità. Rispettare e apprezzare queste opere è di beneficio non solo agli artisti delle generazioni successive, i quali ne possono studiare la purezza della tecnica artistica, ma anche per il pubblico generale, in grado di percepire e vedere la presenza divina. Quando queste opere, le tecniche che le hanno create e lo spirito che gli artisti vi hanno infuso, vengono conservate con cura, la società umana è in grado di mantenere un legame con il divino. Grazie ad esse, anche se la società umana dovesse attraversare un periodo di decadenza e di declino, ci sarà sempre la speranza di ritornare alla tradizione e di avere un percorso per la salvezza.

Gli stessi principi prevalgono nell’ambito della musica. In un teatro lirico tedesco è presente il seguente detto: «La musica di Bach ci ha dato la parola di Dio, quella di Beethoven il fuoco di Dio, Mozart ci ha dato la risata di Dio. Dio ha trasmesso la musica per poter pregare senza usare le parole». Per tutta la sua vita Johann Sebastian Bach considerò la lode, la preghiera e la devozione a Dio il principio più alto per poter creare la sua musica. Su tutte le sue più importanti partiture musicali vi sono le lettere SDG — abbreviazione di Soli Deo gloria, ossia Solo a Dio la gloria.

Materializzare elementi celesti nel regno umano, attraverso la rivelazione di Dio, è il regno più alto che un artista possa raggiungere. I magnifici dipinti e le statue, le partiture più sublimi del primo barocco, il canone classico: tutte opere di credenti religiosi. Rappresentano l’apice artistico più elevato che l’umanità possa raggiungere.

I tre elementi più importanti in qualsiasi opera d’arte sono la rappresentazione, la creazione e la comunicazione. Tutte le opere artistiche contengono un tema, cioè il messaggio che l’autore cerca di comunicare, indipendentemente dalla forma d’arte utilizzata, che si tratti di poesia, pittura, scultura, fotografia, letteratura, opera teatrale, danza o film. Nel terzo processo l’artista consegna il tema nel cuore del lettore, dell’ascoltatore o dello spettatore: è la comunicazione, la trasmissione del pensiero dell’artista verso chi lo riceverà.

Per raggiungere l’obiettivo della comunicazione, gli artisti devono possedere una superba capacità di imitazione e raffigurazione: i soggetti da imitare appartengono al mondo degli Dei o degli esseri umani, ma anche degli inferi. Sulla base della loro rappresentazione, gli artisti iniziano a creare — un processo di affinamento degli elementi più profondi o più essenziali del soggetto, unito al rafforzamento della propria espressività: si tratta della capacità di comunicare e raggiungere il cuore del loro pubblico. Quando l’artista ha fede nel divino e nei valori morali, il primo conferisce l’ispirazione della creazione. Tali opere saranno quindi divine, pure e benevoli, a vantaggio sia dell’artista che della società.

D’altro canto, quando l’artista abbandona gli standard morali, gli elementi negativi dirottano il processo creativo: le forze del male esercitano la propria influenza e usano l’artista per rappresentare le creazioni orribili e grottesche degli inferi. Opere di questo tipo sono nocive, sia per l’autore che per la società in generale.

Il valore delle arti ortodosse e tradizionali diventa chiaro. Sia in Oriente che in Occidente la cultura sacra e le arti sono viste come una connessione tra gli Dei e la civiltà umana, con lo scopo di stabilire un contatto. Le idee e i messaggi trasmessi attraverso le arti sono bellezza, benevolenza, luce e speranza. D’altra parte, le arti corrotte sono create da coloro che si trovano sotto il controllo degli elementi malvagi. Sono come una barriera tra le persone e Dio, trascinando l’umanità sempre più vicino al male.

2. L’immensa influenza dell’arte sull’umanità

Le grandi opere d’arte tramandano un’eredità culturale, diffondono conoscenza saggezza e fortificano il carattere. Occupano una posizione di rilievo in tutte le grandi civiltà, sia in Oriente che in Occidente.

Pitagora antico matematico e filosofo greco, credeva che il segreto della musica fosse da ricercare nell’imitazione dell’armonia dei corpi celesti, che a loro volta riflettono l’armonia dell’universo. Anche il popolo cinese aveva una visione simile: le opere classiche della letteratura cinese Memorie storiche e Classico della musica discorrono sulla corrispondenza della musica con i cinque elementi e su come gli strumenti musicali dovrebbero rappresentare ed emulare gli schemi del Cielo e della Terra. Solo in questo modo la «musica dal più grande stile» potrà mostrare «la stessa armonia che prevale tra Cielo e Terra[1]». Negli antichi racconti cinesi, questa musica è in grado di attrarre la gru e la fenice [due tra le molte creature che fanno parte della mitologia cinese NdT], e persino di evocare esseri celesti.

Confucio una volta disse: «La dinastia Zhou ha davanti a sé due periodi. Quanto è ricca di cultura! Io seguo gli Zhou[2]». Confucio ammirava il modo di governare dell’imperatore Zhou, attraverso i rituali e la musica: «Il saggio Imperatore Shun ha inventato uno strumento musicale a cinque corde, che ha chiamato qi. Ha cantato e suonato, accompagnato dalla dolce brezza estiva proveniente da sud, e, cosa da non credere, il suo impero era ben amministrato [sotto l’influenza benefica della sua musica[3]».

L’opera musicale Musica del Principe di Qin che infrange le linee nemiche venne composta da Li Shimin, primo imperatore della dinastia Tang. L’opera si guadagnò il rispetto delle minoranze etniche presenti nelle aree circostanti. Nel Nuovo Libro dei Tang viene descritto il viaggio del monaco Xuanzang in Occidente, alla ricerca delle scritture buddiste. Durante il viaggio un Re riferisce al monaco: «Il tuo imperatore deve essere un santo, poiché ha composto Musica del Principe di Qin che infrange le linee nemiche[4]».

Durante il regno di Luigi XIV, la corte reale francese dimostrò grande eleganza, attraverso la danza e l’arte. La danza non contiene solo le tecniche di movimento, ma anche un’etichetta sociale e delle norme da rispettare. Luigi XIV ispirò l’Europa attraverso l’arte e la cultura della sua corte e fu imitato da altre corti e dalla popolazione europea in generale.

Federico II di Prussia, detto Federico il Grande, non solo fu un re eccezionale, ma anche un abile musicista, compositore e flautista. Ordinò la costruzione del Teatro dell’Opera di Berlino, supervisionando personalmente la costituzione dell’Opera, aprendola a una più ampia gamma di classi sociali. Ancora oggi l’Opera è una parte importante nella cultura tedesca. Questi pochi esempi evidenziano l’influenza duratura che l’arte ortodossa può esercitare sulla società.

