Resta aperto il problema dell'eccesso di capacità produttiva dell'acciaio
L’Ue dà attuazione all’accordo sui dazi con gli Stati Uniti
Gli Stati membri dell’Unione Europea hanno approvato un pacchetto di riduzioni dei dazi doganali sui prodotti agricoli e manifatturieri importati dagli Stati Uniti, avvicinandosi alla completa eliminazione dei dazi ancora in vigore sulle importazioni industriali statunitensi

Foto: REUTERS/Dado Ruvic/Illustrazione/ Foto d'archivio
Gli Stati membri dell’Unione Europea hanno approvato un pacchetto di riduzioni dei dazi doganali sui prodotti agricoli e manifatturieri importati dagli Stati Uniti, avvicinandosi alla completa eliminazione dei dazi ancora in vigore sulle importazioni industriali statunitensi e all’apertura di nuovi canali preferenziali per le importazioni agricole dall’America.
La decisione del Consiglio dell’Ue, annunciata ieri 28 novembre, apre la strada all’attuazione degli accordi doganali Ue–Usa del 21 agosto 2025, volti a stabilizzare i rapporti commerciali atlantici, ridurre le tensioni e riequilibrare gli scambi. In questo contesto, il regolamento principale su cui hanno concordato Stati Uniti e Ue prevede l’azzeramento dei dazi ancora applicati dall’Ue sui prodotti industriali statunitensi, l’istituzione di nuove quote doganali e la riduzione dei dazi per i prodotti ittici e agricoli non sensibili provenienti dagli Stati Uniti; l’elenco comprende un lungo elenco di prodotti elencati nell’accordo di agosto, prodotti come frutta a guscio, latticini, frutta e ortaggi freschi, alimenti trasformati, olio di soia, carne suina, carne di bisonte e sementi agricole.
Bruxelles descrive il pacchetto un passo decisivo verso il ripristino della «stabilità e della prevedibilità» nei rapporti commerciali tra Unione Europea e Stati Uniti, che rappresentano il 30 per cento del commercio mondiale e circa 2 mila miliardi di dollari in beni e servizi all’anno, con investimenti reciproci per 5.400 miliardi di dollari nel 2023.
La decisione del Consiglio europeo di venerdì, con cui si approvano i due regolamenti, risponde a una proposta avanzata alla fine di agosto dalla Commissione europea per ridurre i dazi sui prodotti industriali americani e aprire all’accesso preferenziale ai prodotti ittici e agricoli non sensibili degli Stati Uniti.
Pur accogliendo in larga misura la proposta della Commissione, i governi dell’Ue hanno introdotto nuove garanzie per i produttori interni più vulnerabili. Il Consiglio ha inserito un rafforzato meccanismo di salvaguardia bilaterale che consentirà all’Ue di reagire rapidamente a eventuali incrementi anomali delle importazioni o a danni economici derivanti dall’ampliamento dell’accesso al mercato concesso agli esportatori statunitensi. Sono state inoltre precisate le norme di origine per agevolare l’applicazione delle nuove disposizioni, e la Commissione è stata incaricata di monitorare gli effetti economici della liberalizzazione commerciale.
La revisione della politica dei dazi fa parte di un più ampio processo di riallineamento delineato nell’accordo di agosto, descritto dalle autorità di entrambe le sponde dell’Atlantico come il più ambizioso rinnovamento delle relazioni commerciali Ue–Usa degli ultimi vent’anni. L’intesa prevede che l’Unione elimini tutti i dazi sui beni industriali americani, apra ai prodotti agricoli e ittici americani e prolunghi l’accordo sull’aragosta del 2020; in cambio, gli Stati Uniti hanno fissato al 15 per cento il limite massimo dei dazi applicabili ai prodotti europei. Washington si è inoltre impegnata a revocare i dazi della cosiddetta “Sezione 232” su automobili e componenti europei (una volta che l’Ue avrà presentato le sue proposte legislative) a ridurre i dazi su prodotti aeronautici, sughero e farmaci generici, e a limitare i dazi Sezione 232 sui settori farmaceutico, dei semiconduttori e del legname.
I dazi statunitensi sull’acciaio e sull’alluminio, fissati al 50 per cento, restano invece invariati, sebbene entrambe le parti si siano impegnate a esplorare soluzioni comuni per contrastare l’eccesso di capacità produttiva mondiale di acciaio (di cui però è responsabile quasi esclusivamente il regime cinese).
Il quadro dell’accordo si estende anche oltre la sfera doganale, includendo il commercio digitale, gli ostacoli non daziari, l’approvvigionamento energetico, i metalli di importanza strategica, e gli appalti per la difesa e la cooperazione sugli standard tecnici. L’Ue si è impegnata ad acquistare dagli Stati Uniti, entro il 2028, gas naturale, petrolio e prodotti nucleari per un valore complessivo di 750 miliardi di dollari, oltre a chip per l’intelligenza artificiale “made in Usa” – destinati ai centri elaborazione dati europei – per almeno 40 miliardi di dollari. Parallelamente, le imprese europee hanno annunciato nuovi investimenti negli Stati Uniti per circa 600 miliardi di dollari entro il 2028.







