La nostra storia

Quando negli anni ’90 il fondatore dell’Epoch Media Group, John Tang, stava conseguendo il dottorato presso il Georgia Institute of Technology, si è accorto delle enormi differenze tra la stampa cinese e quella del suo Paese d’adozione: gli Stati Uniti d’America. I limiti imposti dalla censura del regime comunista tenevano, ad esempio, il popolo cinese all’oscuro sulla verità dei fatti e sulla strage di Piazza Tienanmen del 1989; e, al di fuori della Cina, nessuno era al corrente della persecuzione perpetrata ai danni di persone a cui venivano proibite le proprie credenze spirituali, come i cristiani indipendenti, i tibetani, gli uiguri e i praticanti del Falun Gong.

Dopo essersi resi gradualmente conto che nessuno stava raccontando di quello che accadeva realmente in Cina, John Tang e altri sino-americani hanno fondato Epoch Times nel 2000.
I fondatori di Epoch Times hanno costruito su quelle libertà che negli Stati Uniti sono garantite a ogni individuo (a partire dalla libertà di stampa e di credo), un progetto editoriale in grado di spiegare all’opinione pubblica occidentale gli eventi nel proprio Paese di origine, e a invertire la grave situazione dei diritti umani in Cina.

LA VERITÀ SULLA CINA

Sulla stampa occidentale è ormai disponibile una grande quantità di notizie sulla Cina. Ma la qualità delle informazioni di prima mano sulla Cina che solo Epoch Times è in grado di fornire, è evidente.
La copertura normalmente offerta sulla Cina è condizionata – anche in Occidente – dalla censura del regime cinese. Le agenzie di stampa (e i quotidiani) cinesi sono semplici organi di propaganda, che hanno col tempo reso le loro informazioni più sofisticate per dare un’impressione di maggiore accuratezza, ma la loro linea editoriale è sempre dettata dal Partito Comunista Cinese. Sotto il controllo di un regime comunista, non esiste possibilità di alcuna libertà di stampa.

Le aziende mediatiche estere con uffici e corrispondenti in Cina, sembrano oggi godere di un maggiore accesso e libertà rispetto al passato. Ma i permessi ai giornalisti possono essere arbitrariamente revocati in qualsiasi momento e senza preavviso. Evidente, quindi, come i colleghi che lavorano in Cina (e che abbiano la volontà di raccontare i fatti di cui sono a conoscenza) siano di fatto costretti ad auto-censurarsi.

Che sia a causa della censura esterna, dell’auto-censura, o di analisi che evitano i punti chiave di tipo strategico e/o economico, normalmente gli organi di stampa occidentali non riescono a parlare di qualunque notizia che ‘non piaccia’ al regime di Pechino. Epoch Times basa le sue notizie sulla Cina su una rete di fonti interne alla Cina stessa, oltre che dalle conoscenze e i contatti dei cinesi emigrati (o rifugiati) in Occidente, compresi i colleghi della nostra edizione cinese.

L’IMPORTANZA DELLA CINA

A prescindere da quale sia il proprio Paese, la Cina ha assunto negli ultimi decenni un ruolo di massimo rilievo. È la nazione più popolosa al mondo, e la seconda economia mondiale. Fino agli anni 80, la Cina era una nazione lontana, misteriosa e nella maggior parte dei casi irrilevante nella vita quotidiana dei cittadini dei Paesi sviluppati occidentali.

Da Paese isolato, la Cina ha cambiato la sua politica costruendo un’economia fondata sulle esportazioni. Gli sviluppi nella tecnologia, come la containerizzazione e internet, hanno improvvisamente reso possibile la migrazione reciproca tra Paesi, lo scambio di idee e prodotti.
Oggi i prodotti cinesi sono ovunque. Quello che accade in Cina ha un impatto palpabile e diretto sulla nostra salute e sul nostro futuro, a ogni livello.

Gli scioperi e le proteste, così come le spaventose condizioni di lavoro in Cina, hanno molto a che fare con quei dispositivi elettronici che abbiamo sempre nelle nostre mani o sulle nostre scrivanie.
La corruzione denunciata a Shanghai, o una magistratura che emette sentenze dettate dal Pcc, possono alterare rapidamente l’andamento delle filiere o degli investimenti di chi fa business in Cina. Le società cinesi che acquistano aziende occidentali possono compromettere l’etica delle loro nuove controllate. Gli Istituti Confucio sotto il controllo del regime cinese, propagandano l’ideologia del Pcc nelle università e fra gli intellettuali di tutto l’Occidente.

Nel corso dei millenni, la Cina è stata fonte di grandi principi morali orientati al bene, così come di grande malvagità.

La serie editoriale pubblicata da Epoch Times nel 2004 dei ‘Nove Commentari sul partito comunista’, ha descritto e dimostrato la reale estensione di queste atrocità commesse dal Pcc.
Il Partito Comunista Cinese, sin dalla sua formazione in Cina, è direttamente responsabile della morte di almeno 80 milioni di persone, e continua tuttora a sopprimere vite innocenti. Il regime cinese non ha alcun rispetto per la salute pubblica, e consente l’esportazione di prodotti contaminati. Il Pcc ha inoltre posizionato le sue spie a ogni livello e posizione delle società occidentali. E noi siamo in grado di informare i nostri lettori – in modo fondato e dettagliato – su questi come su tutti gli altri problemi della Cina.

D’altro canto, l’eredità e la cultura cinese, con le sue storie di eroi dalla nobile condotta, le arti e le tradizioni spirituali, la medicina e le prelibate specialità culinarie regionali, possono apportare grandi benefici anche alla vita degli occidentali, permettendoci di approfondire le nostre conoscenze. Per questo, insieme all’attività di reporting, in Epoch Times ci impegniamo per informare il lettore sugli aspetti più nobili dell’autentica cultura tradizionale cinese.

PERCHÉ ‘EPOCH TIMES’?

Il nome della versione cinese – traslitterato in caratteri latini – è ‘Da Ji Yuan’, ossia ‘La Grande Epoca’. Quindi, il nome scelto dalle edizioni in lingua inglese e internazionali per questo giornale, fa riferimento a un grande periodo storico – probabilmente il più importante – nella Storia dell’Umanità: quello del nostro tempo.