L’arte ortodossa è conforme alla legge naturale, imita la saggezza divina, porta con sé un’energia speciale: ha un impatto benefico sulle persone, sia fisicamente che spiritualmente.

Gli artisti tradizionali lavorano non solo a un livello fisico e tecnico, ma anche, cosa più importante, a livello spirituale, in comunione con il tema dell’opera. Talvolta gli artisti manifestano esperienze di una forza superiore, che vanno al di là di questo mondo terreno. L’effetto è simile a quello di declamare un’ode a Dio: un’esperienza solenne e divina, che trascende il linguaggio umano.

Per coloro che apprezzano l’arte, essa è un veicolo speciale di comunione con il divino. Dietro l’arte troviamo la saggezza accumulata da un popolo, la sua creatività e l’ispirazione giunta. Spesso vi sono significati profondi, che vanno ben oltre ciò che si vede in superficie. Alcune opere trasmettono un particolare tipo di energia spirituale. Tutto questo ha un effetto sugli spettatori, a livello profondo e spirituale. Un effetto è unico, che nessun altro mezzo espressivo può sostituire.

Un buon artista può influenzare la moralità della società infondendo valori nel cuore delle persone attraverso storie e immagini commoventi. Anche coloro che non hanno un livello di istruzione elevato possono ottenere certe comprensioni dall’arte tradizionale, sentirsi ispirati e trarne delle lezioni morali. Nelle società tradizionali infatti, molti hanno imparato a discernere il bene dal male attraverso racconti popolari come La Sirenetta e Biancaneve. Quante persone cinesi hanno imparato dai quattro capolavori della storia cinese e dalle arti tradizionali, espresse a teatro? Tali opere mostrano i principi celesti, permettendo all’umanità di percepire la grandezza divina, così da voler desiderare di potersi assimilare ai principi celesti.

I valori degenerati esercitano un’influenza invisibile anche attraverso l’arte. Il professor Robert McKee, nel suo libro Story sostiene che: «Ogni storia significativa ci invia un’idea carica di energia, è come se venissimo trascinati da quell’idea, così che non possiamo far altro che accettarla. In effetti, il potere persuasivo di una storia è così grande che possiamo credere al significato che trasmette, anche se lo troviamo moralmente repellente[5]».

L’arte può avere un impatto enorme sulla moralità, il pensiero e il comportamento umano, sia in termini positivi che negativi. Non è un’esagerazione: nella società moderna ci sono molti esempi da studiare.

Quello che viene chiamato “effetto Mozart”, per esempio, ha attirato l’attenzione di tutto il mondo. La comunità scientifica ha condotto per anni una serie di studi sull’influenza positiva della musica di Mozart sulle persone e sugli animali. Nel 2016, uno studio approfondito dell’effetto Mozart portò alla scoperta di come la musica di Mozart abbia un effetto positivo sulle funzioni cognitive e sul comportamento umano.

Sorprendentemente, suonare la musica di Mozart al contrario ha un effetto completamente opposto. La musica atonale moderna di Arnold Schoenberg ha un effetto simile a quello della musica di Mozart al contrario, il che prova degli effetti dannosi[6].

La musica rock ha un effetto ancora più negativo rispetto alla musica atonale. Un ricercatore ha raccolto dati da due città tra loro simili: la città in cui le stazioni radio e i canali televisivi trasmettevano molte canzoni rock ha registrato un aumento del 50 per cento di casi gravidanza fuori dal matrimonio, abbandono della scuola, morti giovanili, crimini, e così via[7]. Alcune canzoni rock fanno sembrare ragionevole anche il suicidio.

«I suoi ritmi oscuri e i testi deprimenti possono certamente essere presi come un incoraggiamento al suicidio, ed è un fatto inconfutabile che i giovani che si sono uccisi stessero ascoltando spesso quella musica[8]». Non è raro che gli adolescenti che si sono suicidati abbiano compiuti atti simili a quelli descritti nelle canzoni rock che ascoltavano. Numerosi musicisti rock sono stati vittime della depressione, hanno abusato di droghe e sono arrivati a commettere suicidio.

Un altro esempio in negativo è il film di propaganda nazista Il trionfo della volontà. La regista, Leni Riefenstahl, ha sempre sostenuto di aver creato un documentario, mostrando una superba maestria artistica. Le grandiose scene e le manifestazioni di forza hanno di fatto portato il pubblico a entrare in contatto con l’energia e la potenza dietro le immagini. Alcune delle tecniche usate nelle riprese e nel montaggio hanno influenzato il cinema per i decenni a venire.

L’opera divenne un elemento cruciale della macchina di propaganda di Hitler e della Germania nazista: è riconosciuto come uno dei film di propaganda di maggior successo nella storia. Il quotidiano britannico The Independent ha scritto nel 2003: «Il trionfo della volontà sedusse molti uomini e donne intelligenti, li persuase ad ammirare piuttosto che a disprezzare, e senza dubbio convinse sostenitori e alleati nazisti in tutto il mondo[9]».

Comprendere il grande potere dell’arte può aiutare a capire meglio l’importanza dell’arte tradizionale e perché gli elementi del male vogliono sabotarla e renderla degenerata.

3. Come il Comunismo ha sabotato e violentato l’arte

Dato che l’arte ha un effetto così potente nel cambiare la società, non deve sorprendere che il Comunismo abbia usato il campo artistico nei suoi progetti di ingegneria sociale.

a. L’arte nei Paesi comunisti

I Partiti comunisti sono consapevoli del potere dell’arte e lo usano come strumento per fare il lavaggio del cervello alla popolazione.

Un esempio: il Partito Comunista Cinese è stato deriso per avere inserito cantanti e attori nell’esercito, addirittura dando loro il ruolo di Generali militari. Viene da chiedersi come dei civili — che non hanno mai ricevuto un addestramento, né vissuto la guerra in prima persona — possano essere qualificati per svolgere le mansioni di un Generale. Il fatto è che il PCC ritiene gli “artisti moderni” così importanti tanto quanto i militari addestrati. Lo scopo finale è promuovere e sostenere il culto comunista; in questo senso forse i cantanti sono ancora più importante, inoltre inserirli nei ranghi militari è perfettamente conforme al principio del Partito. Mao Zedong disse che «Dobbiamo avere anche un esercito culturale, è assolutamente indispensabile per unire le nostre file e sconfiggere il nemico[10]».

Le esibizioni artistiche nei Paesi comunisti sono progettate per far dimenticare alla gente le miserie sofferte sotto il dominio comunista, e per coltivare la loro fedeltà al partito, utilizzando proprio l’arte. L’effetto di questa azione di propaganda — che il PCC definisce “lavoro sul pensiero, conosciuta anche come “riforma del pensiero” —  non può essere raggiunto con la semplice autorità militare.

Prendendo in considerazione la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino (finanziata a caro prezzo dai contribuenti), il gigantesco festival musicale Arirang nella Corea del Nord e i corpi di danza dell’ex Unione Sovietica, si può vedere come tutte queste manifestazioni vadano incontro alle esigenze del partito comunista locale. Nel settembre 2011, il Ministero della Cultura del PCC organizzò un cosiddetto festival della cultura cinese, che andò in scena al Kennedy Center di Washington. Intitolato La Cina: l’arte di una nazione, nel programma del festival era presente il balletto Red Detachment of Women [Il distaccamento femminile rosso], esempio tipico della cultura del PCC, che promuove l’odio di classe e la violenza comunista.

L’arte tradizionale è vicina al divino ed è in grado di promuovere i valori tradizionali; se coesistesse assieme alla cosiddetta “arte”, controllata dal partito comunista e usata per il lavaggio del cervello della popolazione, quest’ultima perderebbe il suo monopolio e non avrebbe più alcun effetto. Questo è il motivo per cui tutti i Paesi comunisti hanno in essere un ferreo sistema per censurare la produzione artistica e il settore editoriale.

b. Gli elementi comunisti dietro l’Avanguardia

Per secoli, l’arte classica è stata tramandata di generazione in generazione. Questa tradizione è continuata fino al XX secolo, quando si è conclusa bruscamente. La trasmissione e l’eredità dell’Arte fu sostituita da un’Avanguardia radicale, la cui degenerazione iniziò rapidamente. Come disse l’artista Robert Florczak: «La profondità, l’ispirazione e il bello sono stati sostituiti dal nuovo, il diverso e il brutto. ….. I criteri di riferimento sono declinati fino a quando non ne sono più rimasti alcuni. Tutto ciò che è rimasto è una espressione personale[11]». È così che l’umanità ha perso il suo senso universale dell’estetica.

La fonte di questa serie di nuovi movimenti artistici è strettamente connessa alle tendenze ideologiche influenzate dal Comunismo. Molti di questi artisti sono comunisti o simpatizzanti, di un tipo o dell’altro, oppure sono stati influenzati da queste ideologie.

Georg Lukacs, commissario culturale ungherese dell’Internazionale comunista e fondatore del Marxismo occidentale, fondò la Scuola di Francoforte: uno dei suoi obiettivi era di stabilire una “nuova forma culturale”, abbandonando la cultura tradizionale. Questa nuova forma culturale si era prefissa lo scopo di escludere l’arte che rappresentava il divino. Come scrisse Herbert Marcuse, socialista tedesco e rappresentante della Scuola di Francoforte: «[L’arte serve a] protestare contro questi rapporti sociali prestabiliti e allo stesso tempo li trascende. In questo modo l’arte sovverte la coscienza dominante, l’esperienza ordinaria[12]».

Quello che Marcuse intendeva era la necessità di arruolare l’arte nella rivolta contro il divino e sovvertire la moralità delle persone. L’arte moderna si muove spinta da opinioni di questo tipo.

Gustave Courbet, fondatore della scuola realista francese, partecipò alla Comune di Parigi. Venne eletto membro del comitato della Comune e presidente della Federazione radicale degli artisti. Courbet si dedicò a trasformare il vecchio sistema e a stabilire nuove correnti artistiche. Ai suoi ordini la Federazione demolì la Colonna Vendôme (poi ricostruita). Courbet negava che gli esseri umani fossero stati creati da Dio, ed era determinato a usare l’arte per esprimere la visione del mondo del proletariato, e del materialismo. Una delle sue frasi più famose è: «Non ho mai visto né angeli né divinità. Ecco perché non ne dipingo[13]».

Courbet credeva che la riforma delle arti fosse proprio come fare una rivoluzione. In nome del dipingere quella che definiva la realtà, sostituì il bello con il brutto. I suoi nudi, per esempio, si concentrarono sulla rappresentazione dei genitali femminili, un presunto atto rivoluzionario. Era considerato un modo per ribellarsi e per trasgredire contro la tradizione, così da incitare ulteriormente l’attivismo comunista.

Il pensiero e la vita di Courbet rappresentano lo stretto legame tra l’ideologia comunista della rivoluzione e l’arte moderna. Sotto l’influenza del pensiero modernista, il fervore rivoluzionario degli artisti alla fine dell’Ottocento dette vita a una serie di movimenti all’interno del mondo dell’arte. A differenza delle scuole artistiche tradizionali, i movimenti d’avanguardia cercavano esplicitamente una rottura con la tradizione. Il termine “avanguardia” fu usato per la prima volta dagli intellettuali socialisti, per descrivere quei movimenti artistici che corrispondevano alle loro aspirazioni politiche.

Alla fine dell’Ottocento, queste influenze portarono alla nascita dell’Impressionismo. Da allora gli artisti moderni hanno abbandonato i requisiti della pittura ad olio tradizionale: accuratezza, armonia delle proporzioni, composizione, prospettiva e transizioni tra luci e ombre. Quando sono arrivate altre correnti come il Neoimpressionismo (Puntinismo) e il Postimpressionismo, le loro opere si sono concentrate sull’esplorazione dei sentimenti personali dell’artista. Personaggi rappresentativi di questa scuola sono Georges-Pierre Seurat e Vincent Van Gogh: entrambi ebbero a che fare con il Socialismo[14]. Van Gogh abusava di assenzio e soffriva di malattie mentali; non a caso i suoi dipinti sembrano riflettere queste tendenze.

Le opere d’arte contengono dei messaggi, che chi le crea vuole trasmettere: sono dei mezzi di comunicazione per raggiungere il pubblico. Gli artisti che operarono durante il periodo dell’Alto Rinascimento trasmisero compassione e bellezza al loro pubblico. Al confronto, gli artisti contemporanei, che trasmettono messaggi negativi e tetri, hanno abbandonato i propri pensieri e si lasciano controllare da entità spettrali di basso livello. Essi stessi appaiono spesso incoerenti e confusi; quello che producono riflette tale stato: sono oscure, negative, confuse, scialbe, deprimenti, decadenti e disordinate.

Dopo l’Impressionismo arrivarono le correnti dell’Espressionismo e del Fauvismo, seguite dal Cubismo di Picasso. Quest’ultimo entra a far parte del Partito Comunista Francese nel 1944. In una sua lettera intitolata Perché sono diventato comunista, dice: «La mia adesione al partito comunista è un passo logico nella mia vita e nel mio lavoro, dà loro un senso…. Ma oggi ho capito che questo non basta più; questi anni di oppressione terribile mi hanno dimostrato che dovevo combattere non solamente con la mia arte, ma con tutto me stesso[15]».

Picasso incoraggiò la separazione dai metodi classici di pittura. Considerava tutto quello che aveva attorno come qualcosa da poter raccogliere e modellare a suo piacimento. Più le sue opere diventano inquietanti, più era felice. Nel processo di creare immagini mostruose si arriva alla distruzione dell’immagine, al punto che nessuno può più comprendere cosa vi sia rappresentato. Persino Georges Braque, considerato il cofondatore del Cubismo assieme a Picasso, non apprezzava il dipinto Les Demoiselles d’Avignon di quest’ultimo. Criticò Picasso dicendo che aveva bevuto una sorsata di petrolio per poi sputare fuoco sulla tela[16].

Marcel Duchamp, fondatore del movimento artistico Dada, fu tra coloro che cercò di sovvertire e ribellarsi alla tradizione. Diffondendo l’espressione “ready-made”[pronto all’uso NdT] Duchamp esponeva oggetti da lui trovati o prodotti in fabbrica, presentandoli come cosiddette installazioni artistiche. Venne considerato il padre dell’arte concettuale, promuovendo l’idea che tutto può essere chiamato arte.

Il movimento dadaista è esso stesso un progetto comunista, come dimostra il manifesto dei dadaisti berlinesi: chiedevano «un’unione rivoluzionaria internazionale di tutti i creativi e gli intellettuali, uomini o donne che fossero, sulla base del Comunismo radicale», così come «l’espropriazione immediata della proprietà» e «la regolazione dei rapporti sessuali in base all’ideologia del Dadaismo internazionale, creando a questo scopo un centro sessuale dadaista[17]».

La critica del movimento Dada alla tradizione si è evoluta nel Surrealismo in Francia, rappresentato dal comunista André Breton che sosteneva la necessità della rivoluzione. Era contrario alla presunta soppressione portata dalla ragione, dalla cultura e dalla società — prospettive tipiche degli artisti modernisti in Europa di allora. I movimenti artistici che si sono diffusi a partire da questi principi includono l’Astrattismo, il Minimalismo e la pop art.

L’Astrattismo è l’espressione emotiva della ribellione, del disordine, del vuoto e della fuga.

Tutte queste scuole sono una sorta di Postmodernismo, che mira a rovesciare le regole, il ragionamento e la morale[18]. Questi artisti non si risparmiano nel creare opere che profanano apertamente l’immagine di Maria, la madre di Gesù[19].

Ovviamente non tutti gli artisti moderni sostengono politiche di Sinistra, ma c’è una chiara connessione ideologica con il pensiero comunista: il rifiuto del divino e il tentativo di sostituire Dio come punto di partenza per comprendere la vita umana. Queste correnti artistiche hanno poco a poco acquisito rilevanza, fino a esercitare una certa influenza nella sfera pubblica, così da isolare completamente l’arte classica.

c. L’inversione dell’estetica tradizionale: il brutto diventa arte

Le numerose scuole d’arte moderna che sono apparse e si sono sviluppate hanno alcuni elementi in comune: capovolgono l’estetica convenzionale: considerano ciò che è brutto come se fosse bello e mirano a impressionare il pubblico utilizzando quanto di più raccapricciante l’artista possa immaginare.

Marcel Duchamp mise la sua firma su un orinatoio e lo intitolò Fontana, per una sua esposizione che si sarebbe tenuta a New York. Anche se l’esibizione delle sue opere non venne concessa, il gesto venne considerato uno scherzo geniale dagli “esperti” del mondo dell’arte; successivamente artisti e accademici considerarono l’oggetto in questione il massimo della creatività. Questo fa parte dell’ambiente artistico nel quale la pittura classica è stata emarginata, mentre le cosiddette installazioni artistiche sono salite alla ribalta. Nel 1958, Yves Klein tenne una mostra intitolata Il Vuoto a Parigi presso la galleria Iris Clert: quello che espose erano pareti vuote.

Joseph Beuys fu una delle maggiori figure dell’avanguardia tedesca del dopoguerra. Nel 1965 si ricoprì la testa di miele, foglia d’oro e mirra, mormorando senza sosta per tre ore con una lepre morta tra le braccia. La sua performance era intitolata Come spiegare i dipinti a una lepre morta. Secondo Beuys chiunque può essere un artista. Un curioso siparietto si ebbe quando uno tra gli spettatori chiese dubbioso «Parli di tutto tranne che di arte!». La risposta di Beuys:  «Tutto è arte![20]»

Nel 1961 Piero Manzoni, figura chiave dell’avanguardia italiana, ripose le sue feci in novanta lattine, le definì opere d’arte e le mise in vendita con il titolo di Merda d’artista. Nel 2015, una delle lattine venne venduta a Londra per un prezzo record di 182.500 sterline (circa 205.000 euro), centinaia di volte il valore dello stesso peso, se fosse stato oro. Altre “performance” di Manzoni includono apporre la sua firma sulle natiche di alcune donne nude, chiamando l’esibizione Sculture viventi.

In Cina, un certo “artista” si spoglia e cosparge il suo corpo con miele e olio di pesce, così da attirare le mosche. Dissacrare il corpo sembra abbia l’obiettivo di comunicare l’idea che la vita valga poco, sia brutta e disgustosa.

Il documentario Beijing Swings della BBC presenta un quadro raccapricciante degli “artisti estremi” in Cina. Tra di loro c’è chi propone al pubblico la seguente “performance”: mangiare il cadavere di un feto. Waldemar Januszczak, presentatore del documentario, ha commentato: «Dalla Cina arriva l’arte più oltraggiosa e più cupa al mondo[21]». In realtà, questo è il risultato della natura demoniaca dell’essere umano che ha preso il sopravvento. Alcune di queste cosiddette opere d’arte moderna sono così oscene e spudorate da superare la resistenza mentale delle persone normali. Tale comportamento presente nell’avanguardia è da vedersi come la Grande rivoluzione culturale cinese, applicata al mondo dell’arte.

Coloro che sostengono il Modernismo si sono immersi in questa tendenza, come se fossero un pesce che nuota nell’acqua; allo stesso tempo i pittori veramente competenti nelle tecniche della pittura stanno vivendo un momento difficile. Pittori e scultori che aderiscono a una rigorosa tradizione, che padroneggiano il loro mestiere attraverso una pratica meticolosa, sono stati costretti ad abbandonare il mondo dell’arte. L’inglese John William Godward, pittore neoclassicista vittoriano membro della Confraternita dei Preraffaelliti, si sentiva discriminato dato che il suo stile classico e realistica cadde in disgrazia a causa delle opere moderniste di Picasso: fu il motivo che lo portò al suicidio nel 1922. Leggenda vuole che il suo ultimo messaggio fu: «Il mondo non è abbastanza grande per me e per un Picasso[22]».

Metodi simili vennero adottati per rovinare il mondo della musica. L’autentica composizione musicale si conforma alle teorie e all’ordine musicale. L’accordatura, le chiavi e le scale che produce derivano dall’armonia che si trova negli schemi naturali. L’universo, creato dal divino, è armonioso. Gli esseri umani sono in grado di apprezzare, ed essere partecipi, a questa concordanza di suoni dell’universo. Grazie a ciò si può creare la bellezza, poiché anche gli esseri umani sono creati dal divino.

La musica atonale moderna rifiuta concetti come tonalità, accordi e melodie, mancando di ordine nella sua struttura. Tali suoni si ribellano alla musica classica, divinamente impartita. La musica atonale trasgredisce l’armonia dell’universo, motivo per cui molti spettatori la trovano sgradevole. I musicisti modernisti sostengono, sulla base delle loro teorie estetiche deformate, che gli spettatori devono allenare il proprio udito per abituarsi alla loro musica, in modo da poterla apprezzare.

Arnold Schoenberg, uno dei fondatori della musica moderna, introdusse il “sistema dodecafonico”, una struttura fondamentalmente atonale che segnò la creazione di una tecnica musicale anticlassica. La sua musica era considerata la negazione di tutta la cultura musicale tedesca esistente fino ad allora, il tradimento del gusto, del sentimento, della tradizione e di tutti i principi estetici.

La sua musica venne definita dai tedeschi di quel tempo come cocaina: «Suonare Schönberg è come aprire un bar dove viene servita la cocaina. La cocaina è veleno. La musica di Schönberg è come la cocaina[23]». Negli anni seguenti, un critico musicale lo definì: «È la misura dell’immensità della conquista di un uomo che, cinquant’anni dopo la sua morte, riesce a svuotare qualsiasi sala da concerti sulla Terra[24]».

Schönberg venne accettato dal pubblico grazie alle teorie musicali di Theodor W. Adorno, una figura importante della Scuola di Francoforte. Nel 1949 Adorno pubblicò Filosofia della musica moderna, un saggio con il quale cercò di dimostrare che il metodo dodecafonico di Schönberg fosse il culmine della composizione musicale. Tale teoria gettò le basi per la diffusione del sistema di Schönberg all’interno delle generazioni successive di compositori e critici musicali[25]. Da allora, numerosi musicisti hanno imitato Schönberg; il suo stile d’avanguardia ebbe un grande impatto sul mondo della musica del dopoguerra.

Dopo aver distrutto la tradizione con la musica moderna, i movimenti di avanguardia usarono il rock and roll per soppiantare il ruolo della musica classica nella vita delle persone. Sidney Finkelstein, principale teorico musicale del Partito Comunista degli Stati Uniti, dichiarò apertamente che i confini tra musica classica e popolare dovessero essere eliminati[26]. Attorno allo stesso periodo, prese piede negli negli Stati Uniti una musica rock fortemente ritmica, mentre la musica classica e tradizionale veniva schiacciata ed emarginata[27].

Il rock and roll è caratterizzato da suoni inarmonici, melodie non strutturate, un ritmo aggressivo, conflitti emotivi e testi paradossali e contraddittori: il tutto è molto simile all’ideologia comunista di lotta di classe. Nell’opera Memorie storiche di Sima Qian, (il più importante storico cinese dell’antichità), solo quando le sonorità sono conformi alla moralità possono essere chiamate musica. In generale, la vita dei musicisti rock and roll si distingue per essere piena di storie di sesso, violenza e droga.

Dopo il rock and roll altre forme di musica come il rap, sono apparse negli Stati Uniti, ottenendo popolarità. I testi dei rappers sono pieni di parolacce e oscenità. La loro volontà di andare contro la tradizione e la società in generale — attraverso l’uso di droghe, violenza e promiscuità — è evidente[28]. Con il declino morale della società nel suo complesso, queste “forme d’arte”, precedentemente considerate come sottoculture, sono entrate a far parte della società e sono persino ricercate dai curatori dei principali e più rispettabili luoghi di intrattenimento.

L’intero mondo dell’arte è stato fortemente influenzato dai movimenti artistici moderni: ciò può essere osservato da come le tendenze attuali siano deviate, rispetto alla tradizione. Idee, metodi e competenze in settori come scultura, architettura, danza, decorazione, design, fotografia e cinema hanno subito l’impatto di questa deviazione. Molte persone impegnate nell’arte moderna sono fortemente influenzate dall’ideologia comunista.

Un esempio significativo è dato da Isadora Duncan, fondatrice della danza moderna: la donna, bisessuale e atea, si opponeva al balletto, definendolo brutto e innaturale. Riunì cento studenti per esibirsi a Mosca davanti a Lenin, usando la canzone comunista L’Internazionale come tema musicale delle danze[29].

Analizzando il motivo per cui queste deviazioni siano venute in essere, siano di tendenza, o addirittura abbiano raggiunto una posizione principale nella società, si può notare lo stretto legame con il Comunismo e la sua azione nel corrompere le arti tradizionali, di ispirazione divina. Sebbene questo processo non sia evidente, la forma che ha assunto è quella di un inganno ampiamente accettato, reso possibile dalla seguente mentalità: si può chiamare Arte tutto ciò che abbia una teoria dietro di sé.

Osservando da vicino le differenze tra i movimenti d’avanguardia e l’arte tradizionale, appare chiaro che gli artisti del Rinascimento non solo ricorrevano all’arte per lodare Dio; in misura persino maggiore presentavano la vera bellezza, in modo da generare sentimenti di verità e bontà nel cuore umano. Così facendo contribuivano a mantenere la moralità della società.

D’altra parte, le varie forme mutate dell’avanguardia cercano di invertire le conquiste del Rinascimento. Spingono il pubblico a essere attratto da ciò che è brutto, da ciò che espone la natura demoniaca. Elementi decadenti, depravati, violenti e malvagi, uniti a pensieri perversi hanno guadagnato un posto al sole. Al giorno d’oggi il processo di diffamare il divino ha portato gli esseri umani a sentirsi alienati nei confronti non solo di Dio, ma anche dalla propria divinità interiore, dalla propria comunità, dai valori tradizionali e dalla moralità[30].

d. La corruzione della letteratura

La letteratura è una forma d’arte speciale. Utilizzando il linguaggio per trasmettere la saggezza che il divino ha donato all’umanità, è in grado di salvaguardare anche le preziose esperienze di vita dell’umanità. I due grandi poemi epici del mondo greco antico, L’Iliade e L’Odissea, rappresentano entrambi la complessa storia della guerra di Troia, ritraendo vividamente divinità e uomini: un grandioso dipinto storico. Virtù come coraggio, generosità, saggezza, giustizia e temperanza — descritte ed elogiate nei poemi — divennero una fonte importante per costituire il sistema di valori della civiltà greca; e dell’intera civiltà occidentale.

Considerando la grande influenza che la letteratura ha sulle persone, non sorprende che gli elementi malvagi fanno leva sui desideri di fama e fortuna per portare gli autori a scrivere e promuovere opere letterarie che trasmettono l’ideologia del Comunismo. Scritti che calunniano la cultura tradizionale; che distruggono la moralità umana; che diffondono sentimenti di pessimismo, passività e insensatezza verso la vita. La letteratura è diventata uno degli strumenti chiave che lo Spettro del Comunismo usa per controllare il mondo.

Alcune opere autorevoli promuovono direttamente l’ideologia comunista. Dopo la soppressione della Comune di Parigi, nel 1871 Eugène Pottier scrisse la canzone L’Internazionale. Le strofe contengono passaggi come: «Non ci son supremi salvatori, Né Dio, né Cesare, né tribuno», «È l’eruzione finale. Del passato facciamo tabula rasa». L’Internazionale divenne la canzone ufficiale della Prima e della Seconda Internazionale, così come del Partito Comunista Cinese. L’inno è ampiamente utilizzato durante gli incontri letterari nei Paesi comunisti di tutto il mondo.

Durante il periodo di espansione dell’Unione Sovietica e del PCC, per fare il lavaggio del cervello al grande pubblico, i rispettivi partiti comunisti incaricarono gli intellettuali di utilizzare tecniche tradizionali per rappresentare la vita del proletariato e il concetto di coscienza di classe per spiegare l’ideologia e le politiche del partito comunista.

Un gran numero di opere letterarie vennero quindi pubblicate: i romanzi sovietici Il torrente di ferro e Come fu temprato l’acciaio ebbero un enorme impatto propagandistico, così come i romanzi diffusi dal PCC La Canzone della Gioventù e Il Sole Splende sul Fiume Sangkan. Il PCC definisce lo stile di queste opere come “realismo socialista”. Mao Zedong parlò in generale di questo tipo di letteratura, considerandola «al servizio degli operai, dei contadini e dei soldati»  e «al servizio del proletariato[31]». La capacità di questo tipo di letteratura di infondere elementi ideologici è nota e ovvia. Tuttavia, i metodi con cui il Comunismo usa la letteratura per distruggere l’umanità non si fermano qui.

Quanto segue riassume alcuni dei principali effetti dell’influenza del Comunismo sulla letteratura.

• Usare la letteratura per distruggere la tradizione: un passo importante nella distruzione dell’Umanità è stato quello di diffamare gli elementi della civiltà tradizionale che il divino ha trasmesso agli esseri umani. Sia in Cina che in Occidente, gli elementi comunisti usano gli intellettuali dai pensieri moderni per creare e promuovere opere che distorcono o calunniano la cultura tradizionale.

In Cina, durante quello che venne chiamato Nuovo movimento culturale (1910-1920), l’autore Lu Xun divenne famoso per attaccare ferocemente la tradizione e denunciare il retaggio storico cinese. Nel suo primo romanzo, Diario di un pazzo (1918), Lu Xun utilizza il protagonista per trasmettere il messaggio che si possa riassumere l’intera storia cinese in due caratteri: “mangiatrice di uomini”. Lu Xun venne elogiato da Mao Zedong come «il più grande e coraggioso vessillo del nuovo esercito culturale» e come «comandante della rivoluzione culturale cinese». Mao sottolineò che: «La strada che [Lu Xun] ha preso è la stessa strada della nuova cultura nazionale cinese[32]».

Nel 1909, il poeta italiano Marinetti pubblicò il primo Manifesto Futurista — apparve prima sui quotidiani italiani, poi acquisì notorietà in Europa dopo la pubblicazione in Francia da parte di Le Figarò. Marinetti chiamava a raccolta gli intellettuali italiani, invocando il totale rifiuto della tradizione e celebrando le macchine, la tecnologia, la velocità, la violenza e la competizione. Nel 1913 Vladimir Mayakovsky, poeta e comunista russo pubblicò, Schiaffo al gusto del pubblico, esprimendo la sua volontà di rompere con la letteratura tradizionale russa.

• Difendere orrende rappresentazioni come se fossero la “realtà”: al giorno d’oggi intellettuali e artisti usano la letteratura e le arti per rappresentare immagini orrende, strane e terrificanti; si giustificano sostenendo che stanno semplicemente mostrando le cose come sono.

L’arte tradizionale trasmette armonia, grazia, chiarezza, chiarezza, sobrietà, correttezza, equilibrio, universalità e ideali: tutti elementi che richiedono la capacità di selezionare e attuare delle scelte. Secondo gli artisti moderni, tali opere non possono essere considerate reali. Tali punti di vista derivano da una mancanza di comprensione dell’origine e della funzione dell’arte. L’arte nasce dalla vita di tutti i giorni, ma dovrebbe trascenderla, per deliziare ed educare.

Per questo motivo, gli artisti devono selezionare, affinare ed elaborare ciò che vogliono ritrarre durante il processo creativo. Secondo il loro pensiero distorto, concentrarsi ciecamente sulla “realtà” porta alimitare artificialmente i confini della vita e dell’arte. Considerando questo tipo di realismo assoluto come arte, allora quello che ciascuna persona è in grado di vedere e sentire è arte: in tal caso, perché spendere tempo e denaro per formare gli artisti?

• Usare la letteratura per corrompere i valori morali: usare pretesti come “esprimere il proprio vero sé”, il “flusso di coscienza” e cose simili portano le persone ad abbandonare gli standard morali tradizionali e ad abbandonarsi al lato demoniaco della natura umana. Un esempio è quello che il comunista e poeta francese André Breton enunciò nel Manifesto Surrealista. Breton descrisse questa nuova letteratura come «Automatismo psichico allo stato puro, con il quale si propone di esprimere — verbalmente, per mezzo della parola scritta, o in qualsiasi altro modo — l’effettivo funzionamento del pensiero. Dettato dal pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, esente da qualsiasi preoccupazione estetica o morale[33]».

Il”flusso di coscienza” e la “scrittura automatica” surrealista sono elementi strettamente correlati. Influenzati dalla psicopatologia di Sigmund Freud, alcuni scrittori in Occidente iniziarono a sperimentare lo stile proveniente dal flusso di coscienza, all’inizio del XX secolo. Tali scritti di solito hanno una trama semplice e si concentrano sui processi di pensiero interiori e privati di personaggi insignificanti (anti-eroi), attraverso narrazioni composte da pensieri liberi.

Gli esseri umani hanno al loro interno il potenziale per esprimere sia la gentilezza e che la malvagità. La vita umana dovrebbe essere dedicata alla costante elevazione dei propri standard morali e alla coltivazione della virtù, attraverso l’autocontrollo. Nella società moderna molte persone danno sfogo a pensieri e desideri perversi. Esporre questi pensieri e desideri in pubblico, così da poterli vendere, equivale a inquinare la società.

• Dare sfogo al lato oscuro dell’umanità per “criticare” e “protestare”: scrittori e artisti del Mondo libero occidentale, sotto l’influenza del sentimento antitradizionalista, considerano tutte le leggi, i regolamenti e i codici morali come restrizioni e soppressioni. Pur riconoscendo i problemi della società moderna e le debolezze della natura umana, non li affrontano razionalmente, bensì promuovono l’individualismo estremo attraverso azioni di critica e di protesta, assecondando i loro desideri personali. Gli intellettuali occidentali usano strumenti degenerati per esprimere una cosiddetta resistenza. Così facendo rafforzano il lato oscuro della loro natura, si abbandonano all’odio, alla pigrizia, al desiderio, alla lussuria, all’aggressività e alla ricerca della fama. La mancanza di un autocontrollo morale non risolverà i problemi sociali, ma li peggiorerà.

Durante il movimento di Controcultura degli anni ’60, il poeta americano Allen Ginsberg divenne il rappresentante della Beat Generation: è ancora oggi venerato da coloro che vogliono ribellarsi alla società. Nel suo poema Urlo egli raffigura stili di vita e stati mentali estremi: alcolismo, promiscuità sessuale, droga, sodomia, automutilazione, prostituzione, nudità pubblica, violenza, furti, vagabondaggio, malattie mentali. Con l’istituzionalizzazione del movimento di controcultura, Urlo venne considerato un classico letterario, fino a essere incluso in numerose collezioni letterarie. Ginsberg ammise di essere stato un comunista e di non averlo rimpianto: adorava la figura di Fidel Castro e di altri dittatori comunisti[34]; inoltre aveva ampiamente promosso l’omosessualità e la pedofilia. Ginsberg è una chiara manifestazione di come vi sia un’area in comune tra Comunismo e individualismo estremo.

• Diffondere la pornografia attraverso la letteratura: all’inizio del XX secolo, contenuti esplicitamente sessuali cominciarono ad apparire nei componimenti letterari; alcuni celebrati come opere classiche. Molti critici e ricercatori hanno abbandonato le loro responsabilità sociali per elogiare queste opere pornografiche come veri e propri capolavori artistici. Molti valori morali tradizionali sono strettamente connessi all’astinenza sessuale. Violare tali restrizioni, per quanto nobile la giustificazione possa apparire, significare indebolire per poi distruggere la morale.

• Disumanizzare le persone attraverso la letteratura: negli ultimi decenni, con la cultura che sta diventando sempre più caotica, è emersa una grande quantità di narrativa di genere: thriller e romanzi gialli, libri horror, fantasy e dalle tematiche soprannaturali. Attraverso tali libri gli elementi di basso livello possono controllare la mente e il corpo delle persone, con conseguente disumanizzazione degli esseri umani.

Un detto dice che «una lastra di ghiaccio spessa un metro non è il risultato di un giorno di freddo». Questo per dire che è necessario un lungo periodo di tempo, assieme all’azione di molti elementi, affinché la letteratura si degradi a tal punto di diventare uno strumento del male. Il Romanticismo ha allargato il campo d’azione della letteratura, per includere  aspetti della vita delle persone, mentre alcuni fenomeni osceni e bizzarri, tra i quali stati mentali umani estremi e folli, sono stati presentati al pubblico. Alcuni poeti romantici britannici furono soprannominati “La scuola di Satana” a causa del contenuto immorale delle loro poesie.

Il Realismo usa la scusa di rappresentare la realtà per esprimere il lato degenerato della natura umana. Alcune opere enfatizzano pensieri deformati e comportamenti immorali. Un critico definì il realismo «romanticismo a quattro zampe[35]». La filosofia del Naturalismo, promossa da Jean-Jacques Rousseau, come esempio, attribuisce il declino della morale umana all’ambiente sociale e alla genetica familiare, eliminando così la responsabilità morale dell’individuo. Il movimento chiamato Estetismo richiede “l’arte per il gusto dell’arte”, sostenendo che l’arte sia da intendere semplicemente come stimolo sensoriale e non abbia alcun imperativo morale.

In realtà l’arte ha effetti sottili, profondi e duraturi sulla moralità. Negare la responsabilità morale dell’arte significa aprire le porte a delle entità immorali. Non si può negare che diverse scuole letterarie abbiano prodotto opere di alta qualità, ma assieme a esse vi è mescolata letteratura terribile. Sebbene non si possa affermare che gli elementi comunisti abbiano manipolato direttamente le tendenze della letteratura, gli elementi negativi presenti sono chiaramente il risultato del declino degli standard morali. Questi elementi negativi hanno spianato la strada all’ideologia comunista per distruggere l’umanità attraverso la letteratura.

Quando una persona scrive, il suo standard morale e il suo stato mentale si riflettono nel suo lavoro. Con il declino generale della moralità umana, la mentalità negativa degli scrittori assume una posizione dominante. Il risultato è un corpo di opere che trascina le persone verso l’inferno, invece di tendere a far emergere la loro gentilezza.

Conclusione

Il potere dell’arte è enorme. L’arte, quando eccelle, può rettificare il cuore umano, elevare la moralità, armonizzare lo yin e lo yang, e persino permettere agli esseri umani di essere collegati al Cielo, alla Terra e agli esseri divini.

Nel secolo scorso lo Spettro del Comunismo ha approfittato della natura demoniaca e della malizia presente negli esseri umani per incoraggiare la creazione di un’ampia varietà di “opere d’arte”. Le persone sono state portate a ribellarsi e a bestemmiare Dio, a opporsi alla tradizione e a ribaltare la morale. Questo ha avuto l’effetto ultimo di rendere demoniaca gran parte della società, una situazione che avrebbe profondamente sconvolto qualsiasi persona vissuta nelle epoche precedenti.

Rispetto alla bellezza delle arti tradizionali, le arti moderne sono estremamente brutte. Gli standard estetici umani sono stati distrutti. L’arte d’avanguardia è ora considerata tradizionale e ha a disposizione ingenti somme di denaro. Le vere arti tradizionali e nobili sono ora alla stregua di uno zimbello.

Le arti sono state manipolate, e vengono usate come veicolo per far indulgere le persone nei loro desideri e sfogare la loro natura demoniaca. Il confine tra bellezza e bruttezza, grazia e volgarità, gentilezza e malvagità, è stato offuscato, se non addirittura eliminato. Il grottesco, il caos e l’oscurità hanno preso il posto dei valori universali. La società umana è piena di messaggi demoniaci, e gli esseri umani sono guidati lungo un cammino di decadenza e distruzione.

Solo elevando la morale e ritornando alla fede e alla tradizione, l’umanità potrà assistere a un altro rinascimento nelle arti. Solo allora gli esseri divini potranno vedere la bellezza, la nobiltà e la magnificenza di ciò che l’arte può essere, di ciò che sarebbe dovuta essere.


Note bibliografiche

[1] “Record of Music,” Classic of Rites, Chinese Text Project,   https://ctext.org/liji/yue-ji?filter=435370&searchmode=showall#result

[2] Confucius, Lunyu, 3.14

[3] Sima Qian, “A Treatise on Music,” Records of the Grand Historian, Vol. 24.

[4] Ouyang Xiu and Song Qi, New Book of Tang, Vol. 237.

[5] Robert McKee, Story: Style, Structure, Substance, and the Principles of Screenwriting (New York: Harper-Collins Publishers, 1997), 129–130.

[6] Yingshou Xing, et al., “Mozart, Mozart Rhythm and Retrograde Mozart Effects: Evidences from Behaviours and Neurobiology Bases,” Scientific Reports Vol. 6, Article #: 18744 (2016), https://www.nature.com/articles/srep18744.

[7] David A. Noebel, The Marxist Minstrels: A Handbook on Communist Subversion of Music, (Tulsa, Okla.: American Christian College Press, 1974), 58–59.

[8] David Cloud, “Rock Music and Suicide,” Way of Life Literature, December 20, 2000, https://www.wayoflife.org/reports/rock_music_and_suicide.html.

[9] Val Williams, “Leni Riefenstahl: Film-maker Who Became Notorious as Hitler’s Propagandist,” The Independent, September 10, 2003, https://web.archive.org/web/20090830045819/http://www.independent.co.uk/news/obituaries/leni-riefenstahl-548728.html.

[10] Mao Tse-tung, n.d., “Talks at the Yenan Forum on Literature and Art,” accessed July 10, 2018, https://www.marxists.org/reference/archive/mao/selected-works/volume-3/mswv3_08.htm.

[11] Robert Florczak, Why Is Modern Art So Bad? PragerU, https://www.youtube.com/watch?v=lNI07egoefc

[12] Herbert Marcuse, The Aesthetic Dimension: Toward a Critique of Marxist Aesthetics (Boston: Beacon Press, 1978), ix.

[13] “Gustave Courbet Quotes,” http://www.azquotes.com/author/3333-Gustave_Courbet.

[14] Tony McKenna, “Vincent van Gogh,”  Taylor & Francis Online, Critique: Journal of Socialist Theory, 2011, “Vincent van Gogh,” Critique Vol. 39 (2), 2011: 295–303, https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/03017605.2011.561634.

[15] Pablo Picasso, “Why I Became a Communist,” https://blogs.cul.columbia.edu/schapiro/2010/02/24/picasso-and-communism/. See also “Picasso, the FBI, and Why He Became a Communist | On Archiving Schapiro,” accessed July 11, 2018, https://blogs.cul.columbia.edu/schapiro/2010/02/24/picasso-and-communism/

[16] Robert Hughes, The Shock of the New: The Hundred-Year History of Modern Art—Its Rise, Its Dazzling Achievement, Its Fall (London: Knopf, 1991), 24. See also https://www.moma.org/learn/moma_learning/pablo-picasso-les-demoiselles-davignon-paris-june-july-1907

[17] Richard Huelsenbeck and Raoul Hausmann, “What Is Dadaism and What Does It Want in Germany?” in Robert Motherwell, ed., The Dada Painters and Poets: An Anthology, 2nd ed., (Cambridge, Mass.: Belknap Press, 1989).

[18] Michael Wing, “Of ‘-isms,’ Institutions, and Radicals: A Commentary on the Origins of Modern Art and the Importance of Tradition,” The Epoch Times, March 16, 2017, https://www.theepochtimes.com/of-isms-institutions-and-radicals_2231016.html.

[19] Katherine Brooks, “One of The World’s Most Controversial Artworks Is Making Catholics Angry Once Again,” Huffington Post, May 13, 2014, https://www.huffingtonpost.com/2014/05/13/piss-christ-sale_n_5317545.html.

[20] “Joseph Beuys: The Revolution Is Us,” Tate, https://www.tate.org.uk/whats-on/tate-liverpool/exhibition/joseph-beuys-revolution-us.

[21] Ben Cade, n.d., “Zhu Yu: China’s Baby-Eating Shock Artist Goes Hyperreal,” Culture Trip, accessed July 26, 2018, https://theculturetrip.com/asia/china/articles/zhu-yu-china-s-baby-eating-shock-artist-goes-hyperreal/.

[22] Brad Smithfield, “‘The World Is Not Big Enough for Me and a Picasso’: The life and Artwork of John William Godward,” The Vintage News, January 10, 2017, https://www.thevintagenews.com/2017/01/10/world-not-big-enough-picasso-life-artwork-john-william-godward/.

[23] Walter Frisch, ed., Schoenberg and His World (Princeton, N.J.: Princeton University Press, 1999), 94.

[24] Norman Lebrecht, “Why We Are Still Afraid of Schoenberg,” The Lebrecht Weekly, July 8, 2001, http://www.scena.org/columns/lebrecht/010708-NL-Schoenberg.html.

[25] Golan Gur, “Arnold Schoenberg and the Ideology of Progress in Twentieth-Century Musical Thinking,” Search: Journal for New Music and Culture 5 (Summer 2009), http://www.searchnewmusic.org/gur.pdf.

[26] Ibid.

[27] David A. Noebel, The Marxist Minstrels: A Handbook on Communist Subversion of Music, 44–47.

[28] Jon Caramanica, “The Rowdy World of Rap’s New Underground,” New York Times, June 22, 2017, https://www.nytimes.com/2017/06/22/arts/music/soundcloud-rap-lil-pump-smokepurrp-xxxtentacion.html.

[29] “Politics and the Dancing Body,” Library of Congress, https://www.loc.gov/exhibits/politics-and-dance/finding-a-political-voice.html.

[30] Michael Minnicino, “The New Dark Age: The Frankfurt School and ‘Political Correctness,’” reprinted from Fidelio Magazine (Winter 1992), accessed Aug. 13, 2018, http://archive.schillerinstitute.org/fid_91-96/921_frankfurt.html.

[31] Mao Zedong, “Talks at the Yenan Forum on Literature and Art,” 1942, Selected Works of Mao Tse-Tung, (Marxists.org), https://www.marxists.org/reference/archive/mao/selected-works/volume-3/mswv3_08.htm.

[32] Mao Zedong, “On New Democracy,” 1940, Selected Works of Mao Tse-Tung (Marxists.org), accessed August 13, 2018, https://www.marxists.org/reference/archive/mao/selected-works/volume-2/mswv2_26.htm.

[33] André Breton, “Manifesto of Surrealism,” https://www.tcf.ua.edu/Classes/Jbutler/T340/SurManifesto/ManifestoOfSurrealism.htm.

[34] Allen Ginsberg, “America,” https://www.poetryfoundation.org/poems/49305/america-56d22b41f119f.

[35] Irving Babbitt, Rousseau and Romanticism (Boston: Houghton Mifflin,1919), 104.

 
Articoli correlati